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“Pop, Rock, Jazz… e non solo” Franco Simone e Paolo Belli

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Franco Simone e Paolo Belli “Come gira il mondo”
(singolo digitale – Skizzo Edizioni Musicali)

Forse non lo si sa abbastanza, certo poco lo si dice, però è un fatto che Franco Simone sia oggi il cantante italiano più amato, seguito e comprato in Sudamerica e in vari Paesi europei come la Grecia. Più di Pausini, Ramazzotti, Bocelli. Dunque, merita attenzione anche il singolo digitale d’un suo primo ritorno alle scene dopo il magnifico album del 2018, ritorno che peraltro fa da preludio a molteplici attività discografiche in cantiere da parte dell’artista salentino.

Per allietarci e trasmetterci valori anche in tempo di Covid, Simone ha scelto di puntare su un brano d’efficacia popolare ma ricco anche di sfumature “altre” e più intense, all’interno d’un bel duetto, di gusto ed intensità, con quel Paolo Belli che dopo i Ladri di biciclette da anni ormai dona al piccolo schermo -anche troppo- la sua voce magnifica e il suo piglio da entertainer spumeggiante che meriterebbero discografia coerente con la classe. Comunque, “Come gira il mondo” è dunque anzitutto la firma d’una bella accoppiata canora: con la voce di Simone che come sempre dà emozioni a go-go grazie alla sua grana intensa e vissuta, aerea e insieme terrigna, da interprete d’altissimo profilo; e la voce di Belli che regala sfumature blues e graffi rockeggianti all’insieme.

Non si sottovaluti però la canzone, un pop certo e anche giocato ma pur sempre d’autore -è di Franco Simone, del resto- che dice tanto in semplicità e qualità di scrittura. “Come gira il mondo” ha soprattutto un testo bello, pulito, e grazie al cielo colmo di valori e positività: quanto mai oggi necessari. E qua e là, fra l’altro, come suo solito Franco Simone vi apre pure intensi squarci di riflessione alta e piccola-grande sferza mirata a farci aprire gli occhi, percorrendo la sua ben nota cifra poetica essenziale e venata di lirismi. Così che quando i due cantano “Ci muoviamo come fossimo eterni / ma non sappiamo nulla dell’eternità”, ecco che il piccolo gioco possibile del brano si disvela, la sua natura principalmente popolare s’ispessisce, l’ascolto attento è spinto a riflessioni acute. Sia sul peso del tempo che passa, sia sulle famose “vanità di vanità” con le quali troppo spesso l’uomo si brucia l’anima.

Ma attenzione che pur volando tanto alto, come spesso capita ai gioielli firmati Simone anche questo brano rimane immediato, d’empatia e d’impatto, godibile pur tenendone in secondo piano il significato più forte il quale a un certo punto sgomita ad uscir fuori. Un significato che comunque rimane portato del pezzo a prescindere, anche per chi volesse fermarsi al primo orizzonte d’un pop comunque appunto d’autore, maturo e adulto, che insieme canta, danza ma anche comunica passaggi e valori decisivi per noi. In questo caso scriveremmo anche specialmente, visto che noi tutti siamo ai tempi del Coronavirus.
Non resta ora che attendere la rentrée integrale del buon Franco, artista maiuscolo pure nella misura in cui è libero: d’essere poliedrico, d’essere graffiante, d’essere grazie al cielo ben lontano da ogni moda. E attendiamo fiduciosi, visto che il preludio è questa sua nuova musica d’approccio quasi teatrale, eco mediterranee e africane, bell’arrangiamento di contrappunti orchestrali per una bella melodia però santamente “italiana” e vivace: che rimane anche grazie a un ritmo battente, moderno, capace di cogliere nel segno e fissarsi alla mente.

Articolo di: Andrea Pedrinelli

Da ascoltare/guardare: “Come gira il mondo”:
https://www.youtube.com/watch?v=-s-OR5eqIVQ

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Andrea Pedrinelli
Critico musicale e teatrale, è giornalista dal 1991 e attualmente collabora con Avvenire, Musica Jazz, Scarp de’ tenis, Vinile. Crea format tv e d’incontro-spettacolo, conduce serate culturali, a livello editoriale ha scritto importanti saggi fra cui quelli su Enzo Jannacci, Giorgio Gaber (di cui è il massimo studioso esistente), Claudio Baglioni, Ron, Renato Zero, Vasco Rossi, Susanna Parigi. Ha collaborato con i Pooh, Ezio Bosso, Roberto Cacciapaglia e di recente ha edito anche Canzoni da leggere, da una sua rubrica di prima pagina su Avvenire dedicata alla storia della canzone.

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