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UN MARE DI LIBRI AL BAGNO VENEZIA DI LIDO DI CAMAIOREI DICIOTTO ANNI DI RACCONTI NELLA RETE

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UN MARE DI LIBRI AL BAGNO  VENEZIA DI LIDO DI CAMAIOREI DICIOTTO ANNI DI RACCONTI NELLA RETE

Giovedì 1 agosto alle 18.30 al Bagno Venezia di Lido di Camaiore si festeggiano i 18 anni di Racconti nella Rete. Dopo una applaudita serie di presentazioni di ben 20 libri di altrettanti scrittori, e gli interventi di Edoardo De Angelis e di Beppe Dati con il suo gruppo, si chiude l’edizione 2019 di Un mare di libri. L’incontro si aprirà con l’intervento di Cinzia Ciarmatori che coinvolgerà i bambini parlando del suo libro “Un coniglio per amico” (Macro Edizioni).    

Sarà l’occasione per festeggiare i primi 18 anni del premio letterario Racconti nella Rete. Nato da una felice intuizione di Demetrio Brandi, il concorso è diventato il più importante premio nazionale per inediti online. Saranno presenti alcuni vincitori della passate edizioni e tra questi Eleonora Sottili, Elena Torre, Federica Politi, Federico Fabbri, Michela Rossi, Giusi Scerri, Stefano Carlo Vecoli.  Non mancherà la torta ed il brindisi con il pubblico e Marco Daddio,  che ha seguito con grande passione e partecipazione questa  avventura letteraria.  

Diciotto anni. Il premio letterario  Racconti nella Rete diventa maggiorenne. Nato  nel 2002 da un’idea di Demetrio Brandi, anche quest’anno conferma la bontà della sua formula  sia per la  cresciuta qualità degli elaborati pervenuti che per il numero dei partecipanti coinvolti.  Il progetto letterario  permette a tutti, giovani e meno giovani, di partecipare al concorso con un racconto breve, una favola per bambini o un soggetto per cortometraggi. Il premio prende vita tutto l’anno nel sito  www.raccontinellarete.it  ed è sostenuto da una serie di presentazioni dell’antologia in diverse città italiane. I vincitori dell’edizione 2019 saranno premiati a Lucca il 5 e 6 ottobre nell’ambito della 25^ edizione del festival LuccAutori.

Alice Cappagli, già vincitrice del premio, e in questi mesi ai vertici delle classifiche di vendita con il libro “Niente caffè per Spinoza” (Einaudi), così scrive nella prefazione della nuova antologia di “Racconti nella Rete” edita da Castelvecchi.   “Una goccia d’acqua sale i gradini della scala.” Così il grande Dino Buzzati inizia il dodicesimo racconto della sua raccolta: lui ha scritto sessanta incipit diversi, sessanta modi di afferrare il lettore per la mano e condurlo nelle stanze di un palazzo incantato.

Ma quella goccia che sale le scale, che se ne infischia delle leggi della fisica, che compare, scompare, inquieta, rassicura, incuriosisce o innervosisce, è l’immagine perfetta di un cammino stupefacente.

La compiutezza di un piccolo miracolo che si racchiude in pochissime pagine, capace di gettare lo scompiglio e di risolverlo.

Per questo motivo i racconti sono sempre rivelazioni di una capacità di sintesi che lascia una scia di pensieri mai spiegati fino in fondo. Però sono spesso suggeriti, tratteggiati come sagome per essere immaginati da chi legge.

Una cosa è certa, che tutto quello che lega scene diverse e lontane tra loro è la radice dell’esperienza umana più profonda. E poi uno snocciolarsi di prose, di stili, di situazioni è come un prisma della nostra capacità di cogliere gli aspetti della vita.

Racconti nella Rete è quindi un contenitore prezioso di esperienze creative, perché mette su un vassoio la varietà degli sguardi e dei linguaggi. Provoca chi scrive ad esprimere un colore, e stupisce chi legge perché ne trova il riflesso. Né più né meno di una goccia che, salendo le scale, ci interroga sulla nostra capacità di capire e valutare il senso delle cose. Sarà un senso che sale o scende? Di certo potrebbe andare nelle due direzioni, dipende dalla nostra prospettiva e dalla nostra sensibilità. Ma comunque si tratta di un cammino entusiasmante.

L’iniziativa diventa maggiorenne ormai, ha preso la patente, cambia la veste come ci dice Bruno Cannucciari nella sua divertente copertina: sembra un genio della lampada sprigionato da un bollitore con infuso di fiori, e sorseggia nella tazza i mille gusti delle molte gocce risalite a galla. E ora si gode il frutto aromatico delle sue fatiche, prerogativa di ogni lettore più o meno serale.

Io a questa iniziativa devo la linfa del mio esordio letterario, è stata la prima piattaforma che mi ha concesso la possibilità di cimentarmi con la capacità narrativa. E di certo il limite spaziale mi è stato prezioso per dare una fisionomia definita e comprensibile a quello che volevo condividere con i lettori. Fui fra gli scelti del 2014, ebbi poi l’imperdibile occasione di immergermi in un week-end di scrittura creativa della fantastica Eleonora Sottili, e da lì dopo cinque anni è arrivato il mio primo romanzo con Einaudi. Quindi la mia goccia personale uno scalino alla volta, in salita, è arrivata all’ultimo piano dei miei sogni. Perché dunque non potrebbe arrivare in cima al tetto anche la vostra? “.

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