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MAPUCHE “Autopsia”

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Il 24 febbraio esce in tutti gli store digitali il secondo album del cantautore Enrico Lanza, in arte Mapuche (dopo “L’Uomo Nudo” del 2011 e l’ep “Compreso il cane “di inizio 2014), dal titolo “Autopsia” ( Viceversa Records/Audioglobe).\r\n\r\nRegistrato presso Casa Maggio da Alssandro Fiori e presso Phantasma – Recording and Production Studio (Ragusa) da Carlo Natoli, con la produzione artistica dello stesso Alessandro Fiori, “Autopsia” è un disco che segna un passaggio rituale, una metamorfosi dell’autore rispetto ai precedenti lavori: scarno, schivo e scomodo, nei testi e nelle musiche, che lascia spazio ad ogni personale forma di fantasia, introspezione o autopsia.\r\n\r\nMapuche, autore dei testi e delle musiche, racconta così il suo secondo album: “Avevo in mente di fare un disco molto diverso da L’uomo nudo (primo Lp Viceversa Records 2011). Prima ancora che finissi di completare le canzoni sapevo che Autopsia, con o senza l’articolo davanti, sarebbe stato il titolo del disco.\r\n\r\nSapevo anche che volevo evitare o fare a meno di certa leggerezza che contraddistingueva il precedente album; i brani nuovi, erano più complessi e ricercati, oltre che più dolorosi. Serviva un produttore artistico in grado di poter dare la giusta veste alle canzoni. Tra i papabili, Alessandro Fiori era senza dubbio il più indicato: cantautore e musicista di spiccata sensibilità, personaggio abbastanza atipico anche nei modi, mi piaceva molto. Quindi, con l’intercessione della Viceversa, chiesi a Fiori la produzione artistica, lui accettò, pare senza esitazione alcuna. Arrivò il momento di salire in provincia di Arezzo, nella Consuma, in un luogo incontaminato dal gioioso nome, Casa maggio, dove vivono Alessandro, Silvia e Carla, rispettivamente compagna e figlia di Alessandro. L’accoglienza fu ottima e gradevolissima, il luogo era oltremisura indescrivibile, un interminabile vallata circondava la rustica dimora dei coniugi Fiori. Lavorammo da subito ai brani con acceso entusiasmo. Alessandro era un vulcano di idee e la chiave fu il suo violino che diede ai brani il primo colore. A Casa Maggio elaborammo parte del disco, registrato poi in Sicilia, nello studio “Phantasma” di Ragusa, dietro la sapiente mano di Carlo Natoli (Gentless3), anche ospite in alcuni brani (basso nel brano “Bassifondi” e chitarra elettrica in ““La responsabilità civile dello chef”) del disco assieme a Sebastiano Cataudo (batteria in “Son finito nel tuo armadio”), Enzo Velotto (batteria in “Primo Discorso”) e lo stesso Alessandro Fiori  (cori, violino, glock, synth. Voce nel brano “Secondo Discorso”)”. Mapuche “gracchia” a squarciagola sensazioni e motivazioni del contrasto che vive e che vede tutto attorno a sé. In bilico tra la più nobile tradizione del cantautorato “alt(r)o” – Stefano Rosso, Giurato, Lolli – e l’avanguardia impetuosa e urlatrice, Mapuche reinterpreta la forma canzone in un marasma di metafore e\r\ndissonanze, soavità melodiche ora sussurrate poi ragliate e declamate.\r\n\r\nQuesta la tracklist completa: “Soltanto il peggio”; “Scegli me”; “Il chiodo”; “Bassifondi; “La responsabilità civile dello chef”; “Primo Discorso”; “Secondo Discorso”; “Son finito nel tuo armadio”; “Mr Sophistication”; “Autopsia”.\r\n\r\nFonte: Gabriele Lo Piccolo

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