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Da conoscere il dottor Mattia Gatto e la medicina integrata

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Il dottor  Mattia Gatto in questi giorni di quarantena si è attivato online per essere vicino a tutti coloro che ne sentano la necessità conducendo delle sessioni di meditazione ed altre pratiche che vanno sotto la dicitura di medicina integrativa. Chiunque vi può accedere contattandolo attraverso i social. 

Quali sono i tuoi studi?

Appena finito il Liceo Classico ‘F. Capece’ di Maglie, e dopo aver terminato il compimento medio di pianoforte presso il Conservatorio ‘Nino Rota’ di Monopoli, mi sono iscritto all’Università degli studi di Siena, laureandomi dapprima in Biotecnologie, con tesi sperimentale sull’attività anti-anedonica e presumibilmente anti-suicidaria di due antipsicotici e successivamente specializzandomi in Biologia Molecolare e Cellulare, con tesi clinica sull’antidepressivo Trazodone nel controllo dell’agitazione psicomotoria.  

Durante gli anni della specialistica (nello specifico a partire dal 2017), dopo aver vinto il bando emesso dal Prof. Andrea Fagiolini, Dirigente del reparto psichiatria del ‘Santa Maria Le scotte’, ho realizzato e condotto uno studio che valutasse la possibilità dell’implementazione della musicoterapia nei disturbi dell’umore e nelle disfunzioni sessuali legate alla sindrome menopausale, pubblicando i risultati nel manuale ‘Approccio Integrato’.  

Nel 2017 avevo già abbracciato l’arteterapia, ma solo nel 2019 ho conseguito il certificato di Therapeutic Art Life Coach accreditato da Transformation Academy con sede in Nuova Zelanda, sotto la guida di Victoria Hawkins. Nel 2018, dopo la pubblicazione del saggio Consapevolezza musico-appresa, mi è stata data l’opportunità da parte del direttore generale Franco Moretti, di insegnare la materia ai cantanti lirici dell’Accademia Torre del Lago Puccini. Nello stesso anno ho iniziato ad esercitare la professione di Biologo Nutrizionista, iniziando a specializzarmi nella nutrizione funzionale e nella nutraceutica, due dei pilastri della scienza della Cura Integrata.

Nel 2019 ho infine conseguito anche il Life Coach Practitioner Diploma, rilasciatomi da The Academy of Modern Applied Psycology e ho concluso sono diventato un Master Reiki, sotto la guida del Maestro Berardino Nardella (Metodo Tradizionale Usui e 4° Livello tibetano).  Dal 1° gennaio 2020 sono socio ordinario della SIPNEI. 

Cosa si intende per medicina integrativa? 

La medicina integrativa ha lo scopo di combinare la medicina complementare e le discipline cosiddette energetiche con la medicina tradizionale. Nel primo caso faccio riferimento all’agopuntura, alla Medicine Low Dose, alla fitoterapia, alla medicina manuale, alla medicina tradizionale cinese, alla musicoterapia, all’arteterapia, alla meditazione. Nel secondo caso prendo in considerazione il Reiki e il Theta Healing. Quindi sarebbe più corretto parlare di Medicina Integrata. 

Perché e chi deve ricorrere ad essa?

In realtà non esiste una categoria di persone che deve ricorrere ad essa e una che non deve. Tuttavia, per comprendere l’importanza della medicina integrata è necessario spiegare alcuni concetti.  Partiamo dalla parola integrazione che deriva dal latino integer, che significa integro o intero. La medicina integrata quindi è innanzitutto una medicina sistemica, che considera l’essere umano nella sua totalità, e che cerca quindi di curarlo nel suo complesso. Basti pensare alle migliaia di segnali che il nostro organismo integra continuamente.  Ogni aspetto della nostra vita è il risultato della coordinazione armonica o no tra sistemi diversi che comunicano e funzionano in sinergia.

Il nostro organismo reagisce a variazioni piccole o grandi che siano all’unisono, come una grande orchestra i cui strumenti suonano in contemporanea. La medicina integrata tiene conto di questa coordinazione e cerca di curare la persona nel suo complesso, agendo sia a livello fisico che psicologico e cognitivo. Infatti, corpo e cervello costituiscono un unicum indivisibile. Posso sintetizzare la medicina integrata nel modo che segue: si considera la persona nel suo complesso, lo stile di vita è importante, la strategia è personalizzata, la relazione terapeutica è di fondamentale importanza, il paziente è continuamente informato. In breve la medicina integrata è un approccio terapeutico che pone il paziente al centro e affronta l’intera gamma di dinamiche fisiche, emotive, mentali, sociali, spirituali e ambientali che influiscono sulla salute di una persona.

Ci illustri le varie discipline che si raggruppano in questa definizione?

Ti rispondo parlando delle discipline di cui mi occupo. Partiamo dalla Medicine Low Dose, ovvero medicina a basso dosaggio. Essa sfrutta alcune particolari molecole del nostro organismo quali citochine, interleuchine, fattori di crescita, neuropeptidi, neurotrasmettitori e ormoni, somministrate in diluizioni attive a basso dosaggio.

Dato che in questa forma hanno la stessa concentrazione fisiologica (dell’ordine di nanogrammi o picogrammi) delle molecole che nell’organismo sano controllano e regolano le funzioni organiche, è possibile definire la medicina low dose anche come “medicina fisiologica di regolazione” o, d’altro canto, come una forma di “medicina preventiva” in quanto i preparati attivi a basso dosaggio sono virtualmente privi di effetti collaterali. In molti casi la terapia low dose è risolutiva perché lavora direttamente sull’intero organismo, utilizzando molecole che agiscono a livello cellulare in modo da riorientare i percorsi biochimici che dovessero risultare inibiti o disturbati.

