Intervista a Serena Fumaria – Fondatrice di Nena, a new coaching experience
D: Serena, partiamo dalle basi: cos’è per te il coaching e cosa lo rende davvero efficace?
R: Il coaching, per me, è uno spazio di evoluzione concreta. Non è solo ascolto o motivazione: è un processo strutturato che porta le persone a fare chiarezza, prendere decisioni e agire. Diventa efficace quando unisce metodo, presenza e responsabilità. Non basta “sentirsi meglio”, bisogna ottenere risultati tangibili nella propria vita personale o professionale.
D: Il tuo approccio sembra distinguersi da quello di molte scuole di coaching. In cosa è diverso?
R: La differenza principale è che non insegniamo solo tecniche. In Nena lavoriamo sull’identità del coach, sulla sua capacità di essere uno strumento consapevole, non solo un esecutore di modelli. Per questo parlo di “a new coaching experience”: è un’esperienza trasformativa, non solo formativa. Chi entra in Nena vive un percorso che cambia il modo di pensare, di relazionarsi e di lavorare.
D: Il tuo sito e il tuo progetto parlano sia a clienti che vogliono essere seguiti, sia a chi vuole diventare coach. Come riesci a integrare queste due dimensioni?
R: Per me sono inseparabili. Un coach efficace è qualcuno che ha fatto un lavoro profondo su di sé. Per questo chi si forma con noi spesso passa anche dall’esperienza diretta come cliente. E viceversa, molti clienti scoprono poi di voler diventare coach. Nena è un ecosistema: puoi entrarci da diversi punti, ma l’obiettivo è sempre la crescita reale della persona.
D: Hai formato molti coach che oggi lavorano con professionalità. A cosa attribuisci questo risultato?
R: A tre fattori principali: selezione, accompagnamento e responsabilità. Non tutti sono pronti a fare questo lavoro, e va detto chiaramente. Poi c’è il percorso: non lasciamo le persone sole dopo la formazione. Le guidiamo passo dopo passo, anche nella fase più difficile, cioè il passaggio da studente a professionista. Infine, responsabilità: insegniamo che fare il coach non è un titolo, è un impegno concreto verso i clienti.
D: Hai citato una fase difficile: diventare professionisti. Perché è così complessa?
R: Perché non basta sapere “come si fa coaching”. Bisogna saper gestire clienti reali, emozioni reali, blocchi, aspettative. E poi c’è tutto il lato professionale: posizionamento, comunicazione, credibilità. Io conosco bene queste difficoltà perché le ho vissute e perché vedo ogni giorno i coach attraversarle. È proprio per questo che non mi fermo alla formazione: li guido finché non sono davvero pronti.
D: In che modo li accompagni concretamente dopo la formazione?
R: Con supervisione, mentoring e pratica continua. Lavoriamo su casi reali, diamo feedback diretti e aiutiamo ogni coach a trovare il proprio stile. Non voglio creare copie di me, ma professionisti autentici e solidi. Questo richiede tempo, presenza e un rapporto molto vicino.
D: Il nome “Nena” è accompagnato dal claim “a new coaching experience”. Cosa significa davvero per chi entra?
R: Significa che non troverà una scuola tradizionale. Troverà un’esperienza immersiva, dove ogni parte del percorso è pensata per trasformare. Che tu sia cliente, studente o professionista, vivi qualcosa che ti cambia. Non impari solo strumenti, ma un nuovo modo di essere e di lavorare.
D: Perché una persona dovrebbe scegliere Nena oggi, tra tante offerte nel mondo del coaching?
R: Perché qui non promettiamo scorciatoie. Offriamo un percorso serio, profondo e accompagnato. E perché i risultati parlano: i coach che escono da Nena lavorano, sono preparati e hanno una presenza professionale riconoscibile. Questo è ciò che conta davvero.
D: Se dovessi riassumere in una frase la tua missione?
R: Aiutare le persone a diventare ciò che sono davvero, e accompagnare chi sceglie questa professione a farlo con competenza, autenticità e responsabilità.
F.R.











