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Maria Laura Baccarini in scena è Atalanta…

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Per la prima volta Gianni Rodari affronta il meraviglioso mondo della mitologia greca e racconta , con la sua consueta maestria, la storia di un personaggio femminile capace di lasciare il segno anche nell’immaginario dei lettori di oggi.

Abbandonata in fasce su una montagna dal padre, il re Jaso, che desiderava un figlio maschio, la piccola Atalanta viene allevata da un’orsa sotto lo sguardo vigile di Diana, la dea della caccia.
Una volta cresciuta, divenuta giovane donna coraggiosa, parte alla scoperta del mondo.
La sua forza d’animo, la sua integrità le faranno conquistare il rispetto e l’amicizia dei più grandi eroi incontrati sul suo cammino.
Infine,la scoperta dell’amore la ricondurrà alle sue origini e nei luoghi più profondi e sconosciuti del suo puro e coraggioso cuore.

Atalanta è un personaggio di infinita purezza e grande modernità.
Attraverso l’eleganza e la raffinatezza poetica di Gianni Rodari , Maria Laura Baccarini crea un fine tessuto vocale che gioca fra i suoni, le evocazioni sensoriali, le parole, la musica, la narrazione.

Una cantastorie dei nostri tempi che si serve di pedali-loopers e soltanto della propria voce , sovrapponendone strati uno sull’altro, crendo una magica partitura estemporanea.
Un viaggio virtuale fra grandi e piccoli regni, foreste selvagge, folle di giovani eroi, e l’incontro con quella sconcertante debolezza dell’essere umano, l’orgoglio, che non ci impedisce al tempo stesso di comprenderlo, perdonarlo ed amarlo.

Maria Laura Baccarini è un’artista poliedrica.
Ha avuto più di una vita, più di una carriera. Capace ogni volta di reinventarsi, approfondire i suoi percorsi e arricchirsi di ogni suo incontro e collaborazione.
Oggi è il frutto di tante strade convergenti in un luogo di maturità espressiva e al tempo stesso di costante trasformazione e scoperta.

« Grazie a Gianni Rodari la letteratura per l’infanzia è stata sottratta al limbo di una produzione minore e resituita, alla storia della letteratura e a quella della pedagogia.
Il percorso dello scrittore di Omegna assume via via i segni della contemporaneità, dell’inquietudine, della tensione morale, della coraggiosa protesta civile.
L’umorismo dell’assurdo, il gioco della dissacrazione dei luoghi comuni, gli stravolgimenti del linguaggio altro non sono che l’invito a liberarci dagli schemi, dai pregiudizi, dal conformismo, per guardare più lontano.
In un momento storico in cui i punti di riferimento morali e civili sembrano smarriti, i libri di Rodari ci indicano, anche al di là della felice invenzione e del piacere della lettura, le strade della tolleranza, le vie dell’amicizia sulle quali converrà incamminarci se vogliamo ancora scommettere sul futuro delle nuove generazioni

Conoscevi la storia di Atalanta, come ti ci sei approcciata?

La storia di Atalanta la conoscevo per sommi capi … mi è stato regalato il libro di Rodari proprio un anno fa per Natale. 

Ormai sono diventata una cantastorie del terzo millennio… i racconti che ispirano il mio cuore e la mia immaginazione si tramutano in musica , suoni , immagini evocate … 

É nato un “solo” , nel quale narro questa storia, do vita i suoi personaggi, e immergo chi mi ascolta nel mio mondo immaginario di suoni , musica vocale, moltiplicando la mia voce su una loop-station che ormai è diventata parte di me e del mio linguaggio creativo . 

Atalanta é un simbolo forte di femminilità pura. La fusione di forza, coraggio, e sensibilità. Come ogni leggenda, questa storia è carica di simboli che raccontano l’umano e ne svelano tutte le fragilità, le contraddizioni , i sentimenti, le ambiguità. 

Rodari con la sua raffinata semplicità si rivolge ai bambini e al bambino che resta in noi adulti, e la sua poesia narrativa non ha rivali … 

Cosa vi date reciprocamente tu e Atalanta ?

Lei mi ricorda la forza di cui sono capace… la forza che non perde mai contatto con il cuore . 

