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Intervista a Marco Fulgione autore de Il tatuaggio perduto

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Edito dall’Edizioni Simple è uscito il saggio” Il tatuaggio perduto” scritto da Marco Fulgione esperto di cultura orientale. 

Il tuo primo incontro con la cultura giapponese.

Il mio primo incontro con la cultura giapponese risale alla mia infanzia quando da bambino vidi i cartoni animati come Goldrake, Mazinga, Jeeg ed I cavalieri dello zodiaco. Da allora ho sviluppato un vivo interesse per la cultura e la storia del Giappone che mi ha spinto a laurearmi in studi orientali all’università di Roma, La Sapienza. 

Come nasce il tuo interesse per i tatuaggio e cosa ti affascina di questa arte.

Il primo tatuaggio che vidi era un teschio in bianco e nero tatuato sul braccio di un ragazzo che giocava a biliardino. Avevo 12 anni allora e quel ragazzo ai miei occhi era un mito. Mi ripromisi che una volta compiuti i 18 anni mi sarei tatuato e ho mantenuto il mio proposito e adesso ho addosso molti tatuaggi realizzati secondo vari stili che ho studiato e apprezzato. 

Le differenze tecniche e culturali tra tatuaggio occidentale e giapponese.

Gli strumenti utilizzati, i soggetti del tatuaggio e ovviamente la storia che li caratterizza. Spiegare nello specifico le differenze che li caratterizzano richiederebbe molto tempo ma ci sono punti in comune oltre alle differenze che legano i due mondi. 

Il Giappone, pur avendo avuto le frontiere chiuse per lungo tempo, ha avuto possibilità di scambio con l’Occidente?

Ci sono stati degli scambi con dei selezionatissimi popoli come gli olandesi, gli unici a poter ormeggiare nell’isola artificiale di Dejima. Ovviamente questi scambi erano controllati e giustificati. 

Il tatuaggio è mal visto tanto in Occidente quanto in Giappone, come mai spesso è stata travisata questa arte?

Ci sono delle motivazioni storiche, politiche e ovviamente legati alla religione. In Giappone così come in Occidente il tatuaggio esprime un modo di essere e di pensare che spesso si allontana dal modo comune della società. 

La tua esperienza con i tatuaggi giapponesi e come scegli cosa farti tatuare.

Da sempre quando si decide di farsi un tatuaggio giapponese bisogna studiare con attenzione il soggetto e trovare il tatuatore giusto per il tipo di progetto che si ha in mente. Il tatuaggio giapponese può essere realizzato nello stile tebori, a mano con un’asta di metallo con gli aghi all’estremità o con la macchinetta elettrica. Molti tatuatori hanno un loro stile specifico e sono in grado di elaborare progetti personalizzati in base al cliente. 

Come nasce il tuo studio sul tatuaggio di Loreto? Realtà o leggenda?

Nasce dai racconti di mio zio originario delle Marche che mi ha ospitato presso la casa del nonno durante le estati alla ricerca di funghi e di montagna. Grazie a mio zio ed ai suoi parenti ho potuto scoprire il mondo delle marche che ho poi approfonditograzie a libri come “Il tatuaggio sacro di Loreto.” 

Quanto è possibile realmente un contatto tra i sacerdoti di Loreto e i tatuatori giapponesi.

Tutto il mio lavoro si basa sulla scoperta di questo legame che per primo ho teorizzato e dimostrato nel mio saggio “Il tatuaggio perduto”.Il mio lavoro ricostruisce questo legame e dimostra per la prima volta in assoluto il legame fra i tatuaggi giapponesi quelli sacri di Loreto. 

Se per la Chiesa era proibito fare tatuaggi come potevano i sacerdoti di Loreto ovviare a ciò?

Fino al 1600 in a Loreto si facevano tatuaggi sacri come dimostrazione dell’avvenuto pellegrinaggio alla città di Loreto come avveniva a Gerusalemme. Solo in seguito la chiesa ha cominciato a vietare la pratica dei tatuaggi che sono quindi andati a sparire. 

Il tatuaggio a Loreto poteva avere un significato apotropaico?

Il tatuaggio da sempre ha un significato apotropaico, la funzione di difesa dalle malattie e dal male in senso generale è molto diffusa in Asia ed anche in Occidente. Storicamente ci si tatuava per dimostrare la propria fede ma non solo. Il tatuaggio ha molti significati ed interpretazioni in base al popolo e alla tradizione di riferimento. 

Da cosa è dipeso che questa attività a Loreto sia terminata e nessuno se ne ricordi più?

La presenza della chiesa cattolica a Loreto ha influito sulla presenza del tatuaggio e fino a quando lo stesso era legato a motivi religiosi fu tollerato, ma con il cambiare della politica della chiesa cattolica, il tatuaggio era destinato, ovviamente, a scomparire. Le tracce del tatuaggio sacro di Loreto si potevano quindi ritrovare solo  addosso ai contadini che li portavano sulla loro pelle come sfoggio della fede. Dopo ogni traccia è andata persa.

Intervista di: Luca Ramacciotti

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