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Da conoscere: Valentina Taccini e la fisioterapia veterinaria

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Valentina Taccini, medico veterinario, è autrice del libro Chiropratica veterinaria, edito da Edagricole.
Ha frequentato corsi nazionali e internazionali in fisioterapia veterinaria, agopuntura, Tecar®, Ossigeno-Ozonoterapia. È massaggiatrice sportiva per il Coni-Csen, Operatrice Olistica Sia e Practitioner in PNL. L’abbiamo incontrata per conoscerla meglio e approfondire alcuni aspetti della sua professione.

Come è nata l’esigenza di esplorare una disciplina come la chiropratica e di applicarla in ambito veterinario?


Fin da bambina ho sempre detto che da grande avrei fatto la Veterinaria, ma mentre studiavo Medicina Veterinaria all’Università non riuscivo a capire perché avevo scelto questa facoltà ed ero consapevole che non avrei mai esercitato come Medico “tradizionale”. Durante il Dottorato di ricerca ho conosciuto un ragazzo, Leonardo, che faceva manipolazioni sui cavalli e rimasi impressionata dai risultati a cui assistevo dopo le sue manipolazioni; vedere un cavallo zoppicare e dopo il trattamento scomparire la zoppia, mi sembrava qualcosa di magico. Iniziai così a cercare sul web corsi che insegnavano a fare “manipolazioni” e dopo valutazioni di varie opzioni scelsi il corso di Chiropratica dell’IVCA in Germania. Per prepararmi a tale corso cercai dei libri da leggere per avere intanto nozioni primarie ed essenziali, e rimasi sorpresa nello scoprire che non ne esistevano! Questo mi portò a pensare… ”Dopo che avrò fatto questo corso dovrò scrivere un libro su questa  materia, perché non è possibile che non ci siano informazioni su questa disciplina!”

       
Com’è la situazione nel nostro Paese per le terapie manuali per gli animali?

Attualmente in Italia c’è un gran caos e nessuna legislazione che parla chiaro. Le discipline manuali sono considerate “non invasive” per cui esistono corsi di tecniche manuali che sono aperti a tutti: T-Touch, Shatsu, Osteopatia, Cranio-Sacrale, Equiter, ecc. Questo fa sì che chiunque anche senza preparazione specifica frequentando un corso può applicare tecniche sugli animali, il modo per farlo in Italia lo trova. In questo ambito occorrerebbe che la legge tutelasse di più il Medico Veterinario per evitare gli “abusi di professione”.

Dall’avvento della new age in poi il termine olistico è stato abusato e ha acquisito un’eccezione non sempre positiva. Che cos’è per te la medicina olistica?

La Medicina Olistica per me è l’approccio all’essere vivente nella sua globalità, quindi non si ragiona più come malattia=questo farmaco, ma malattia=aspetto emotivo+fisico+tipo di alimentazione+storia familiare, e tutto ciò che può influenzare l’individuo, umano o animale che sia. Ho approfondito questo aspetto frequentando la scuola di Operatore Olistico della Energy & Freedom School di Empoli.


Nella tua struttura hai scelto di dedicarti esclusivamente alla fisioterapia nel senso più ampio del termine. Come è stata accolta la tua idea?


Non solo fisioterapia e riabilitazione (con idroterapia, laser, Tecar®…) nel mio ambulatorio applico anche altre discipline che pratico io: agopuntura, ozonoterapia, cranio-sacrale e chiropratica e per completare ciò che non ho studiato, ho inserito nella struttura figure professionali che si occupano di alimentazione, floriterapia, omeopatia, educazione comportamentale, biorisonanza, Relazione Specchio Uomo-Animale®. Il nome dell’ambulatorio Fisioterapia Veterinaria Pisa®, forse è un po’ riduttivo per descrivere l’approccio globale che offriamo al paziente nel mio ambulatorio. Direi che la scelta è stata vincente, il fatto di rinunciare a praticare la Medicina Tradizionale non è un limite, l’ambulatorio collabora con i colleghi “tradizionali” e va ad offrire servizi aggiuntivi e complementari, per ottenere la salute dell’animale.


Hai fatto formazione in molti istituti internazionali. Com’è la situazione in Italia da questo punto di vista?

In Italia purtroppo è difficile trovare corsi validi in ambito delle discipline complementari in Veterinaria, perché la legge italiana impone molte ore di frequenza che purtroppo spesso sono “brodi allungati” che servono solo a raggiungere questo monte ore prestabilito. I corsi che ho frequentato all’estero sono essenziali e soprattutto pratici, concentrati. Per fare un solo esempio, in Germania, durante il corso di Chiropratica, ho imparato l’anatomia, quello che all’Università ho studiato sulle pagine di libri, lì lo abbiamo studiato su animali refrigerati su cui si potevano osservare e toccare le varie parti anatomiche. Per fare un altro esempio, il materiale didattico che ho appreso in un anno alla scuola di agopuntura in Italia, l’ho appreso nei cinque giorni del primo modulo alla scuola del Chi Institute di Madrid, inoltre mentre in Italia dopo un anno non abbiamo mai inserito un ago, al ritorno dal primo modulo, potevo già fare le prime applicazioni. Le differenze tra le scuole italiane ed estere purtroppo è abissale e i costi sono gli stessi.


Cos’hai in mente per il prossimo futuro? C’è qualche altra disciplina che vorresti approfondire?


Sono per natura curiosa, la mia curiosità mi ha spinto fin dove sono arrivata ora, l’ultimo corso che ho frequentato è stato a novembre sulla Terapia Cranio-Sacrale per gli animali. Sono rimasta molto affascinata da questa disciplina e credo che continuerò il percorso. Sono attratta dalla fisica e medicina quantistica e chissà cosa incontrerò in futuro, sono aperta a tutto e quando sento che qualcosa mi accende una vibrazione interna, la seguo e così sarà per l’avvenire.

Intervista di: Cinzia Ciarmatori

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