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Carl Aderhold, La strage degli imbecilli

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«Contrariamente a un’idea molto diffusa, gli imbecilli non sono recuperabili; su di loro le campagne di prevenzione non hanno alcuna presa.\r\nUna cosa può indurli non dico a cambiare, ma quanto meno a restare tranquilli: la paura.\r\nIo voglio che sappiano che li sorveglio e che il tempo dell’impunità è finito.\r\nConto al mio attivo 140 omicidi di imbecilli.\r\nAffinché non siano morti invano, vi ingiungo di leggere questo manifesto. Vi spiegherà il senso della mia battaglia».

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Il libro

\r\nChi non ha mai sognato di ammazzare il proprio vicino quando, preso dall’improvvisa urgenza di aggiustare la mensola in salotto, vi sveglia la domenica mattina martellando come un forsennato contro il muro? O di mandare all’altro mondo l’automobilista che vi insulta tagliandovi la strada senza pietà? \r\nCerto, occorrerebbe una certa determinazione. Ma di determinazione il protagonista di questo irriverente, divertentissimo romanzo, non manca. \r\nSupportato da una logica a suo modo inattaccabile, un uomo mite, ossequioso, gentile, inizia a uccidere portiere pettegole, automobilisti arroganti, esattori delle imposte, impiegati perdigiorno, mendicanti rancorosi, vecchi assillanti e poi, in un’escalation di “coerenza giustizialista”, la moglie, quattro capiufficio, l’amante, il fratello dell’amante e svariati lavoratori in divisa. \r\nNel frattempo, s’improvvisa guida turistica per anziani (e ne fa fuori un pullman intero), sceneggiatore di film porno ed editor per una casa editrice, La rebelle, di cui scala rapidamente i vertici. Fino a quando, dopo molto riflettere (e ammazzare), non arriva egli stesso ad assomigliare al perfetto imbecille: vittimista, logorroico, contagioso; che abusa del proprio potere, non dà scampo a niente e nessuno e, insieme a un esercito di suoi simili, regge le sorti del mondo.\r\n

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L’autore\r\n\r\n

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Carl Aderhold è uno storico, ed è stato direttore editoriale presso le edizioni Larousse. Non ha mai ucciso nessuno, nemmeno un gatto. La strage degli imbecilli è il suo primo romanzo, e non è autobiografico.

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