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Lieto evento a Porto Cesareo (Le)

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Ieri notte alle 00.30 nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo 20 tartarughine della specie Caretta caretta hanno visto la luce… delle stelle, assistite dai volontari di Legambiente sotto la guida del dottor Giacomo Marzano, incaricato dall’Area Marina Protetta di Porto Cesareo e responsabile per conto del Ministero del monitoraggio scientifico del nido.\r\n\r\nLe uova, deposte da un esemplare adulto la notte del 19 luglio scorso, sono state sorvegliate dai volontari di Legambiente tutto il periodo, 24 ore su 24, grazie anche alla collaborazione di altre associazioni locali, con le quali si è realizzato un piccolo campo base per la sorveglianza e informazione ai cittadini, supportato da volontari giunti in Puglia da tutta Italia per un campo di volontariato gestito da Legambiente.\r\n\r\nDurante questi mesi, i volontari hanno misurato le temperature a 0, 10, 20 , 30 e 40 cm di profondità nel nido, per tre volte al giorno tutti i giorni (alle 8, alle 12 e alle 20), per aggiornare il registro di campo mentre, alla nascita, tutte le giovani tartarughe sono state misurate e pesate prima di essere liberate per raggiungere autonomamente il mare.\r\n\r\nSi tratta del primo nido rilevato e monitorato sull’arco ionico pugliese, mentre un’altra nidificazione è già stata rilevata a Campomarino di Maruggio (TA), circa 20 chilometri più a ovest.\r\n\r\n“Il sito del lieto evento si trova a circa 500 metri a sud della Torre di Lapillo, sede del Centro di Educazione Ambientale di Legambiente, in pieno centro abitato ma significativamente sgombro da concessioni balneari e quindi privo di fari puntati sul mare e di musica notturna – ha precisato Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette di Legambiente -. Per questa notte si attende la seconda schiusa e probabilmente altre ne seguiranno fino a che tutte le circa 60 uova del nido non avranno dato il loro frutto, e se ad oggi ancora nulla sappiamo delle altre deposizioni che la madre dovrebbe aver effettuato nell’area, possiamo dire con certezza che da ora in poi terremo d’occhio tutta la costa dell’Area marina protetta, che con questo evento ha acquisito un nuovo ruolo e una grande responsabilità”.\r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Legambiente

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