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SABBA E GLI INCENSURABILI: l’intervista

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SABBA E GLI INCENSURABILI da poco hanno pubblicato il disco “SOGNO E SON FESSO”.\r\n\r\nIl disco racchiude in sole dieci canzoni il diritto alla speranza di una generazione rinnegata dalle sue stesse radici che, dopo vent’anni di silenzio, si ritrova a sostenere il peso di una storia a cui non sente di appartenere.\r\n\r\nQuesta la tracklist: “Chiamatemi Nerone”, “Non Mi Fotti Più”, “Tre Minuti Di Celebrità”, “Le Parole Sono Importanti”, “Bang!”, “Valzer Senza Peso”, “Per Resistere”, “Ruby Sparks (La Bambola)”, “Un Giorno Perfetto (feat. G.Block)”, “Basta Che Mi Vuoi (The Showman)”.  \r\n\r\n“Sogno e Son Fesso” può essere riassunto nella frase  via dall’idea che non meritiamo di più” che troviamo nella canzone “PerResistere” (singolo attualmente in rotazione radiofonica)perché si propone di dare, di trasmettere a chi ascolta un motivo per andare avanti oltre le proprie battaglie quotidiane. A modo loro, Sabba e Gli Incensurabili hanno scelto di resistere con la Musica.\r\n\r\nNoi li abbiamo voluti conoscere meglio ed ecco cosa ci hanno raccontato.\r\n\r\n \r\n\r\n“Sogno E Son Fesso”… lo credete davvero?\r\n\r\nCrediamo che Sognare ed esser Desti non siano in antitesi. Il nostro Paese è costruito da numerosissime persone che sognano ad occhi aperti, consapevolmente, che credono nel loro percorso. Il nostro Paese ha dimenticato\r\nil valore dell’arte. Quanti Musicisti aspettano ancora di essere riconosciuti come lavoratori a tutti gli effetti? Perché chi non produce qualcosa di tangibile, chi fa Musica per esempio, non dev’essere considerato alla stregua di qualsiasi altro lavoratore? La Musica è arte, è comunicazione, è poesia, è bellezza, è purezza, ma è anche Lavoro. Perciò Sogno e Son Fesso. Sono consapevole che ciò in cui credo è ritenuto accessorio, secondario dalla società.\r\n\r\nChe ruolo dovrebbero avere i sogni oggi?\r\n\r\nUn ruolo primario. Questo disco parla di una generazione che ha perso prospettive, che non ha futuro, che è stata privata di qualsiasi garanzia, della meritocrazia, della giustizia sociale, che non vive in un Paese in cui si respiri un senso anche minimo di equità, una generazione stressata, stremata, ridotta ad avvicinarsi a perdere completamente la dignità, una generazione che vive una crisi che non ha causato, della quale non è responsabile, anche se ne paga amaramente il prezzo, il prezzo di vent’anni di politica scellerata che non danno il minimo accenno di volontà concreta per rinsavire. È un disco che ha un velo di malinconia, ma che conserva sempre quella voglia di rivalsa che contraddistingue gli incensurabili sin dal primo disco, “Nessuno Si Senta Offeso”. “Sogno e Son Fesso” intende riportare il Sogno, inteso come alienazione da un sistema che non ci rappresenta, ma anche come Ambizione, che nessuno ha il diritto di cancellare, che tutti abbiamo il diritto di difendere.\r\n\r\nIn che modo si può raccontare l’oggi senza cadere nella retorica o nel vittimismo?\r\n\r\nNoi usiamo l’ironia, il sarcasmo, usiamo il doppio senso, usiamo una duplice lettura, quella più banale del testo e della storia che questo racconta. Ma usiamo anche una seconda lettura fatta di colori, richiami, immagini, citazioni, che svelino un secondo significato nascosto dietro il motivetto semplice ed orecchiabile e dietro quel testo che a un ascolto più superficiale può risultare, mi ripeto, appunto banale.\r\n\r\nCosa vi ha spinto a scrivere questo album?\r\n\r\nScriviamo canzoni perchè la Musica è la nostra attività. Scriviamo canzoni come mangiamo, come dormiamo, come fumiamo una sigaretta. Non c’è nient’altro dietro un “esercizio quotidiano e spontaneo”.\r\n\r\nIntervista di Leyla Lenzi

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