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Premio Martoglio 2014 a Giuseppe Sgarbi per l’opera prima

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I vincitori: Armando Massarenti, Oliviero Beha, Mario di Caro, Daniela Llieva e Luigi Lo Cascio.\r\n\r\n \r\n\r\nLa giuria, presieduta da Sarah Zappulla Muscarà, ha assegnato la XXVIII ed. del Premio Internazionale Martoglio Opera Prima a Giuseppe Sgarbi per “Lungo l’argine del tempo” (Skira); a Armando Massarenti per “Istruzioni per rendersi felici” (Guanda ) il Premio per la Letteratura; a Oliviero Beha per “Un cuore in fuga” (Piemme) il premio speciale; a Mario Di Caro quello per il giornalismo; a Daniela Ilieva quello internazionale per la traduzione; a Luigi Lo Cascio l’Athena per lo spettacolo.\r\n\r\n \r\n\r\nLa consegna dei premi avrà luogo al Teatro Martoglio di Belpasso (Ct), domenica 23 novembre. Il richiamo a valori universali di cultura e civiltà, l’apertura ad un orizzonte europeo e internazionale fanno di questo premio l’espressione della vocazione siciliana a farsi centro propulsore di idee nell’area culturale del Mediterraneo. Tra i premiati delle scorse edizioni : Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Giuseppe Bonaviri, Andrea Camilleri, Antonio Troiano, Paolo Mauri, Marcello Sorgi, Francesco Merlo, Leo Gullotta, Maurizio Scaparro, Elisabetta Sgarbi.\r\nGIUSEPPE SGARBI\r\nLungo l’argine del tempo\r\nMemorie di un farmacista (Skira)\r\n\r\n\r\n\r\n«Nessuno si aspettava un “romanzo” di tale evidenza, di così cordiale ritmo, di così efficace costanza formale» \r\n\r\nSalvatore Silvano Nigro, Domenica il Sole 24 Ore\r\n\r\n\r\n«Un libro pervaso da un sentimento di sacralità: per i luoghi, per le persone, per il tempo. Un libro che celebra la vita» \r\n\r\nGiorgio Montefoschi, Corriere della Sera\r\n\r\n\r\n«Tutto rivive come se il tempo non fosse trascorso, con luminosa sensibilità»\r\nSergio Risaliti, Il Venerdì-La Repubblica\r\n\r\n«… una di quelle case che ti guardano negli occhi e ti promettono che, qualunque cosa accada, lì dentro sarai al sicuro» \r\n\r\nCarmen Llera Moravia, Vanity Fair\r\n\r\n\r\n«Rassicurante e commovente, racconta di un ritmo che non ci appartiene più ma che è rimasto sepolto dentro di noi»\r\n\r\nValeria Parrella, Grazia\r\n\r\n\r\nE’ alla quinta ristampa il libro di esordio di Giuseppe Sgarbi. Novantatrè anni e un secolo di piccole e grandi storie italiane, raccontate con voce piana e appassionata.  Giuseppe Sgarbi, farmacista, amante di poesia, grande cacciatore e padre di due protagonisti della nostra scena culturale come Vittorio ed Elisabetta, racconta le sue memorie, di una campagna antica e nobile al confine tra due terre ricche di storia come Veneto ed Emilia, in uno dei più famosi mulini dell’area del Po: il primo alimentato dall’elettricità e non dalla forza dell’acqua. Un testo evocativo e coinvolgente che dalla fine della Grande Guerra arriva ai giorni nostri, rileggendo, senza mai perdere vivacità e freschezza, alcune tra le pagine più intense del nostro Novecento. Compagno di strada e avventure, grande suggeritore ed evocatore di immagini, e testimone privilegiato, il Po: amico, confidente, fratello. Un grande fiume lungo i cui argini scorrono le storie senza tempo di una compagnia di indimenticabili personaggi.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nFonte: Ufficio stampa \ Alba Donati Davis & Franceschini\r\n\r\n\r\n

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