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Conosciamo meglio Alessandro Golinelli

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Alessandro Golinelli, scrittore, videomaker (ha girato importanti documentari), esperto di cinema, opinionista e di recente regista per la lirica avendo messo in scena la Turandot di Busoni. Con lui parliamo dei temi a lui cari che spesso si riscontrano nei suoi romanzi.\r\n\r\nBasta che paghino il suo primo libro. Un successo dovuto anche al tema trattato della prostituzione maschile. Oggi dovesse riscrivere quel libro cambierebbe qualcosa della società descritta?\r\nIl successo di Basta che paghino era dovuto sia al tema della prostituzione, sia al fatto che è stato il primo libro italiano nel quale l’omosessualità non veniva messa in discussione ma semplicemente descritta come un dato di fatto e basta, senza alcun senso di colpa, o riflessione sul perché o sul\r\ncome….E poi perché per la prima volta il denaro veniva messo a misura di tutte le cose come sarebbe stato chiaro subito dopo. Oggi le cose sono abbastanza cambiate, con internet e l’immigrazione più massiccia che allora… ma le dinamiche sono le stesse.\r\n\r\nLa vetrina del Maurizio Costanzo Show e la sua aperta omosessualità in un’Italia che certi temi non li voleva affrontare. Ha mai avuto problemi dopo queste partecipazioni? E cosa hanno rappresentato per lei?\r\nSì ho avuto problemi specie sul lavoro, almeno inizialmente, per la mia omosessualità. Ho avuto però più problemi da parte del mondo snob della pseudo critica letteraria e della pseudo letteratura per ché andavo in televisione e non era chic, almeno fino a che non ci andavo loro magari da Fazio.\r\n\r\n Scrittore, videoartista si dedica anche al cinema, alla musica e al teatro. Quale di questi mezzi espressivi non abbandonerebbe mai e perchè?\r\n\r\nLa scrittura è la mia vita e sto male se non scrivo.\r\n\r\nUnioni civili in Italia, la società italiana sta cambiando opinione sugli omosessuali?\r\n\r\nLa società italiana ha cambiato opinione sugli omosessuali molto tempo prima di questa legge, che arriva con parecchio ritardo. Però è una buona legge, migliorabile certo, e che darà quell’accelerazione necessaria affinché anche in Italia si arrivi al matrimonio e alle adozioni.\r\n\r\nI giardini di Mauthausen. Genesi di un lavoro teatrale tratto dal suo romanzo.\r\n\r\nl Giardini di Mauthausen sono un’operazione teatrale legata a un occasione, quella di lavorare con un musicista, Federico Mantovani, e con un gruppo teatrale della mia città di origine, La Spezia, anche se sono nato a Pisa. Forse si evolveranno, vedremo…\r\n\r\nSpesso si sente di giovani che non sopportando di essere gay si uccidono. Un ragazzo quali strumenti sociali ha a disposizione per non sentirsi solo ed emeraginato?\r\n\r\nL’omosessualità è comunque un tabù sociale, ed è quindi ancora passibile che da adolescenti ci si senta in difetto rispetto agli altri, anche perché a una certa età è proprio l’accettazione del gruppo di coetanei che si cerca maggiormente. Se si viene derisi, ora si dice bullizzati, o comunque discriminati, se non si ha aiuto da parte della famiglia è possibile cadere in profonde depressioni che possono portare anche al suicidio. Naturalmente il fenomeno è complesso, ma certo i giovani di oggi hanno decine di strumenti, e possibilità per riuscire a comprendere se stessi e ad accettarsi, rispetto alla mia generazione e quelle che l’hanno preceduta. Internet, i social, i siti gay, le associazioni danno spesso supporto e permettono ai gay, di tutto il mondo a volte, di non sentirsi soli, o pulcini neri, per così dire. Ma ci sono comunque ancora molti omofobi, specie in Italia, superati anche da certi politici e da una risicata minoranza di religiosi, che possono fare e spesso fanno danni irreparabili sui soggetti più deboli e più indifesi. Non si deve mai abbassare la guardia, e bisogna sempre vigilare e prestare attenzione. Anche in famiglia, anche quando si pensa che tutto vada bene… Ma vale per qualsiasi fenomeno depressivo…\r\n\r\nUn sogno nel cassetto.\r\nTrovare i soldi per trarre dei film da alcuni miei libri. Soprattutto da Basta che paghino, Come Ombre e L’amore semplicemente…\r\n\r\nIntervista: Luca Ramacciotti\r\n Foto: Lapo Bernini

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