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Conosciamo meglio Daniela Nardi

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“Canto” è un album di 10 canzoni sublimi e senza tempo di alcuni dei più grandi compositori jazz e pop italiani che ancora oggi sono in gran parte sconosciuti al pubblico del Nord America. Al disco hanno preso parte alcuni musicisti italiani: Fabrizio Bosso, Antonio Fresa (Joe Barbieri), etc…\r\n\r\nDori Ghezzi, dopo aver ascoltato  “A Story Gone Wrong” (celebre brano di Fabrizio De Andrè tradotto in inglese) ha contattato personalmente l’artista ringraziandola per questa dolce e intima interpretazione e per aver tradotto il brano in modo rispettoso.\r\n\r\nNoi l’abbiamo incontrata ed ecco cosa ci ha risposto…\r\n\r\n“Canto” è un tuo tributo alla musica italiana. È una maniera per mantenere un contatto con le tue radici?\r\n\r\nSicuramente ma credo sia più di questo. Tutto è partito dal mio desiderio di far conoscere il repertorio italiano al pubblico del Nord America che spesso associa l’Italia all’Opera. Ho voluto dimostrare che la musica popolare d’Italia non ha nulla da invidiare alla musica Fado o alla musica Africana, per fare degli esempi. Per dirla alla nostra maniera che quella italiana è World Music.\r\n Perché avete scelto proprio Napoli per le sessioni di registrazione del disco? Hai qualche legame particolare con questa città?\r\n\r\nIl produttore del disco, Antonio Fresa, è di Napoli. Il suo studio è proprio nel cuore della città. Ho voluto registrare il disco sia nella mia città, Toronto, sia in Italia. È stata una bellissima esperienza, non ero mai stata a Napoli.\r\nChiudi il disco con una canzone di Sergio Endrigo che purtroppo, in Italia, è un artista quasi dimenticato. Perché hai deciso di interpretare proprio “Canzone per te”?\r\n\r\nVolevo registrare una canzone classica, come diciamo noi un “ jazz standard”. Endrigo è stato un cantautore leggendario e ho pensato che fosse importante fargli un omaggio. Le canzoni di Endrigo sono bellissime, semplici, eleganti…\r\n C’è qualche altro cantante che ti piacerebbe reinterpretare in futuro?\r\n\r\nCe ne sono tantissimi, sul momento mi viene da dirti Daniele Silvestri, Vinicio Capossela e anche Milly. Sarebbe divertente…\r\n\r\nCosa pensi dell’attuale musica leggera italiana?\r\n\r\nMi sono sempre chiesta come mai gli artisti della musica italiana non siano conosciuti nel Nord America. Negli anni ‘60 o ’70 artisti come Modugno o Valente erano noti, adesso invece gli artisti Italiani non riescono ad arrivare fino a qui. È assurdo, non capisco cosa sia cambiato. Dal mio punto di vista la musica leggera italiana ha tanto da dire.\r\n\r\n \r\n\r\nCome hai scelto la tracklist di “Canto” e c’è qualche brano a cui sei legata in modo particolare?\r\n\r\nÈ stato un processo lungo! Per tanti mesi ho fatto tanta ricerca e ascoltato tantissima musica. Ho raccolto più di 100 titoli e poi con Antonio ho fatto la lista definitiva. Siamo soddisfatti del risultato ma, come dicevo prima, ci sono tanti artisti a cui mi è dispiaciuto rinunciare. Mi viene in mente anche Gianmaria Testa, recentemente scomparso.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista: Antonio Farinola

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