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Ospiti del nostro format musicale Scala H

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SCALA H presentano FINESTRE (autoproduzione)

Quando si ha il dono del pop, della capacità di scrivere canzoni catchy fin dal primo ascolto, beh, allora escono fuori dal nulla dischi come Finestre. A iniziare dalla saltellante e gioiosa “Se è primavera anche quest’anno”, in bilico tra synth pop anni 80, dream pop e funk, passando per la malinconia pop e onirica di “Tavolo numero 6” o il bellissimo tributo a “Genova”, crocevia e luogo simbolo del cantautorato vecchio stile. E di fatto, oltre alle bellissime melodie e agli arrangiamenti azzeccati, c’è un profondo sentire in tutti i brani che fa srotolare parole e rime mai scontate, che ti lasciano spesso spiazzato perché pensavi “ok, qui adesso arriva la solita parolina pop melensa italiana”. Ecco, il segreto di Finestre sta soprattutto qui. In testi che aprono finestre che pensavi ti facessero vedere panorami scontati.

Quando avete iniziato a fare musica?

 praticamente da sempre..da quando abbiamo  ascoltato in anni diversi le prime canzoni inglesi e pop italiane in radio ci è  venuto voglia di imbracciare uno strumento.ancor prima alle medie c’era educazione musicale e il professore ci ha messo in mano anzi in bocca un flauto dolce di legno : amore  a prima nota!

Con quali artisti siete cresciuti?

in Italia con luca carboni eros ramazzotti dei primi album  e paolo conte coi genovesi , senza rinunciare a gianni togni un genio a larghi tratti inespresso, immenso il suo album ” avviso ai naviganti” …In sostanza dagli Anni 80 ‘ in poi fino a  poco prima di j ax e che tutto cambiasse nel ritmo e nel sound ..ci piaceva ascoltare le parole piu della musica !; fuori da nostri confini simple minds whitney houston claimie fisher  suzanne vega ..blur….tutto ciò che era acuto raffinato e dolce  nell’ approccio ci ha sempre attirato

Come nasce la vostra musica? Quali sono le vostre fonti d’ispirazione?

 ogni emozione che ci passa davanti agli occhi: viaggiando in treno, ascoltando la gente, in auto grill  ..quindi..in viaggio !. Ecco ascoltiamo i discorsi della gente e proviamo a trascriverli sul nostro taccuino ..scriviamo a matita! Infatti ” scala ” ha vari significati.. uno di questi e’ appunto la scala di durezza delle matite ..” h” ..” hb”….punte che si spezzano…gomme per cancellare  e matita.. scriviamo proprio cosi i nostri testi

Di cosa parla la vostra nuova avventura musicale?

parla di mondi che si vedono e che non si vedono: siamo parte di un tutto.. non necessariamente evidente allo sguardo , quando al mattino spalanchi la tua finestra difficilmente pensi che qualcuno in Nuova Zelanda la sta chiudendo.. ma siamo parte di un tutto che non ha né  giorno né  notte

a quali generi vi ispirate

pop elettronico, folk italiano ed anglosassone, cantautorato della scuola laziale emiliana e genovese

Cosa ne pensate dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

in genere non ci attirano. Preferiamo il nostro taccuino ed il comodino nella cameretta da letto dove stipare le idee di nuovi testi. Sappiamo anche che i social possono manipolare ed a volte ne parliamo.. come nella canzone dell’album ” giovane esistenza “

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

in uno che ascoltiamo.. una parte del testo che ci resti in testa; in uno che scriviamo: una parte di noi che abbiamo vissuto intensamente e della quale a distanza di anni ci ricorderemo.

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