Io le do la mia musica , la mia voce e le regalo nuova vita … 

forse non è un caso che questo libro mi sia stato offerto in dono … il momento della vita che sto attraversando è di resilienza, rinascita, indipendenza … la scoperta di una forza che non sapevo di possedere . 

Quali sono i limiti e le possibilità di uno spettacolo che ti vede da sola sul palcoscenico?

Essere sola in scena è il punto finale di un processo affascinante … la creazione solitaria di un progetto è un luogo intimo e felice … riflettere , provare strade diverse senza pressioni , confrontandosi solo con il proprio sentire … 

La formula che ho inventato mi diverte… mi sento come un bambino al volante di una macchina sportiva  … mi sento libera e sto scoprendo giorno dopo giorno come amo dire le cose e cosa dire … 

Una bella conquista di vita credo . 

Sono tante le declinazioni della musica con le quali ti sei confrontata. Quale senti più vicina?

La musica che amo è inevitabilmente parte di me e radice d’ispirazione. 

Joni Mitchell , Björk, sono i miei grandi amori , ma poi c’è la voce di Noa che mi accompagna da sempre e che carezza il mio cuore… Sakamoto , David Sylvian , Pat Metheny …  Duke Ellington e Ella Fitzgerald .. e poi i minimalisti …  Stephen Sondheim… dopodiché la musica e i musicisti francesi che hanno nutrito i miei ultimi 15 anni sono stati un tesoro inestimabile di apprendimento e di ispirazione …

Un bel giorno capisci  di essere semplicemente un punto d’incontro di tutto ciò che ami … è come quando scopri in te i gesti di un genitore che non c’è più … il tuo modo di sbadigliare, che è come il suo , oppure una parola ricorrente che lui usava e che usi anche tu senza pensarci … o una passione trasmessa… persino il tuo modo di essere genitore a tua volta. 

Parte del tuo lavoro in questi anni è dedicata all’insegnamento, aiutando giovani interpreti ad approcciare il mondo dello spettacolo. Ci vuoi raccontare qualcosa?

La parola “insegnamento” preferisco sostituirla con “trasmissione”. 

Amo stimolare la creatività e la fiducia in se stessi … aiuto giovani appassionati e pieni di talento ad affinare il loro strumento di espressione che non è solo la loro voce , ma il proprio cuore e il proprio corpo e la relazione con il senso di ciò che vogliono raccontare. Creiamo insieme un territorio di sperimentazione generosa senza giudizio, senza limiti… un territorio protetto, in cui le leggi del mercato restano fuori, e le persone riescono a conoscere se stesse e gli altri con sincerità e profondità … 

sono fiera del mio lavoro . Vedo tanta creatività esprimersi presto , prima che i complessi e le paure prendano il posto della libertà. 

Mio grande complice in questa avventura pedagogica è Emiliano Begni , un pianista eclettico e brillante , ma anche un essere umano straordinario … 

Cosa vorresti per la musica oggi?

La musica ha bisogno di spazio e di rispetto . Vorrei una regolamentazione… che riconoscesse lo sforzo fisico ed economico che rappresenta la produzione di un disco … oggi la musica è gratis , o in vendita al kilo,  a piccoli forfait . 

Vorrei ci fosse più rispetto per chi la fa… 

più spazi dove suonare dal vivo … Un vero sostegno alle creazioni originali … naturalmente parlo per l’Italia. 

Il paese dove vivo , la Francia, è decisamente più attivo in questo senso anche se purtroppo dall’era di internet in poi il mercato discografico è una vera catastrofe . 

Si vive di concerti … 

ma purtroppo gli spazi sono limitati e i programmatori vanno sul sicuro, vogliono nomi conosciuti . Lo spazio per chi crea è pochissimo. 

Nuovi progetti?

Tanti in tante direzioni diverse … un duo contrabbasso-voce con Federico Marchesano, progetto che mi appassiona tantissimo , poi nuove collaborazioni in Francia … prediligo chi è pieno di iniziativa …  autori , registi, artisti video-makers.

E continuo le mie esplorazioni solitarie musicali che chissà dove mi porteranno… 

Atalanta 

di Gianni Rodari 

Reading musicale 

Ideazione scenica e musiche 

di Maria Laura Baccarini 

26/12/2019 ore 21 

Forte di Santa Tecla 

San Remo 

Intervista di: Elena Torre

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