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In libreria La storia di Viareggio di Marco Pomella

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Si inizia coi primi insediamenti preistorici, le tracce trovate dagli archeologi che testimoniano come l’alta e bassa Versilia fosse già vissuta in quei lontani secoli per poi proseguire il cammino stroico che passa (tappa fondamentale) per le strade volute dalla grande Roma, l’evoluzione di poche case, gli attacchi che venivano dal mare, la madre Lucca e il suo rapporto con Viareggio e così via fino ai giorni nostri. Importantissima la sezione sul liberty che per Viareggio (e con Viareggio) ebbe un ruolo di spicco o i grandi artisti che vi hanno soggiornato. La nascita del carnevale che ha caratterizzato la cittaina toscana, ma anche gli orrori e le distruzioni portate dalla Grande Guerra e il faticoso rinascere con una corsa fantastica negli anni d’oro che la Versilia ha avuto con locali quali La Bussola. Tutto questo nell’imperdibile libro di Marco Pomella La storia di Viareggio per Typimedia Editore.
Marco Pomella ci racconta qualcosa in più sul suo libro.
1) Una tua breve biografia.
Sono nato a Roma nel marzo 1978, laureato in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Vivo e lavoro in Versilia, tra Massarosa, Viareggio e Torre del Lago, dal 2004. Mi sono sposato a Camaiore ed ho due bambini, Diego e Flavia, 6 anni e quasi 3 anni. Ho anche due gatti: Kira e Misa.
Giornalista pubblicista dal 2008 ho collaborato con diverse testate. Oggi dirigo VersiliaToday.it, giornale fondato da me, e collaboro con il quotidiano Il Tirreno e l’agenzia di stampa Ansa, oltre ad occuparmi di comunicazione per enti, associazioni ed eventi
 
2) Come nasce l’idea di scrivere la storia di Viareggio
L’idea di un libro sulla storia di Viareggio non è mia. Sono stato contattato da Luigi Carletti e Edoardo Fedele della casa editrice Typimedia. Da tre anni questo editore sta pubblicando libri sulla storia dei quartieri di Roma: Montesacro, Prati, Trieste-Salario… Pubblicazioni che hanno avuto un grande successo: è una collana da oltre 20 mila lettori. Da qui l’idea di ‘esportare’ il format anche fuori il Grande Raccordo Anulare: Viareggio è stato il primo esperimento fuori Roma.
 
3) Come hai ideato il tuo piano di lavoro
Sono partito ovviamente dal reperimento di fonti. Ho studiato numerosi volumi di storia scritti su Viareggio e la Versilia, poi mi sono documentato girando per la città e frequentando tutti i musei cittadini. Per scrivere il libro ho seguito le linee guida indicate dall’editore. La cosa bella di questo libro è che non è il classico ‘libro di storia’. E’ il racconto della storia della città: tutto è rigorosamente documentato e frutto di ricerca, ma lo stile scelto per raccontare è semplice, moderno e accattivate. L’idea è quella di condurre il lettore alla scoperta della Viareggio del passato attraverso la Viareggio di oggi. Non a caso il libro è corredato da un centinaio di fotografie, quasi tutte della Viareggio dei nostri giorni. 
 
4) Quale è l’avvenimento, l’aneddoto che più ti ha sorpreso
Non un aneddoto o un episodio particolare. A colpirmi piuttosto tutti quei personaggi, considerati minori, che hanno avuto una parte fondamentale nella storia di Viareggio. Tutti, o quasi, conoscono Maria Luisa di Borbone, Giacomo Puccini o Lorenzo Viani… Quanti conoscono Ario Papi? Ario Papi è un giovane chimico che durante l’occupazione nazista di Viareggio salva i suoi concittadini da una sicura rappresaglia tedesca. Quello che mi piace del testo che ho scritto è che ho cercato di non tralasciare nulla dei fatti e dei personaggi più importanti; ma allo stesso tempo ho raccontato anche luoghi, personaggi e fatti meno noti ma altrettanto significativi. 
 
5) Partendo dalla preistoria e delineando la storia e la geografia di Viareggio cosa si evince da questa città che è stata nel secolo scorso l’epicentro della cultura vacanziera italiana?
Leggendo la storia di Viareggio dalle origini a oggi emerge secondo me il quadro di una città con un antico e conflittuale rapporto con l’acqua. Il mare rappresenta un pericolo e una insidia, nei secoli in cui la città è ancora circondata da acquitrini e paludi e perché dal mare, per secoli, sbarcheranno i pirati saraceni a mettere a repentaglio la sicurezza di questi lidi. Ci sono incredibili storie di rapimenti ad opera dei mori nel libro. Ma il mare è anche ricchezza e risorsa, con la pesca e la cantieristica che si sviluppano a metà Ottocento, e con il turismo che segna l’identità dell’odierna Viareggio. Una città con una storia molto affascinante e interessante, con alcuni elementi culturali e distintivi che tornano nel tempo. Spero di aver reso avvincente col mio racconto questa storia.
Intervista di: Luca Ramacciotti
Fonto: VersiliaToday

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