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Maria Laura Baccarini debutta a Parigi con African Requiem

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AFRICAN REQUIEM – Homicide non involontaire d’Ilaria Alpi
di Stefano Massini è una lettura-spettacolo di Maria Laura Baccarini nell’ambito della rassegna “Femina, Feminae” andrà in scena giovedi 19 aprile 2018 alle 19h45
Mairie du 9ème arrondissement – Salle du Conseil
6, rue Drouot – 75009 Parigi

Traduzione: Gérard Auburgan
Foto: Jérôm Prébois

Abbiamo incontrato Maria Laura Baccarini per addentrarci con lei nei meandri di questa sua nuova bellissima avventura…

Italiana in Francia debutti con una lettura in francese con una storia italiana quella di Ilaria Alpi… come è maturata questa scelta?

Dopo aver portato con me per lungo tempo la parola di Gaber, non potendo e non volendo dimenticare le mie origini, da dove vengo, avevo però bisogno di restare lontana dagli stereotipi, dai cliché … questo bellissimo testo di Stefano Massini racconta gli ultimi giorni di una giovane donna coraggiosa, dotata di quell’incoscienza che viene dalla pulizia morale, quando la verità è talmente forte e talmente vicina che non puoi fare a meno di pensare di poterla toccare.
La storia di Ilaria Alpi fa male al cuore, allo stomaco… non a caso il testo pubblicato di Massini s’intitola « Lo Schifo ». Il titolo dell’adattamento per la scena è invece « African Requiem ».
É una storia italiana, ma che purtroppo ha tante sorelle sparse nei decenni in giro per il mondo.

Non sarà esattamente una lettura tradizionale…

Diciamo che questa è la prima fase creativa di un lavoro al quale mi dedicherò appassionatamente ancora per un bel po’ di tempo …
Come accennavo esiste una versione pubblicata e un adattamento che Massini stesso ha fatto per il teatro.
Io mi sono fermata direttamente alla prima senza nemmeno scomodare l’autore.
Chissà perché… istintivamente ho sentito l’esigenza di onorare, oltre alla storia e agli eventi, anche le immagini poetiche, intime e descrittive di un occhio che osserva l’Africa con così tanto amore… poi la caratteristica che mi ha conquistato di questa versione, è la scrittura spesso in metrica, una scrittura che chiama a se la musica come elemento necessario.

In scena sono sola e fabbrico io stessa la materia musicale con la mia voce, un microfono, una pedaliera che registra, sovrappone piste su piste, e metto in interazione la mia voce parlata e la mia voce-strumento musicale.
Un’impresa complicata e affascinante che richiede una profonda concentrazione.
É stato per me un vero laboratorio solitario e felice.
Ho cominciato con improvvisazioni che ho registrato e che hanno preso il loro posto piano piano in modo organico e naturale.

Poi il testo in francese mantiene tutta la sua forza e la sua poesia … grazie a Gérard Auburgan che ne ha fatto una bellissima traduzione.

Cosa ti accomuna ad Ilaria Alpi?

La passione profonda per quello che faccio.
Facendo il mio mestiere i rischi che si corrono sono ben altri… però le mie scelte negli ultimi anni sono sempre più radicali.
In passato ho fatto con grande passione del teatro « leggero », tante commedie musicali che fanno sognare, ridere, sorridere, commuovere con delicatezza.

Oggi ho voglia di raccontare cose che mi stanno a cuore, mettendo la storia che racconto al centro di tutto… cerco di toccare la sensibilità del pubblico con un gesto più forte…

Credo che Ilaria Alpi vivesse così il suo mestiere di giornalista… metteva davanti a tutto la storia che raccontava, la verità dell’umano…

Casa le darai e cosa ha dato lei a te?

Farla rivivere , raccontare di lei anche in questo paese che non conosce la sua storia , dopo 24 anni di depistaggi, di « orrori giudiziari »…
Ma la vera generosità viene da lei… è lei che mi sta regalando questa opportunità di vita e di ricerca …
C’é una melodia che chiude lo spettacolo, che mi ha letteralmente svegliata in piena notte, il giorno in cui ho letto per la prima volta il testo di Massini, in italiano, e in cui ho deciso di imbattermi in questa avventura…
Mi sono svegliata nel bel mezzo di un sogno con questa ninnananna dolce nella mente… l’ho registrata sul dittafono del cellulare, con una voce asonnatissima delle 4.00 del mattino.

Pensavo che non l’avrei mai usata, e invece proprio in questi ultimi giorni ha trovato il suo posto… sulla mia pedaliera si chiama ILARIA … è un piccolo dono del mio cuore.

Una prova importante, sarai da sola con un testo in francese…

Si, i tempi erano maturi…
non è la prima volta che faccio qualcosa in francese … questa però è davvero una prova impegnativa…
Ma se in Italia sono nata e ho vissuto la mia giovinezza, in Francia sono cresciuta … nella lingua francese, oggi sento il contatto vero con la donna che sono diventata…

 

Intervista di: Elena Torre

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