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Da leggere “Con le mani cariche di rose” di Michele Caccamo

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Pauline incontra ad otto anni per la prima volta il dolore della perdita, nella casa parigina di Avenue du Bois de Boulogne. Suo padre se ne è andato per sempre portando con sé le fantasie di quella bimba che pensava di diventare regina di Londra, la sua città natale. 

Con sua madre e sua sorella Antoinette il legame non fu mai limpido, erano sempre troppo distratte dalle convenzioni sociali nella Parigi di fine Ottocento.

Pauline Tarn delle convenzioni sociali non sapeva che farsene, troppo profondo il suo mondo interiore, troppo grande il desiderio e anticonformiste le scelte. Diverrà Renée Vivienne, donna raffinata e poetessa travolgente e provocatoria, lei che sceglie le donne come oggetto del proprio amore assoluto. 

Michele Caccamo raccoglie la sfida con se stesso voce alla libertà e al genio della poetessa realmente esistita e troppo poco ricordata. 

Lo fa in prima persona immaginando pensiero e gesti, inventando fatti e parole pur restando fedele in gran parte alla biografia di Pauline Tarn di cui purtroppo è arrivato fino a noi davvero poco.

Un omaggio alle donne quello di Caccamo, al loro universo emozionale, alla fragilità che diventa forza, un omaggio all’amore e alla poesia.

“Con le mani cariche di rose” è il primo di una serie di opere dedicate proprio all’universo femminile nel quale Caccamo si immerge con grande maestri, donando la propria penna intrisa di sensibilità.

Articolo di Cinzia Ciarmatori

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