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Ospite del nostro format Davide Buzzi

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Davide Buzzi nasce ad Acquarossa (Svizzera) il 31 dicembre 1968, a pochi minuti da mezzanotte.

Nel 1993 pubblica il suo primo CD “Da grande”, completamente auto prodotto ed in seguito è un susseguirsi di esibizioni, concerti e concorsi, tra i quali il “Festival Internacional de l’Isla de Margarita”, “Una voce per Sanremo”, Sanremo Nuovi Talenti”, “A Voice for Europe”, ecc. Nel 1997 si classifica secondo al Festival di Lissone con la canzone “Vuröss”, dove si aggiudica pure il premio speciale per il miglior testo. Nel 1998 esce il suo secondo CD “Il Diavolo Rosso: Romaneschi”, realizzato con la partecipazione di alcuni musicisti di fama internazionale. Nello stesso anno Davide vince il “Festival di Lissone: Cantem Insemma” con la canzone “Ul Vegèt di Mariunètt”.

Nel 2001 viene invitato ad esibirsi all’ARISTON CAFÈ, nell’ambito delle manifestazioni collaterali al Festival di Sanremo. Per alcuni anni il cantautore ticinese porta le sue canzoni in giro per l’Europa, esibendosi in concerto in Svezia, Svizzera, Italia, Francia, ecc.

Nel 2006, Davide Buzzi si presenta al pubblico con il suo nuovo album, dal titolo “Perdo pezzi”, un lavoro al quale hanno partecipato numerosi artisti internazionali (fra i quali il cantautore italiano Leandro Barsotti ed il Country Man australiano Jason Kemp). Il suo “Perdo i pezzi Tour” (durante il quale è stato accompagnato dalla Band cunense degli Almaplena) ha registrato diverse date fra Italia e Svizzera, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica.

Sempre nel 2006 la sua canzone “Vuröss“, tratta dall’album “Perdo i pezzi”, viene inserita nella KAM Compilation 2006 della casa discografica Kid Antrim Music di Ronkonkoma, NY (USA) e nelle playlist di diverse radio in Australia e USA, dove scala le classifiche delle richieste.

Nel 2009 partecipa al Vannulo Festival di Capaccio (Salerno), dove si esibisce con l’orchestra AGRO, diretta dal m° Matteo Franza, composta da 11 elementi e conosciuta ed apprezzata per le svariate apparizioni sui diversi canali Mediaset.

Nel 2012 è stato candidato agli ISMA Award di di Milwakee (USA), ricevendo due nomination per la canzone “The She Wolf”, scritta per il cantante americano Jimmy Lee Young (canzone Pop dell’anno e canzone Folk dell’anno).

Nel 2013 ha invece ricevuto una nomination per i NAMMY Award di Niagara Falls (NY/USA), sempre per la canzone “The She Wolf” (canzone Folk dell’anno).

Sempre nel 2013, in Albania, è stato il protagonista della XIII edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, tenendo 2 concerti ufficiali a Tirana e Scutari (Teatro Mijeni).

Purtroppo, a causa di seri problemi di salute, negli ultimi anni Davide ha dovuto rallentare la sua attività musicale, per arrivare infine sospendere le sue esibizioni Live a partire dal mese di gennaio del 2014.

 

A settembre 2017 esce il primo album del suo nuovo progetto discografico La Trilogia, dal titolo emblematico Non ascoltare in caso d’incendio” e supportato dal nuovo singolo “Te ne vai“.

La Trilogia, prodotto in collaborazione con Alex Cambise, vedrà la luce in tre fasi, con la pubblicazione dei tre album che la compongono a partire dal 2017 fino al 2019.

 

Fotografo di formazione, Davide Buzzi è attivo pure nel campo del giornalismo in qualità di membro di redazione del mensile Voce di Blenio e, da diversi anni, come inviato speciale di Radio Fiume Ticino al Festival di Sanremo. Ha scritto diversi racconti brevi, alcuni dei quali sono stati pubblicati in raccolte o sul mensile Voce di Blenio. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro “Il mio nome è Leponte… Johnny Leponte” (ed. Albatros il Filo / Viterbo, Italy) ed attualmente sta lavorando a tre nuovi romanzi.

Cosa rappresenta la musica?

Alle spalle ho più di 25 anni di carriera, anni soprattutto passati a scrivere e a portare le mie canzoni ovunque riuscissi a proporle. In questo senso la musica rappresenta certamente la mia ragione di vita, seppure per me sono quasi più importanti le parole che riesco a trasmettere grazie all’ausilio della musica stessa. Scrivere mi permette di raccontare storie, di poter manifestare al mondo le mie opinioni, i miei sentimenti, di esprimere consenso o dissenso e, qualche volta, pure di parlare d’amore. Quale altro mezzo ti permette tutto questo senza che nessuno che ti interrompa per dirti non è d’accordo in merito a quello che stai dicendo?

E’ difficile fare parte del mondo musicale?

Ogni piccolo o grande club ha le sue regole e i suoi meccanismi di accettazione. Il mondo dello show business, del quale la musica è parte integrante, non fa differenza!

