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Sean Connery ritratto da Mario Vespasiani

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Sean Connery ritratto da Mario Vespasiani

Nel film The Untouchables di Brian De Palma c’è una frase emblematica, una frase che mi è tornata spesso in mente durante scelte importanti, ma anche in altre più leggere. Una battuta secca, che racchiude l’intero significato della pellicola e del carattere di una persona: «Che cosa sei disposto a fare?» chiede Jimmy Malone (Sean Connery) a Eliot Ness (Kevin Costner) per convincerlo di passare all’azione e poi, poco prima di morire, per ricordargli la responsabilità di non essere debole, né ipocrita e di arrivare fino in fondo alle cose.

La scomparsa di Sean Connery pur prevedibile, vista l’età, gli acciacchi e pure il periodaccio, sa più di un’uscita di scena che di un addio, dato che ho ancora davanti quegli occhi profondi, quelle sopracciaglia bold, capaci di incorniciare non solo uno sguardo inconfondibile ma anche un intero stile, fatto di rigore, onestà e raffinatezza e questa ammirazione quando è tra uomini sinceri, diventa esempio. Ripresi perfino una sua battuta sul preparare un Martini, quando mi chiesero come mi sentissi nell’artsystem, risposi: agitato, non mescolato. 

Di tutti i ruoli che ha interpretato non saprei ora quale prediligere, ma forse il suo James Bond andrebbe menzionato per primo, semplicemente perché in rapporto a tutti gli altri attori che lo hanno interpretato ho colto la distanza, il vantaggio, la personalità di chi non recita ma è. E quando si è qualcuno ogni cosa è armonica, disinvolta, naturale. Le lezioni spesso ci arrivano inaspettate, ma se siamo svegli il nostro cervello assorbe dove vuole e come lo fa si espande in più direzioni, così vestiamo i panni di attori o esploratori, di animali fantastici e perfino della brezza di vento, come di anziani che non si riconoscono più in quel corpo diventato scafandro o di neonati con gli occhi semichiusi a noi, ma ancora fissi sul Creatore.
E così dalla sua vita da stella ho appurato che il duro lavoro paga, che si può essere affascinanti a novant’anni, che non è impossibile amare un’artista, specie se dipinge.

Che si possono baciare le attrici più belle al mondo e vivere con la moglie per mezzo secolo, che si può essere eleganti anche in mutande, che l’ironia è sinonimo di intelligenza e che la seduzione è un’arte e non un fine. Che si può essere belli anche se si è alti, che si può essere orgogliosi del proprio paese e delle proprie origini senza passare da estremisti, così come è possibile essere impeccabili anche senza un capello.
E che si può perfino sparire nel sonno.E si sa i sogni plasmano il mondo e quando si sogna insieme è la realtà che comincia.
Buon viaggio Sir Thomas Sean ConneryThank you Mr. Bond!


Mario Vespasiani

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