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Conosciamo meglio Bellavista

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Bellavista, al secolo Enzo Fiorentino, è un talentuoso cantautore polistrumentista napoletano dallo stile brillante e ironico. Lo abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del suo album Tarantella nel Castello Putipù, anticipato dal vulcanico singolo L’Italienne.\r\n\r\n– Il tuo disco è veramente ricco di sonorità e stili diversi. Si va dall’approccio classico cantautorale italiano a quello più tipico di un certo tipo di musica indipendente. Quali sono le tue influenze musicali?\r\n\r\nLa scuola dei cantautori italiani ha sicuramente condizionato il mio modo di scrivere e di suonare. Ho studiato testi e poesie degli artisti più influenti della nostra penisola, ma nel contempo ho ascoltato musica senza preclusione di generi e nazionalità. Proprio per questo, nel mio disco, possiamo scovare riferimenti che passano da Gino Paoli a John Lennon, da una colonna sonora cinematografica ad un jingle di uno spot pubblicitario anni ’80.\r\n\r\n– l’Italienne è la tua maniera di trattare il tema della fuga di cervelli? Come ti è venuta l’idea di questo testo che è un compendio della musica italiana a partire dall’inno nazionale in poi?\r\n\r\nÈ un gioco di parole, di musiche, di testi e titoli già conosciuti.\r\nHo parafrasato i cocci sparsi altrove, di italiani che vivono all’estero, alla ricerca della dignità e di un’identità.\r\nUn viaggio particolare, con un mezzo di trasporto fiabesco, un modo per tornare in patria, alla quale siamo tutti legati ma allo stesso tempo distaccati.\r\n\r\n– Sei Napoletano, quanto ha inciso sulla tua maniera di fare musica?\r\n\r\nPerché a Napoli c’è una maniera particolare di fare musica?\r\nBellavista sicuramente non canta la pizza, gli spaghetti e il mandolino, ma se ci riferiamo a quella marcia in più, allora si, c’è tanto della mia terra.\r\nNapoli è una città ricca di arte, di storia…e questa ricchezza ce la ritroviamo nel sangue ancor prima di nascere. Non a caso vi è fermento artistico in ogni angolo.\r\nQuanto alla musica, la mia è la stessa maniera di un Veneziano, di un Leccese, di un Bolognese, Genovese, Romano, Catanese, Tedesco, Francese, Hawaiano… è un linguaggio universale!\r\n\r\n– C’è vita su Marte: un titolo alla Bowie che incontra un brano in stile Sergio Caputo. Una canzone molto sofisticata nella sua semplicità. A che tipo di pubblico ti rivolgi?\r\n\r\nIl titolo vuole essere un piccolo omaggio all’immensa “Life On Mars?”.\r\nMi rivolgo ad un pubblico che ha voglia di ritornare a riflettere, a dialogare, a prestare attenzione sui contenuti. Alle persone curiose, a coloro che si riconoscono nella bellezza della semplicità.\r\nOggi, a differenza dei cantautori di un tempo, è difficile arrivare alla gente e non so se la colpa è del pubblico, che non ha più voglia di ascoltare, o dell’industria musicale, che ci porta sempre più lontani, creando paradossalmente, barriere anti-aggregazione, chiamate Talent Show.\r\nCaputo fa parte di quei cantautori di cui sopra citavo.\r\n\r\n- Il tuo disco tratta in maniera spesso ironica della nostra società. Secondo te, quel è peggior difetto dell’attuale concetto di italianità?\r\n \r\nPenso che il timbro di una nazione viene analizzato in varie caratteristiche: la storia, la lingua, la cultura, il cibo, la moda, l’arte, LA POLITICA.\r\nCi sono prodotti del Made in Italy (pochi non ancora venduti), che ci portano a primati mondiali, vantando così di tanti pregi.\r\nIl nostro maggior difetto credo sia la disunione del popolo. C’è mancanza di unità, di rivalsa sociale, tutti rivogliamo i nostri diritti ma non vi sono cortei. Qui entriamo in un discorso politico, un punto importante che caratterizza la nazione, che dovrebbe essere un’unica voce.\r\nIl titolo del mio disco, “tarantella nel castello putipù” porta proprio al concetto di unione, ecco.\r\n\r\n– Proporrai il disco dal vivo quest’estate? Che tipo di spettacoli saranno?\r\n\r\nDivertenti e ironici, proprio come il marchio distintivo Bellavista. Ci saranno molte collaborazioni con musicisti di strumenti particolari, dobbiamo portare sul palco il theremin, il mellotron, il basso tuba, IL PUTIPÙ. Restate connessi sui nostri social, a breve annunceremo le date e i luoghi del nostro Tarantella Tour.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Antonio Farinola

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