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Serena Fumaria: l’anima umana è arte

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L’essere umano è l’opera d’arte per eccellenza, nasciamo come tele bianche sulle quali la vita ci permette di dipingere attraverso le nostre esperienze, con i colori della nostra anima.

Questo è quanto desidero trasmettere nelle mie opere, nate dalla mia anima e la sua rinascita emotiva.

“Il mio stile materico, figurativo e astratto allo stesso tempo, racchiude quasi sempre un mio scatto fotografico in  cui l’anima del soggetto prende forma in un’immagine che elaborata su una tela si trasforma in arte. Un’espressione dell’essere che diviene interpretazione.

Le tele sono di base materica, strutturate su materiali fibrosi, colle, ma in prevalenza tessuto naturale, materiale a me caro, che mi racconta fin dai miei primi anni di età. Con le fibre di cotone,  vengono create le strutture e i volumi rigidi, su cui il colore e i metalli esaltano le forme e regalano l’emozione.

Prevalenza del colore verde rame, con virate al blu cobalto, al giallo oro, sfumature dal bronzo al rame, dal grigio piombo che si spegne nel nero.

Le variazioni di colore sono molteplici, ma sempre collegate all’anima dell’essere che diventa arte. I colori sono scelti con attenzione, personalizzati a seconda del significato dell’opera.

In prevalenza prediligo le variazioni di colore ispirate a quelli di un bellissimo insetto storicamente noto come un potente porta fortuna, lo Scarabeo Verde. A questo sono legata soprattutto in quanto un insetto noto inoltre per le sue capacità di sfidare le leggi fisiche del volo.

La stessa assonanza, nello sfidare le leggi della natura sono le mie e della mia grinta che mio  obbliga a vincere ogni giorno su una neuropatia degenerativa, che mi accompagna da anni.

Collegato alla stessa lotta per la vita, la simbologia del materico ricoperto di materiali metallici conduttori e non, quali oro, rame, piombo, argento. Anche questa scelta è collegata profondamente a me, la stessa malattia provocata dalla mancanza di conduzione neurologica, viene sdemonizzata nele mie opere, con l’utilizzo di venature a rilievo utilizzate per collegare o dividere concetti espressivi proprio utilizzando metalli che creano conduzione.

L’utilizzo della foglia oro è una dedica la grande artista Paul Pennisi, mio maestro di vita, venuto meno nel febbraio 2018, noto per la magia delle sue opere preziose, nelle quali questo materiale è quasi sempre presente.

Serie #ioscelgome

La serie #ioscelgome, è legata al progetto omonimo, legato alla rinascita delle vittime di violenza.

Vittima di una violenza, nel 2011 dipingo la mia prima opera sul genere: ”Oui”.

Tutte le tele rappresentano figure simboliche, alcune delle quali sono reali vittime da me fotografate, alla ricerca degli stati d’animo profondi della loro anima.

I colori scelti sono sempre legati alla storia del soggetto, la prevalenza è legata alle metafore della natura, come il mix cangiante dello scarabeo verde, che regala variazioni dal verde acceso al blu, per passare dal giallo al rame, ma anche il tema della terra, della roccia nera, per passare ai metalli. Oro, rame, variazioni bronzo, argento, piombo.

L’elemento materico è sempre composto da abiti strappati dal mio corpo. Questo atto reinterpreta la violenza subita con lo strappo emotivo, dell’anima, della dignità e la ferma nella tela, immobile e statica.

La serie “ioscelgome” racconta anime che hanno conosciuto la violenza e il dolore, o che l’hanno vissuto o provocato.

Opera iconica della serie “Oui” è del 2011,  autobiografica, contiene una maglietta personale strappata durante una violenza subita, i toni noir e forti l’hanno resa simbolo del mio lavoro.”

www.ioscelgome.it

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