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Carlo & Giorgio il duo comico veneto a Milano

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Mercoledì 23 gennaio ore 20.45 Debutta in Lombardia lo spettacolo campione di incassi nel Nordest: ridere in modo intelligente e originale dei vizi e delle virtù del contemporaneo.

CARLO & GIORGIO, IL DUO COMICO VENETO PER LA PRIMA VOLTA AL 

TEATRO NUOVO DI MILANO CON “TEMPORARY SHOW”

“Temporary Show (Lo spettacolo più breve del mondo)”

Il duo comico veneto Carlo & Giorgio arriva per la prima volta al Teatro Nuovo di Milanomercoledì 23 gennaio 2019 (ore 20.45) con Temporary Show (lo spettacolo più breve del mondo).

Campioni di incassi nel Nordest con oltre 100 date a stagione e teatri sempre esauriti, Carlo & Giorgio presentano al pubblico di Milano il loro ultimo spettacolo. Oggi sono la punta di diamante della comicità Made in Veneto.

 

Carlo & Giorgio rappresentano un fenomeno unico di comicità intelligente, originale, immediatamente riconoscibile nel panorama artistico contemporaneo, capace di portare a teatro un pubblico trasversale che nei loro personaggi ritrova sè stesso e i mille aspetti della quotidianità.

Il duo, dopo anni dalle ultime performance di artisti comici veneti fuori del territorio regionale, è pronto a sperimentare nuove realtà.

Con il loro ultimo lavoro Temporary Show (Lo spettacolo più breve del mondo) approfondiscono l’impegno artistico e la capacità di osservare gli umori del quotidiano, in una chiave sempre più proiettata sugli aspetti, talora grotteschi, della vita di tutti noi.

 

Temporary Show ha riscosso ampio successo in teatri prestigiosi tra Bologna, Ferrara,  Venezia (Teatro Goldoni – 5 repliche), Vicenza, Verona, Padova, Treviso, Friuli-Venezia Giulia.

Lo spettacolo si muove tra vizi e virtù, situazioni esemplari del quotidiano in cui ognuno di noi si può riconoscere; una sliding door esistenziale che cambia di continuo lasciando aperta ogni interpretazione ai fatti della vita.

Temporary Show è un’esplosione di divertimento che sintetizza il tipo di scrittura teatrale di Carlo & Giorgio, fondata su un linguaggio comico che diverte senza mai essere volgare.

Attraverso un costante lavoro di ricerca e perfezionamento, hanno costruito un target di comicità elevata. Sono conosciuti per il perfetto equilibrio tra immediatezza ed efficacia del dialogo comico e tempi scenici, per la loro capacità di occupare lo spazio facendo sentire il pubblico parte integrante dello show.

 

Link video short Temporary Show

https://vimeo.com/255375630

 

 

TEMPORARY SHOW (LO SPETTACOLO PIÙ BREVE DEL MONDO)

di Carlo D’Alpaos, Giorgio Pustetto e Cristina Pustetto

regia Paul Kargγokris

scenografia e regia luci Paolo Lunetta

 

“Uno show in linea con i nostri ritmi, perché, si sa, non abbiamo un attimo di tempo, le nostre giornate sono talmente piene di impegni da non darci un secondo di tregua: dobbiamo fare tutto e subito in tempo reale, senza fermarci mai e sempre con la sensazione di non avere abbastanza tempo. Figuriamoci poi potersi concedere un’intera serata a teatro. Sì perché oggi tutto è temporary, provvisorio, sfuggente: l’arte moderna dura lo spazio di una mostra, i cinema proiettano film di cui spesso non ricordi più nemmeno il titolo, a teatro si va in scena ogni sera per poi smontare tutto e spostarsi veloci in una nuova piazza. Anche la moda vive in un respiro, i temporary shop sono ormai la nuova tendenza consumistica. Siamo così alle prese con la frenesia e il senso di “provvisorietà” che ci sentiamo temporary perfino noi stessi, in crisi di identità e in cambiamento costante ogni giorno, al punto da chiederci: ma quello di un’ora fa ero sempre io?. E quindi, proprio per venire incontro alle esigenze del pubblico, ecco Temporary Show: per chi va di fretta e non ha tempo da perdere, un’esperienza ai confini della brevità”(Carlo & Giorgio).

“Un’opera, quella di Carlo & Giorgio, ‘trasettica’, in quanto non più luogo ideale, perfettamente in sé raccolto e concluso, per mettervi a dimora immagini decantate attraverso il calcolo e il pensiero, la regola e la ‘misura’, bensì un campo indeterminato, turbato, ‘sregolato’, di un fluire diretto dell’emozione sulla scena stessa che, in tal modo, sfugge alle convenzioni spaziali e temporali, e si determina nella flagranza, affettiva, gestuale e tattile, di un atto creativo che non conosce il rigore dell’attesa e che esclude la contemplazione estatica evocata dal distacco tra l’essere e l’agire, in cui la piccola realtà della nostra vita posa consolata e come recinta di difese”.

(Paul Kargyokris)

 

www.carloegiorgio.it

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