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Ospite del nostro format musicale Riccardo Inge

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Riccardo Inge ha pubblicato il suo primo EP “Giorno di Festa” anticipato dal singolo “Cosa resterà di noi” che vede la collaborazione del rapper Cranio Randagio, recentemente scomparso. Si tratta dell’ultimo lavoro di Cranio Randagio prima della sua morte.

Quali sono gli elementi che ti hanno permesso di scegliere il tuo singolo?

“Cosa resterà di noi” è la canzone che ha segnato l’inizio del mio percorso da solista. È la canzone con cui volevo chiudere un capitolo della mia storia musicale per provare ad aprirne uno nuovo, senza dimenticare quanto vissuto prima. Un misto tra rabbia e voglia di non mollare, di riprovarci un’altra volta per togliersi le soddisfazioni che non sono riuscito a togliermi in passato.
Il secondo singolo “Fino a domani” (che sta per uscire) l’ha scelto il pubblico: è il pezzo più profondo del mio EP ed è stata una scelta inaspettata, soprattutto rispetto ad altri brani più ritmati. Probabilmente le persone hanno ancora voglia di emozionarsi.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti e in uno che scrivi?

C’è un qualcosa che non so descrivere che permette di creare l’alchimia giusta. È come la ragazza che ti fa battere il cuore o la squadra che tifi. Non c’è una vera ragione logica, ma qualcosa c’è.
La stessa cosa nelle canzoni: sono dei piccoli particolari, dalla melodia alle parole, che creano l’atmosfera per rendere un brano indimenticabile.

Quali sono i tuoi modelli musicali?

Sono nato a pane e Battisti, per poi crescere nel mito di Freddie Mercury. Ancora oggi non so cosa avrei dato per poter vedere un concerto dei Queen.
Amo la musica che segue un filo logico ma che varia. Che quando finisce una canzone non sai cosa aspettarti dopo. Sta diventando sempre più una rarità purtroppo.

Quali suggestioni contiene “Giorno di Festa”, il tuo nuovo lavoro discografico?

Io lo chiamo “il mio biglietto da visita”. Come in un cartoncino di pochi centimetri in cui si condensano i propri dati principali, così è il mio EP. Un concentrato di musica che racconta quello che sono attraverso varie sfaccettature.
È fondamentalmente una mini raccolta volta a presentarsi al pubblico attraverso canzoni che spaziano dalla chitarra e voce, al reggaeton, passando per una ballad.

Come si racconta il presente?

Il presente si racconta attraverso le piccole cose. Amo le canzoni che con poche parole raccontano una situazione, portando alla luce sensazioni e ricordi dimenticati.
Io nel mio piccolo osservo. Mi piace raccontare situazioni di vita vissuta o storie che mi raccontano le persone a me vicino. A volte è più raccontare se si riesce ad ascoltare chi ti sta accanto.

Cosa vorresti per la tua musica? Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ho voglia di suonare dal vivo e, per questo, ho creato una nuova band con cui sto provando intensamente per essere pronti a suonare per tutta l’estate.
Ma non solo: a breve uscirà il mio secondo singolo ‘Fino a domani’ con un video tutto da scoprire.
Ho seminato davvero tanto negli ultimi mesi e continuerò a farlo. Speriamo che qualcosa di sempre più importante cresca presto in questo prato pieno di musica.

 

Intervista di: Lucrezia Monti

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