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Intervista a Ludovico Guarneri autore di molti libri tra cui La formula di Rene Caisse

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Ludovico Guarneri è l’autore di molti libri tra cui La formula di Rene Caisse (ed. Anima), la sua è una storia interessante e la lettura dei suoi libri ci ha spinti a volerlo incontrare per approfondire alcuni dei temi trattati. Ecco cosa ci ha raccontato

Come è venuto a conoscenza di questa possibilità terapeutica?

Nel 1996 Mentre mi sottoponevo alla mia sesta chemioterapia mi arrivò, inviata da un amica canadese, la prima confezione di Caisse Formula. I miglioramenti si fecero vedere in breve tempo e capii che questa tisana poteva essere la chiave per la guarigione e che il mio dovere era che anche altri ne potessero apprezzare i benefici.

Cosa l’ha convinta a condividere le sue esperienze con altre persone attraverso i libri?
Non avevo mai pensato di scrivere un libro, sebbene fin da bambino abbia coltivato una grande passione per la letteratura, ma le esperienze che stavo vivendo, la scoperta della Caisse Formula e la sua storia così affascinante mi costrinsero a prendere in mano la penna.
Anche Il mio secondo libro “La cosa più stupefacente al mondo “ che è la storia della mia malattia voleva essere uno strumento  per far comprendere ad altri malati che diventare l’artefice della propria guarigione ha un ruolo importantissimo per raggiungerla. Mi definisco uno scrittore “per forza”. Sentivo che quello che stavo imparando e vivendo doveva per forza essere condiviso.

Che cosa ha imparato nel suo viaggio alla ricerca della salute?

Si è vero, si è trattato di un viaggio. Nella ricerca della salute mi sono recato in India, in Cina, in America, in Germania e in diverse città italiane. In ogni luogo ho ricevuto impulsi ed informazioni che mi avrebbero aiutato a guarire. Ho imparato molto, ma soprattutto ho imparato a vivere… Mi sono curato per imparare a non curarmi della morte.

Cosa ha scoperto in più di sé?

Non so se ho scoperto qualcosa. La mia mente, come spero quella di chi mi legge, è in continua trasformazione ed in costante legame con tutti i diversi sé che la popolano . “Quando scopri qualcosa di te, chi è lo scopritore e chi è lo scoperto?” Krishnamurti docet.

Cosa vorrebbe che un medico dicesse ai suoi pazienti che generalmente non viene detto?

“Mi dispiace”
“ Sono felice per lei”
“ Proviamoci, può contare su di me”
“ Le devo confessare che non ci capisco niente, adesso le do il numero di telefono di un mio collega  che forse la può aiutare meglio di me”
“Mi aiuti a guarirla”

Cosa si aspetta dall’evoluzione della medicina?

Mi aspetto, o meglio mi auguro ed auspico, una tregua nella guerra apertasi fra tutti i diversi modi di prendersi cura del paziente.
Se invece la domanda riguarda la medicina scientifica, mi aspetto una robotizzazione dei ruoli di cura, con meno errori ma anche con meno rapporti umani. Ho già sperimentato in Germania un reparto ospedaliero dove tutto era efficiente ma con la totale assenza di rapporto umano. Un Ospedale teleguidato dalle compagnie di assicurazione interessate al taglio dei costi a scapito dell’attenzione verso i pazienti. In Italia a volte ci sono pochi mezzi ma la buona volontà e umanità sopperiscono a queste mancanze. Ne va a vantaggio dell’ effetto placebo che è scientificamente provato essere l’elemento che influisce sulla guarigione del 30%. L’evoluzione positiva della medicina sta nel mezzo a queste due realtà, maggiori mezzi, indipendenza dagli interessi economici e preparazione del personale al “prendersi cura”. Praticamente un utopia.

www.ludovicoguarneri.it
https://www.facebook.com/LudovicoGuarneri1

Intervista di: Cinzia Ciarmatori

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