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Incontro con il dott. Roberto Pagnanelli

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Roberto Pagnanelli è medico-chirurgo e psicoterapeuta. Si è specializzato in Psichiatria all’Università degli Studi di Trieste e diplomato in Medicina Psicosomatica all’Istituto Riza di Milano, in Medicina Omeopatica presso l’Università degli Studi di Urbino e in Psicoterapie Brevi al C.I.S.S.P.A.T. di Padova. È autore di articoli su riviste scientifiche e di alcuni volumi di successo. Ha partecipato a trasmissioni radiotelevisive nazionali e pubblicato articoli di medicina e benessere su Starbene, Per me, Più Salute & Benessere, Viver Sani & Belli, Top Salute, Donna Moderna, Più Sani più Belli e Salute Naturale. Ideatore della Musicoterapia Cinematografica, applica la Psicoterapia d’Azione da un ventennio. Lavora come psichiatra e psicoterapeuta esperto in Medicine Naturali a Trieste, Monfalcone, Gorizia e Udine. Con Hermes edizioni ha pubblicato Io amo la paura.

Lo abbiamo incontrato per approfondire gli argomenti del suo nuovo libro Terapia con i fiori italiani appena uscito per le Edizioni Mediterranee.

Il dottor Bach con i suoi 38 rimedi riteneva che il suo metodo fosse completo e che le loro molteplici combinazioni potessero lavorare in modo efficace nello squilibrio di ogni emozione. Cosa aggiungono i Fiori italiani?

La floriterapia del dottor Bach ha avuto un grande successo a livello planetario a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso, proprio perché permetteva di incidere favorevolmente su ogni squilibrio dell’anima e, conseguentemente, del corpo. Il suo metodo permetteva non solo ai medici e agli specialisti ma anche ai neofiti e ai semplici appassionati di trovare la soluzione naturale per ogni piccolo e grande problema, questa era la vera novità del metodo. Dal nervosismo all’impazienza, dalla frenesia alle paure, dall’insicurezza al bisogno di essere sempre aiutato dagli altri e così via. In seguito allo sviluppo e alla ricerca di essenze floreali in altri continenti (oltre oceano, attraverso i fiori californiani, dall’altra parte del mappamondo, coi fiori australiani o gli himalayani) una ricercatrice italiana, Giovanna Tolio, ha preso lo spunto per arricchire il campo terapeutico con i fiori che nascono nel territorio italiano. Questi ultimi meglio si adattano, come avviene nella filosofia della scuola di Medicina Psicosomatica RIZA, a chi nel territorio italiano abita, vive e si nutre. Essi sono, per usare una metafora, un abito su misura made in Italy. Molti di questi affrontano i medesimi disturbi dei fiori di Bach, essendo per lo più sovrapponibili, alcuni invece sono per così dire ‘originali’ come il Limone, il Gelsomino e la Potentilla. Personalmente nel mio lavoro ‘Terapia con i Fiori Italiani’ edito da Edizioni Mediterranee di Roma ho ripreso e approfondito questi studi calandoli nella pratica clinica quotidiana di medico. Ho così sperimentato i risultati ottenuti con i fiori italiani che ho poi descritto nel volume, nella stesura del quale ho preferito mantenere un profilo semplice, intuitivo e comprensibile da tutti.

In un momento in cui la medicina ufficiale sembra l’unica ad essere riconosciuta e tutelata a discapito di ogni altro approccio, cosa pensa della medicina integrata?

Gli esseri umani vivono di cicli e di stagioni, di corsi e ricorsi storici non solo nell’ambito della storia e della politica ma anche in campo terapeutico. Fino a 30 anni fa trovare un omeopata era come cercare un ago in un pagliaio. Poi la medicina omeopatica e quella naturale hanno vissuto l’età dell’oro, un boom dalle proporzioni straordinarie, legato soprattutto alla ricerca del benessere senza effetti collaterali di sorta. Ora si assiste ad un ritorno del chimico a discapito del naturale. Come in tutte le mode, si accendono e spengono passioni con grande facilità e, oggigiorno, l’opinione pubblica viene spinta verso soluzioni rapide di tipo farmacologico. Personalmente mi tengo equidistante da queste due posizioni, adattando la terapia al paziente e non ad un modello preconcetto, impiegando i farmaci chimici quando ritengo siano necessari e quelli naturali nei casi che lo consentano. E ottenendo in entrambi i casi ottimi risultati.

Come sono stati scelti i fiori italiani?

I fiori sono stati scelti in funzione delle piante più rappresentative del suolo italico, fra cui il Pesco, il Mandorlo, il Prugno, la Primula ed il Rhododendro, tanto per citare alcuni esempi, tutti con caratteristiche diverse e peculiari che li distinguono l’uno dall’altro. Nel libro ne illustro le proprietà, le caratteristiche, i metodi di impiego e le indicazioni per svelarne tutti i segreti.

Quali sono le loro indicazioni principali e quali le loro controindicazioni?

Le indicazioni principali sono rappresentate dai disturbi psichici più frequenti, di grado lieve e moderato. Ad esempio l’Alloro per la forza fisica e mentale e la vigoria fisica e sessuale, l’Aquilegia per l’umiltà e la capacità di ascolto, la Betulla per la voglia di cambiare, il Biancospino per il coraggio e la fiducia in se stessi, il Cappero per poter scegliere tra due alternative di vita, il Ciliegio per l’ottimismo. Nel libro per ogni fiore viene illustrato con dovizia di particolari. Viene indicata una semplice ricetta medica e descritto un personaggio tipico per ogni rimedio che lo caratterizza con le sue paure, le sue azioni e le sue difficoltà che sono poi quelle che ognuno di noi affronta nella propria vita. Una sorta di fotoromanzo che permette a chiunque di utilizzare con successo i fiori italiani.

Ogni fiore potenzialmente può diventare un rimedio?
Sì, potenzialmente ogni fiore se trattato con i metodi del sole e della bollitura può diventare un rimedio.

Ognuno di noi può diventare un floriterapeuta?

Conoscendo bene le caratteristiche del soggetto che a noi si presenta, sia un amico che un familiare o un conoscente, adattando le proprietà del singolo fiore a quel soggetto si avranno certamente gli strumenti per risolvere un gran numero di problemi e trovare ampie soddisfazioni nell’impiego di questi fiori.

Intervista di: Cinzia Ciarmatori

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