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Rossana Casale e i suoi “segnali Universali”

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“Segnali Universali” è il singolo delle Cantautrici Mariella Nava, Grazia Di Michele e Rossana Casale, il brano in rotazione radiofonica da pchissimi giorni ha già conquistato il pubblico. Bello anche il video!

Abbiamo incontrato anche Rossana Vasale per farci raccontare ancora qualcosa su queto magico incontro.

Cantautrici è un progetto che ha già visto alcune date dal vivo e adesso la nascita di un singolo e presto un album quali sono i punti di forza del vostro stare insieme?

Paradossalmente la forza nasce proprio dalle nostre differenze. È l’incontro dei nostri mondi diversi che crea la formula interessante di scrittura. A volte avviene tutto in maniera molto naturale, altre invece accende confronti. Succede che magari dibattiamo un’ora su il significato di una parola all’interno di una frase analizzandone la radice e il suono, oppure quando al pianoforte o sulla chitarra si decide su di un accordo ma è questo il bello perché da questi momenti nasce il nostro ‘nuovo’ ; l’incontro di tre percorsi e anime musicali che ci accresce mettendoci davanti alla nostra immensa ed inesauribile passione.

Quali sono i temi che volete portare all’attenzione di chi vi ascolta?

Non abbiamo programmato ciò che vogliamo dire, sappiamo di credere negli stessi ideali, gli stessi principi. Certo è che il momento attuale ci porta tutti a guardare con occhi più grandi sia fuori che dentro di noi. Ogni sentimento ha un suo racconto, che sia di dolore e malinconia o di rabbia o nella speranza per un futuro da costruire. Segnali Universali, scritto in tempi non sospetti, già voleva chiamare l’attenzione sui segnali che l’equilibrio universale ci da da tempo, sia sul lato umano o sociale, sia  dalla terra che tanto noi bistrattiamo. Senza sapere ciò che avremmo dovuto affrontare tutti, abbiamo scritto: ‘arriva una tempesta che ci farà cambiare’. Come anche: ‘Siamo un solo destino, beviamo tutti lo stesso vino, spezziamo tutti lo stesso pane’, Che è esattamente quello che abbiamo capito in questo periodo e cioè che davanti a certi avvenimenti drammatici dove l’intero mondo è colpito, diventiamo tutti uguali come diceva Totò nella sua poesia ‘A livella’.

Che ruolo deve avere chi fa il vostro mestiere?

Dico sempre ai miei allievi di Conservatorio che il lavoro di fare musica è una missione. Si fa arte per gli altri, per accompagnare la loro vita di tutti i giorni, “per accompagnare il lavoro”, diceva Papa Giovanni Paolo, per unirsi in un gioco o in una riflessione. Penso che ogni artista dovrebbe avere questo senso di responsabilità addosso. Quando sei in totale contatto col tuo mondo interiore, quando hai il coraggio di mettere la verità sopra ogni accordo che suoni senza tornaconto personale, allora sì che incontri davvero il tuo pubblico. Un attore meraviglioso di ottant’anni, il signor Carlo Reali, che con me ha recitato ne La Piccola Bottega degli Orrori, mi ha insegnato che bisogna portare in scena tutto sestesi, anche se è stata una brutta giornata.

Cosa porti di te, del tuo mondo in questo progetto?

Non saprei rispondere a questa domanda. Forse la mia ancor viva passione, l’amore per la musica tutta, le influenze di jazz e della musica etnica, i cantautori e la bossanova ma soprattutto la voglia di veder nascere qualcosa di inedito unendomi a due grandi artiste.

Dimmi un pregio e un difetto delle tue compagne di viaggio 😉

Grazia si perde tutto, Mariella spesso troppo pignola, quando decide che una cosa va rivista e migliorata non molla!

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