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Da conoscere l’eclettico Stefano Chiodaroli

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È difficile definire Stefano Chiodaroli. Attore. Drammatico. Comico. Stand-up comedy. Acrobata. Pittore. Un vero artista a 360°  che passa con disinvoltura dal cinema alla televisione al teatro.

Quando e come è stata la prima volta che si è presentato su un palco.

La prima volta che mi sono presentato da solo su di un palco con uno stand up di Cabaret è stato il 25 ottobre 1995 ad un provino di Zelig

Il suo percorso di studio, professionale.

Mi sono diplomato in ragioneria alle scuole serali, ma non ho mai esercitato poi ho fatto un biennio alla scuola del mimodramma dell’Arsenale di Milano sotto la guida di Kuniaki Ida e Marina Spreafico.

Attore comico e drammatico.  Acrobata. Quante sfaccettature ha Stefano Chiodaroli e come si intersecano tra di loro? 

Le sfaccettature non si intersecano ma vengono generate tutte dentro lo stesso pensiero e sensibilità, sono maschere diverse di un solo cuore.

Fin da subito c’è stato un grande feeling tra i suoi personaggi e il pubblico.  Come studia i vari monologhi da proporre? 

Improvvisamente un’idea che mi girava da un po’ nei pensieri viene messa in atto, tutto quello che mi passa per la mente è benedetto. Provo a mettere in scena tutto quello che mi passa per la mente

Prima parlavamo del suo eclettismo.  Oltre al lato attoriale c’è quello pittorico. Come si avvicina alla pittura? 

La pittura mi fa sentire molto più libero di esprimermi. Per quanto riguarda il Cabaret e paradossalmente da un lato la società diventa laica, inclusiva e libera e dall’altro impone una sorta di dittatura di ciò che è appropriato. Siamo sotto una sorta di dominio della cultura delle buone maniere e questo per un comico è mortificante.

Questa branca artistica la vive in maniera differente dalla parte recitativa? 

La pittura più di tutto mi rappresenta pienamente, anche se ho più fortuna come comico.

Un sogno nel cassetto ancora da realizzare.

Vorrei vivere in un rifugio di montagna, facendo la guida, preparando torte di noci, bevendo grappa e facendo l’amore.

Foto: Alessandro Cargnoni

Articolo di: Luca Ramacciotti

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