Con la medicina low dose possiamo agire direttamente sul sistema PNEI (psico-neuro-endocrino-immunitario) con l’obiettivo di modulare e riorganizzare l’attività cellulare che può risultare inibita o disturbata da fattori di stress proveniente dall’interno o dall’esterno dell’organismo.  La fitoterapia studia il corretto utilizzo delle piante medicinali e dei loro derivati, allo scopo di trattare o prevenire svariate malattie e condizioni di interesse prettamente medico o salutistico.

Per definire natura e trattamento delle patologie, la fitoterapia moderna fa riferimento agli stessi principi della medicina convenzionale basata su prove di efficacia, impiegando però soltanto rimedi di origine vegetale.  Le  fitomedicine sono a tutti gli effetti dei farmaci di origine vegetale, perché finalizzati a svolgere un’azione terapeutica. Il loro effetto dipende dalla natura e dalla concentrazione dei costituenti chimici farmacologicamente attivi. 

Gli ambiti che maggiormente si avvalgono dell’uso della musicoterapia sono quelli appartenenti ai disturbi ti tipo mentale, psicologico, emozionale o relazionale, anche con componente fisica organica come l’autismo, oppure settori della medicina come l’oncologia. La musicoterapia può essere in fase acuta pre e post operatoria nelle quali la diminuzione dell’ansia, dei livelli di stress e del dolore può determinare un decorso migliore. In generale la musicoterapia produce una diminuzione del cortisolo, la diminuzione di adrenalina e noradrenalina. Alcune musiche inducono una maggior produzione di ossitocina.

Gli effetti della musicoterapia scaturiscono da un insieme di condizioni psicofisiologiche, indipendenti dal disturbo nel quale vengono applicate. La musica, a differenza delle arti visive e di altre terapie comportamentali, arriva anche dove ci sono gravi lesioni o deficit di tipo cerebrale.  Nel processo arteterapeutico si svolgono attività come la pittura, il disegno, il collage, la manipolazione della creta e di altri materiali tridimensionali,  integrando talvolta anche ausiliari quali la musica, la scrittura creativa, il movimento, la respirazione. Le immagini, gli scritti e i prodotti creativi che i partecipanti sono invitati a produrre non hanno finalità tecniche od estetiche ma sono il principale strumento di relazione con se stessi e con l’altro.

Le potenzialità creative ed espressive sono usate come strumento di ascolto di sé, di comunicazione e di espressione delle proprie emozioni. È  compito dell’arteterapeuta stimolare ed aiutare le persone a valorizzare i mezzi personali e la creatività di cui ciascun essere umano è naturalmente provvisto, insieme al potenziale trasformativo di ciascuno, considerando che il processo creativo permette l’integrazione tra conscio e inconscio, coinvolgendo l’esperienza individuale in modo totale. Infine parliamo del Reiki, una tecnica energetica giapponese che facilita la riduzione dello stress, del rilassamento e del ripristino della salute fisica attraverso l’uso della cosiddetta “energia universale”, ovvero l’energia che permea l’universo e costituisce il “mattone” fondamentale di ogni cosa vivente o inanimata, come ben ha descritto la fisica mmoderna. Per spiegare il Reiki mi rifaccio allo studio Measuring Reiki Healing – Mystery, Placebo or Real Energy Healing che misura il reale ri-equilibrio dell’energia personale (sia nel ricevente che nell’operatore) dopo un trattamento Reiki, pubblicato nel 2017 sul Journal of Alternative, Complementary & Integrative Medicine (Vol.3, n.1).

Per misurare i cambiamenti di energia che il Reiki crea nel sistema energetico del ricevente, è stata costruita un’attrezzatura non invasiva ad alta sensibilità. Il sistema di misurazione consisteva nel far tenere un elettrodo di riferimento nella mano sinistra del soggetto e un certo numero di elettrodi di misurazione appositamente progettati posizionati sui punti misurati. Il sistema includeva anche un analizzatore di sistema e un computer. Le misure sono state rilevate sia nell’operatore che nel ricevente, prima e dopo il trattamento Reiki.

È stato creato un software che indicava i punti di agopuntura trigger dove l’energia doveva essere misurata: Cuore (HT7), Plesso solare (CT12), stomaco (ST36), Colon (SI4), Energia corporea (TE6), Vescica (BL24 misurato ai lati destro e sinistro della spina dorsale) e il punto in cima alla testa Bai Huei (GV20). Questi più i punti di agopuntura usati frequentemente sono stati misurati per fornire informazioni adeguate sullo stato di salute o sulla malattia degli organi e del corpo nel suo insieme. Il contatore di energia ad alta sensibilità ha misurato l’elettricità sottile caratteristica del campo elettromagnetico umano.

Le misurazioni dimostrano che l’energia personale dell’operatore è migliorata dopo il trattamento Reiki realizzato al ricevente dimostrando che l’affermazione che il Reiki canalizza l’energia universale sembra essere vera. Le misurazioni hanno anche mostrato che l’energia effettivamente canalizzata arriva prima agli organi dell’operatore con l’energia più bassa potenzialmente in grado di ammalarsi. Questo indica che anche l’operatore beneficia del trattamento che realizza.

Come riconoscere un vero esperto di questo settore? 

Semplicemente dalla sua umiltà e dal tempo che dedica al proprio paziente. E poi una persona eclettica e preparata si riconosce a distanza

Intervista di: Luca Ramacciotti

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