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Marco Pizzuti e l’Evoluzione non autorizzata

Marco Pizzuti è un autore prolifico da sempre attento ad approfondire temi di grande e scottante interesse rivelando spesso verità scomode ed evidenziando scenari difficili da voler anche solo guardare.

Lo abbiamo incontrato per parlare del suo libro Evoluzione non autorizzata edito come i precedenti lavori da Edizioni Il Punto di Incontro.

Grafica Divina

 

In che misura secondo te dobbiamo aver paura di ciò che sta accadendo?

Penso che siamo di fronte a un cambiamento epocale che va oltre ogni immaginazione sia per l’aspetto sociale che antropologico e spirituale. La tecnologia inoltre favorisce il governo dei pochi sui molti e tra non molto l’intelligenza artificiale potrà svolgere tutti i compiti che prima venivano affidati a milioni di persone.

 

Quanto è labile il confine tra progresso e schiavitù?

La schiavitù di cui abbiamo memoria storica è fatta di fruste e catene mentre la schiavitù del futuro sarà totalmente invisibile. Ogni nostra azione o spostamento, saranno monitorati e registrati in tempo reale da un “big data” che potrà leggere e manipolare anche il nostro pensiero attraverso dei semplici impulsi elettromagnetici. In pratica potremo essere schiavi senza saperlo in modo simile a quanto avviene già oggi con il vecchio sistema del “lavaggio del cervello” basato su giornali e televisione dal pensiero unico. La differenza sostanziale è che fino ad ora, lo schiavo poteva covare sentimenti di ribellione mentre in futuro, non potrà più nemmeno essere libero di pensare in maniera politicamente scorretta.

 

Era prevedibile da tempo quello che sarebbe accaduto? È una conseguenza logica del desiderio umano di progredire o c’è dell’altro?

Il nostro tipo di società occidentale, interamente basato sul progresso tecnologico e scientifico era destinato a scoprire il modo per cambiare il mondo e l’uomo stesso. Di conseguenza, credo che ciò che sta per accadere, era nel destino dell’uomo ma siccome l’evoluzione della scienza e della tecnica non è stata accompagnata da alcuna un’evoluzione spirituale altrettanto importante, non potremo fare buon uso della conoscenza che già oggi viene utilizzata per iniqui fini di controllo sociale da una ristretta elite di potere.

 

In che modo è possibile arginare la dilagante dipendenza dai social e dai sistemi informatici, sempre che sia ancora possibile?

Purtroppo abbiamo superato il punto di non ritorno e non credo sia più possibile impedire ai sistemi informatici di controllare tutti nostri dati sensibili mentre i social network finiranno per sostituire la vita reale con quella virtuale. L’unico modo per liberarsi di questo incubo sarebbe quello di distruggere la tecnologia esistente per ricominciare tutto da capo e ovviamente, ciò non è possibile. Possiamo invece sperare di riuscire a controllare l’uso di queste tecnologie per fini d’interesse collettivo ma chi non è ingenuo o poco informato, sa già che si tratta di una possibilità assai remota. Senza un “atto di umanità” della stessa elite di potere che controlla saldamente il progresso e la ricerca, la tecnologia verrà utilizzata come strumento di dominio assoluto.

 

Cos’è la vita per te? Cos’è la coscienza universale?

Credo che la nostra vita come singoli individui esiste solo in apparenza, ognuno di noi è come se fosse sempre lo stesso attore che ogni volta entra in scena in forma diversa senza ricordarsi di ciò che era prima. La fisica moderna e gli esperimenti come l’entaglement hanno dimostrato che il regno delle particelle alla base del nostro mondo solido, ha le caratteristiche di un unico tutto dove non esiste alcuna separazione tra una cosa e l’altra. Per questo motivo credo che la coscienza universale sia il non-luogo (una dimensione dove non esistono lo spazio e il tempo perché tutto è uno), ovvero la mente immateriale, da dove proveniamo tutti mentre la nostra vita, è solo uno dei modi infiniti in cui si manifesta per sperimentare se stessa in ogni possibile condizione.

 

L’intelligenza che chiamiamo artificiale, è davvero artificiale?

L’intelligenza artificiale, a differenza di quella naturale viene realizzata mediante un software creato dall’uomo ma molti scienziati stanno già iniziando a chiedersi se l’uomo stesso e l’intero universo, sono il prodotto di un programma informatico estremamente complesso. La differenza tra i due concetti dunque, potrebbe essere solo apparente e non sostanziale.

L’uomo costruisce i cervelli elettronici dell’intelligenza artificiale ma questi ultimi rappresentano solo il primo importante passo verso la creazione di creature biologiche con le stesse caratteristiche di specie naturali come la nostra. Gli scienziati infatti, hanno scoperto che il miglior materiale per contenere ed elaborare dati è il DNA degli esseri viventi e ciò che chiamiamo cellule, in realtà sono dei microchip robotizzati autoassemblanti e autoreplicanti estremamente più evoluti di qualsiasi dispositivo informatico creato dall’uomo.

Il nostro acido desossiribonucleico (il materiale di cui è composto il DNA) può contenere ed elaborare un numero di dati infinitamente superiore a qualsiasi microchip al silicio e i nostri geni, non sono altro che codici informatici che la medicina ha chiamato “geni”. Per questo motivo, le nostre cellule sono a tutti gli effetti dei micro-computer interamente riprogrammabili e l’intelligenza artificiale del futuro sarà di tipo biologico.

Se poi andiamo a scavare anche sull’origine della materia e delle sue caratteristiche fisiche, scopriamo che tutto ciò che percepiamo come reale e solido è solo un’illusione dei nostri sensi che creano il tatto, il gusto, l’odorato, l’udito e l’olfatto attraverso degli impulsi elettrici riproducibili artificialmente. Ogni atomo dell’universo inoltre, è formato solo ed esclusivamente da energia (E=mc2) che a sua volta è formata da informazioni immateriali, ovvero, dall’equivalente di un prodotto informatico.

Ciò significa che tutto ciò che abbiamo sempre percepito come realtà non è distinguibile dalla sua simulazione perfetta e che l’intero universo ha le stesse caratteristiche di un software. Tra qualche decina d’anni, potremo persino creare degli universi virtuali paralleli al nostro con specie viventi identiche a quelle naturali che crederanno di essere reali esattamente come noi perché avranno propri istinti, proprie coscienze, proprie intelligenze e propri apparati sensoriali.

Quando arriverà quel momento, tutti gli uomini saranno costretti a rivedere i concetti di realtà e di natura ma già da ora sappiamo per certo che ciò che accadrà in futuro, potrebbe essere già accaduto, non una ma una infinità di volte. In altre parole, possiamo paragonare l’universo alla mente onnipotente di un super computer quantistico di cui siamo parte integrante e studiando l’informatica insieme alle macchine, l’uomo arriverà a comprendere se stesso insieme a ciò che le religioni hanno sempre chiamato “Dio”.

 

Sai già in che direzione ti porteranno le tue ricerche “non autorizzate”?

I miei studi mi hanno già cambiato la vita come se fossero le tappe forzate di un percorso gnostico e spero che abbiano sortito lo stesso effetto anche su molte altre persone. Tuttavia, sono convinto che il destino di ogni uomo non sia determinato dal suo libero arbitrio ma dai sogni e dagli incubi della sua psiche più profonda. Al di là delle illusioni della materia, tutta la nostra essenza si consuma sul piano onirico e io mi sento come un sonnambulo che non riesce più a vedere dove mette i piedi.

 

Intervista di: Cinzia Ciarmatori

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