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IL BELL’ANTONIO al Teatro Alfieri

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da Vitaliano Brancati\r\nAdattamento teatrale di Antonia Brancati e Simona Celi\r\nRegia Giancarlo Sepe\r\nScene Carlo De Marino\r\nLight designer Franco Ferrari\r\n\r\nCon Andrea Giordana, Giancarlo Zanetti, Luchino Giordana, Elena Callegari, Simona Celi, Michele Dè Marchi, Natale Russo, Alessandro Romano, Giorgia Visani\r\n\r\nLa stagione di prosa del Teatro Alfieri continua martedì 10 marzo alle 21 con “Il Bell’Antonio”, spettacolo di Giancarlo Sepe, tratto dal romanzo di Vitaliano Brancati, che vede come protagonisti Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti. Con loro sul palco Luchino Giordana, Elena Callegari, Simona Celi, Michele Dè Marchi, Natale Russo, Alessandro Romano e Giorgia Visani.\r\n\r\nSessant’anni fa, giovanissimo, moriva un grande scrittore italiano, Vitaliano Brancati. Nel mondo, il secondo romanzo italiano più letto e amato, dopo il Gattopardo, risulta essere il Bell’Antonio. Un lucido e meraviglioso affresco dell’Italia fatto attraverso un meccanismo concentrico che, dal sistema nazione, dalla storia di un Paese in grande difficoltà durante il periodo fascista, fotografa una microstoria in Sicilia di una famiglia e del suo Bell’Antonio. Un personaggio reso celebre dall’interpretazione di Mastroianni e dalla regia di Bolognini, pieno di fascino, quasi enigmatico, chiuso in un destino contrario alla propria natura.\r\n\r\nUna storia iperbolica in una Sicilia che viene raccontata con grande amore, lontana dagli stereotipi e dai facili ammiccamenti. Antonio, bellissimo e privo di qualunque talento, viene visto come una sorta di divinità. Il padre decanta la virilità di questo figlio unico, la gente pensa che lui sia vicino a Mussolini e per questo influente, Catania non parla altro che delle sue doti. Un fascismo locale macchiettistico e inadeguato. Una madre mite ma pronta a mordere per difendere il figlio.\r\n\r\nUno zio filosofo. Un matrimonio non consumato porterà due famiglie di Catania al centro di una tragedia al contrario in cui l’eroe lo è nonostante se stesso e il motivo della tragedia in se non esiste se non in una incomprensibile difficoltà di Antonio ad amare. La sensualità, la carnalità, le cose taciute e quelle che non si possono dire, i segreti del talamo, l’impotenza o il peso di un ruolo non voluto, sono solo una chiave di lettura che invece di risolvere il romanzo apre la mente del lettore, e in questo caso dello spettatore, alla ricerca di variabili in cui la fine potrebbe non essere nota. In questa riduzione curata dalla figlia di Brancati, Antonia, e da Simona Celi si è voluto fortemente riportare in palcoscenico la scrittura brancatiana senza fare operazioni di interpretazione. Un progetto importante che riporta in teatro una grande coppia Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, due meravigliosi attori che per anni hanno messo in scena insieme grandissimi allestimenti.\r\n\r\nBiglietti 20 euro (15 euro loggione). Per informazioni e prenotazioni: 0141.399057.

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