Far parte del mondo musicale non è di per se difficile; uno prende la sua chitarra, o un qualsivoglia altro strumento, e si mette a girare per le strade o a frequentare i palchi dei locali più disparati ed il gioco di per sé è fatto. La vera domanda è “Quale parte si vuole recitare in questo tipo di mondo?”. Se uno si accontenta, e fa bene, allora la cosa è risolta alla base e quindi il problema non si pone. Se invece si vuole cercare di raggiungere un obbiettivo più ambizioso, ecco che allora le cose si complicano. Diciamo che, molto spesso, chi arriva lontano non è per forza colui che è dotato di maggior talento, ma è piuttosto quello che denota una determinazione tale da permettergli di superare qualunque tipo di ostacolo si presenti sul suo percorso.

Pensi che i social network e il web in generale siano importanti per farsi notare oggi?

Social network e web in generale oggi sono sicuramente determinanti nel decretare il successo o meno di un personaggio. Questo perché permettono di bypassare il filtro dei media e della critica specializzata che una volta, si può ben dire, erano i soli mezzi che ti permettevano di arrivare al grande pubblico. Oggi il Web e i social sono strumenti che danno tutti enormi possibilità per essere notati da un pubblico vastissimo, ma gli stessi hanno anche creato una specie di inflazione di “personaggi” e riuscire ad emergere da quella specie di brodo di coltura non è comunque cosa semplice.

Cosa ti piace nel mondo e cosa detesti?

Mi piace vivere la vita e accorgermi che, malgrado tutto, c’è sempre speranza per un domani migliore. Detesto invece vedere ogni giorno che nel mondo ci sono ancora posti dove si combattono guerre e che spesso la benzina utilizzata per accenderle è data dal fanatismo religioso, un coperchio spesso usato per coprire altri interessi, quali commerci, soldi, risorse della natura, dominio sui popoli, ecc.

Come riesci a conciliare la tua musica con il giornalismo, la fotografia e la radio?

A seguito di un grave problema di salute, dovuto ad una rara forma di carcinoma che mi ha colpito nel corso del 2012, la mia attività professionale negli ultimi anni si è ridotta in modo sensibile, fino a fermarsi completamente.

Ad un certo punto, non potendo più rientrare nel mondo del lavoro con la giusta efficienza che viene richiesta (i disturbi e le cure sono spesso debilitanti) mi sono ritrovato a dover reinventare la mia vita. A quel punto la musica è diventata la mia valvola di sfogo nella quale concentrare tutta la mia energia, permettendomi però nel contempo di rallentare o fermare ogni volta che la mia salute lo esige. Fotografia e radio, ma soprattutto il giornalismo, sono sempre presenti nella mia vita, seppure ormai un po’ in secondo piano e solo quando veramente i temi sui quali impegnarmi riscontrano veramente il mio interesse. In compenso a tutto questo si è aggiunta la scrittura. Ho appena terminato di scrivere due romanzi (molto diversi fra loro), per i quali adesso sono alla ricerca di una casa editrice, e ne sto scrivendo un terzo che spero di riuscire a concludere entro natale.

Di cosa parla la tua nuova avventura?

“Non ascoltare in caso d’incendio”, album che tra l’altro è solo il primo episodio di una ben più articolata trilogia, racconta soprattutto di libertà, conquistata e negata, ma anche di speranza e voglia di vivere. Le undici canzoni contenute sono tutte dei piccoli racconti, delle storie di vita, compresa la rivisitazione di “A muso duro”, storico brano di Pierangelo Bertoli scritto e pubblicato quasi quarant’anni fa, che rimane sempre attuale, anzi forse oggi ancora più che allora!

Molte persone hanno partecipato alla realizzazione di questo tuo quarto album…

Importante in questa avventura è stato il contributo che molti amici hanno voluto dare a tutto il progetto, a partire dal mio produttore Alex Cambise, che per primo ha fortemente insistito per dare un vestito di lusso alle mie canzoni; Massimo Priviero che mi ha fatto dono del un suo brano inedito “Canzone d’addio” e ha prestato la sua voce al trombettiere di fanteria “Salvatore Fiumara”; Dario Gay che con la sua penna e la sua voce in “Non ti scordare di me” ha creato un piccolo capolavoro del quale vado molto fiero; il cantautore australiano Jason Kemp, per avermi permesso di rivisitare e realizzare la sua bellissima canzone inedita “On the road”, La bellissima voce della giovane cantautrice milanese Alex Bartolo, che ha impreziosito il brano “Aspetterò”; la mia corista Lisa “Liz” Petty e tutti i musicisti che hanno suonato nel disco; i responsabili dell’etichetta Pyramide, di IRD e PBR, che si sono impegnati a pubblicare e distribuire l’album e molti altri ancora…

Farai una tournée prossimamente?

Farò sicuramente qualche concerto di presentazione, il primo tra l’altro è previsto per il 15 ottobre 2017 all’Alcatraz di Milano – in apertura al concerto di Massimo Priviero -, ma non è prevista una vera e propria tournée, in quanto il mio stato di salute non mi permette di sottopormi a uno sforzo così importante. Comunque sì, qualche data live è prevista.

Intervista di: Lucrezia Monti

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