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Ospite del nostro format musicale Atmonauta

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Il mood e lo spirito di Atmonauta (personaggio volutamente misterioso) nascono dal gesto e dall’azione dei primi skydiver di Yosemite, che con la tuta alare (wingsuit), dopo aver sfidato la vetta, sfidavano il vuoto e le regole del parco che vietavano la scalata.“Zanzibar” racconta del momento in cui ti fermi e finalmente prendi consapevolezza dell’importanza di chi ti è a fianco. Zanzibar è il paradiso che ti regala il presente. D’altronde «qualcuno ha detto che “l’oggi è il nostro giorno preferito!”». AtmonautaIl brano è un omaggio al concetto del qui ed ora, al valore del presente e di chi quel presente lo riempie e lo colora. Il tutto condito da un sound pop moderno sfumato di new wave.

Quando hai iniziato a fare musica?

Avevo circa 12 anni, la chitarra, una piccola tastiera, adoravo provare a decomporre le melodie che avevo in testa dall’infanzia e poi subito comporne di nuove, quindi anche se acerbe, subito le prime canzoni.

Perchè la scelta di restare nel mistero?

La voglia di dare più importanza al contenuto, lasciare la scena al soggetto di cui parlo in una canzone, un po’ come la voce del narratore in un film.Atmonauta poi, tra metafore, fantasia e realtà, spiega questa storia con le immagini che stanno uscendo ora nei social prima dell’uscita del disco. Le immagini di un fumetto.

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

Di come un uomo qualunque, usando un’attenzione particolare all’apparente banalità che lo circonda, può scoprire il potere di volare nello spazio, dilatare e contrarre il tempo e trovare il senso dei paradossi della vita, quindi poi anche di se stesso. Il più antico dei sogni umani ma forse anche l’ultimo dei bisogni…o forse no… La musica, la fotografia, la scrittura, l’arte in generale sono prima di tutto un’esigenza che viene dall’io interiore. L’esigenza di raccontare l’Avventura stessa, qualsiasi essa sia.

Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

In questo momento storico più che la possibilità, sono l’illusione della possibilità di arrivare alle masse, ma in realtà è già tutto molto guidato e blindato da grandi poteri commerciali.La stampa, la radio, la televisione, sono stati mezzi per una grande libertà d’espressione nel momento in cui davano a tutti realmente lo spazio per farsi conoscere. Il web quando è nato li ha superati, è stata La Risorsa per scienziati, creativi… giornalisti, rivoluzionari ecc… Ora web e social sono governati da profilazioni e complicate politiche di advertising digitali. Social e web sono comunque imprescindibili per farsi conoscere, proprio perché credo siano diventati o quasi il media più popolare e allo stesso tempo il più trasversale tra i media stessi. 

Hai in programma qualche appuntamento dal vivo?

Certo! Per l’uscita del primo album di Atmonauta. Ne parleremo all’inizio del 2020 🙂 .

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