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I Toromeccanica ospiti del nostro format musicale

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I Toromeccanica mettono in musica la storia immaginaria di un ragazzo che per un breve periodo frequenta la band di Giuliano Sangiorgi (frontman dei Negramaro), in tempi non sospetti, senza sentirne il vero potenziale e inconsapevole del radioso futuro che da lì a poco la band avrebbe avuto. Un ragazzo come tanti che ad un certo punto decide di lasciare la band, allontanarsi, e seguire altri progetti, altri sogni. Così il filo della storia diventa rimpianto, rincorrendo i “se” i “ma” e i “perché” mentre i suoi amici cavalcano l’onda del successo. Ed è allora che si innesca un quotidiano effetto “Sliding Doors” in cui il protagonista immagina di tornare indietro e ricucire i rapporti. È la canzone che rappresenta il sogno di donare all’etere una storia e vivere delle emozioni che la stessa suscita negli occhi di coloro che la sentono, «è la canzone del dannato bisogno del musicista di essere lì sul palco a dire “Io sono qui!”».

Cosa significa lavorare nella musica oggi?
Significa che se non hai la possibilità si stare in giro per concerti tutto l’anno, non riesci a vivere di musica. A meno che non la radio nazionale non passi di frequente la tua canzone, lavorare di musica oggi significa fare tanti live tanto da non aver bisogno di fare un lavoro normale.
Cosa rappresenta la musica per voi?
La musica oltre ad essere un sfogo, una passione, un lavoro, un hobby, ha il grande merito di concentrarti così tante energie che quasi non riesci più a fare altro, o per lo meno tutto il resto lo fai per sopravvivere. La musica è come una droga, uno sballo che diversamente andresti a cercare su strade pericolose e insicure, in una vita piatta senza le sue frequenze.
Avete mai partecipato ad un talent show?
No mai. Credo che i Talent ormai servono a rilanciare i big  e non più a lanciare gli emergenti.
Cosa dobbiamo sapere di voi per comprendere a apieno il vostro universo creativo?
Per conoscere meglio i Toromeccanica bisognerebbe cominciare dal primo singolo e dal nostro primo video. Vedere come un gruppo di ragazzi di provincia in un giorno d’estate hanno esordito mettendosi in gioco, con un canzone improbabile un look improbabile per poi andare sempre alla ricerca di qualcosa, di bello, di solare di felice, che faccia sorridere e cantare quante più persone possibili. Le nostre canzone hanno sempre un ingrediente che è l’ironia e questo ci permette di affrontare i temi più disparati. Non solo canzoni d’amore quindi ma costume e società.
Cosa vi piace nel mondo e cosa detestate?
L’ arte in genere e tutte le forme di espressione che mirano a colorare la vita delle persone. Oltre alla normale sopravvivenza di tutti giorni, oltre la salute. la famiglia, gli affetti etc. l’arte è la cosa migliore per qualche ora ma anche pochi minuti di evasione. Detestiamo la paura per il futuro. La paura che l’arte non serva più perché magari un giorno ci saranno cose più importanti che minano la nostra esistenza.
Come vi approcciate ad un nuovo progetto? 
Davanti ad un nuovo progetto ci mettiamo la consapevolezza della nostra età e l’entusiasmo di sempre. Aver la possibilità di pubblicare un disco è una gran fortuna che non capita a tutti.
Quali gli ingredienti di questa vostra nuova avventura?
Per questa nuova avventura abbiamo fatto una scelta ben precisa. Sebbene musicalmente siamo cresciuti, per quel che riguarda i testi abbiamo deciso di percorrere un strada ben definita, non sperimentare più come abbiamo fatto nel secondo disco ma di ritrovare quella pazzia, quel divertimento e l’incoscienza dei primi anni della nostra band. Quando ancora non eravamo a fuoco, non avevamo un contratto, non avevamo pubblico, ma avevamo una scintilla tutta pazza che ci faceva cantare le cose più assurde e si rideva tanto…
Quali sono i vostri prossimi impegni? Ci sarà un tour?
Stiamo finendo il terzo disco e penso che ci prenderemo tutta l’estate, intervallando ad alcuni concerti che sono previsti per il mese di luglio e agosto soprattutto nel sud Italia. Giunti a questo punto facciamo le cose con calma perché abbiamo il desiderio di farle bene, di lasciare il segno e di parcheggiare un po’ quella fretta e quell’incoscienza che ci ha fatti correre tanto e tralasciare sempre qualcosa che poteva essere importante.
Lucrezia Monti

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