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Ospiti del nostro format i Virtual Time

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I Virtual Time sono una rock band di Vicenza fondata definitivamente nel 2012 composta da Alessandro Meneghini alla batteria, Luca Gazzola alla chitarra e consolidata successivamente con l’arrivo di Marco Lucchini al basso e il cantante Filippo Lorenzo Mocellin. È da poco uscito il loro nuovo singolo “Waves are calling”, contenuto nel disco “Long Distance”.

 

 Quali sono gli ingredienti per scegliere un singolo? 

 La ricetta del singolo perfetto secondo i Virtual Time: un’idea, semplicità, una buona dose di emozione, groove q.b., un pizzico di sale e uno di pepe (che non guasta mai). Amalgamare con sudore e sangue in sala prove (quest’immagine è abbastanza disgustosa ma passatecela suvvia!) e mescolare vigorosamente il tutto. Metterlo infine a cuocere a 180 gradi sotto i fari del palco. Dopo qualche live e la giusta risposta da parte del pubblico, il singolo è pronto! Cotto e mangiat… ah no, quella è un’altra cosa.


Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

 Come dalla ricetta in pieno stile Benedetta Parodi qui sopra, quello che cerchiamo in una canzone e quello che vogliamo mettere nei pezzi che componiamo sono appunto le emozioni. Quando suoniamo, infatti, nella nostra testa passano delle immagini, dei ricordi, delle sensazioni che hanno ispirato la canzone e che vogliamo trasmettere con la musica a chi ci ascolta. Un altro elemento essenziale è una produzione del brano semplice ma curata nel dettaglio.

 

Quali sono i vostri modelli musicali? Che musica ascoltate?

 Inutile negare che i Led Zeppelin sono il gruppo che ci ha messi d’accordo sin dalla prima prova e ci ha permesso di trovare un punto comune dal quale abbiamo iniziato a lavorare per creare il feeling del quale avevamo bisogno. Creedence Clearwater Revival, Crosby, Stills, Nash & Young, Deep Purple sono altre delle band storiche che ci hanno influenzati. Le influenze più moderne che abbiamo, invece, provengono da Muse, Kasabian, Mutemath, Sigur Ros, Chet Faker, Tame Impala, Rival Sons, Wolfmother, Paolo Nutini, Nothing But Thieves, Foals, Alabama Shakes… la lista potrebbe continuare davvero per molte righe, ascoltiamo molta musica ed ogni ascolto finisce inevitabilmente per entrarci sotto pelle, a patto che rispetti gli ingredienti della famosa ricetta si intende.

Per quanto riguarda il panorama italiano, ci sono parecchi artisti che ci piacerebbe conoscere e magari collaborare assieme ed aprire un loro concerto: Verdena, Subsonica, Afterhours, Bud Spencer Blues Explosion, Salmo.


Quali suggestioni contiene il vostro disco?

 Oltre alle influenze delle band citate sopra, nel nostro album abbiamo raccontato le esperienze che abbiamo vissuto finora, abbiamo trattato alcune tematiche che ci stavano a cuore perché ci hanno toccato in prima persona e ci siamo concentrati sulle emozioni che tutto questo insieme di cose ci ha suscitato. Vorremmo far capire a chi ci ascolta che il processo creativo che sta alla base delle nostre canzoni è qualcosa di unico. Siamo una band di quattro elementi e, per quanto forte sia l’amicizia che è nata tra di noi e che ci lega, non abbiamo ancora imparato ad essere telepatici, quindi, quando qualcuno di noi ha un’idea per una canzone, la deve comunicare agli altri e solitamente lo facciamo parlando di cosa ci è scattato nella testa per arrivare a concepire una determinata melodia o un certo testo e raccontandoci le emozioni, le sensazioni, le immagini che sgorgano come un flusso inarrestabile quando ci sentiamo ispirati.


Pensate che i talent siano una buona vetrina per farsi notare?

Un talent può essere un ottimo trampolino di lancio per un artista se calato in una determinata ottica e in un determinato contesto anche se negli ultimi anni sembra più una vetrina per i giudici. Siamo dell’idea che la vera musica sia quella che parte dall’underground, da musicisti che hanno macinato chilometri e si sono fatti le ossa e confrontati col mondo com’è realmente. Noi Virtual Time, siamo quindi più interessati a seguire il percorso di crescita costante che abbiamo seguito finora e che ci ha fatti maturare sia musicalmente che come persone e siamo curiosi di vedere dove ci porterà questa nostra scelta.


Che rapporto avete con il vostro pubblico?

 Intimo, molto intimo…il pubblico è il nostro segreto amante, ma non ditelo alle nostre mamme. Scherzi a parte, abbiamo un bel rapporto col pubblico, ci piace coinvolgerlo durante i live, ci piace parlare e confrontarci coi nostri fan dopo il concerto, anche se la puzza di sudore fa scappare i meno temerari. Siamo molto attivi sui social e ci piace ricevere messaggi e commenti ai quali rispondiamo sempre molto volentieri.

 

Come vivete il vostro presente?

 Il nostro presente lo viviamo in maniera molto attiva, non stiamo ad aspettare che le cose accadano. Nonostante a chiunque facciano piacere quegli eventi piacevolmente inaspettati che ti cambiano la vita, non rimaniamo mai inattivi, se vogliamo qualcosa, facciamo di tutto per ottenerla.

 

Avete dei concerti in programma?

 Il 16 Giugno suoneremo al Terzo Ponte, un bel locale eduna gran bella e nuova realtà del nostro paese natale, Bassano del Grappa.

Il 30 Giugno invece saremo a Oderzo in occasione della sesta edizione del Festival del Bene Comune, InDipendenza Sonora 2017. Saranno le ultime date prima di chiuderci in studio tutta l’estate per lavorare sul nuovo album che, e questo tenetevelo per voi, sarà una figata, ricca di novità!

Intervista di: Lucrezia Monti

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