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Due chiacchiere con… i Sursumcorda

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Incontriamo i Sumsurcorda, che stasera si esibiranno questa sera al Count Basie Jazz Club di Genova\r\n\r\nQuando inizia il vostro ‘viaggio musicale’?\r\nE’ iniziato moltissimi anni fa proprio durante un viaggio fisico in Irlanda, l’ultimo di una lunga serie passata a suonare ovunque, per le strade d’Europa. Un enorme bagaglio di idee che dovevano essere trasferita dalla strada al palco. Ricordo ancora il pomeriggio piovoso, le scarpe fradice e la luce negli occhi.\r\n\r\nCome siete cambiati dal vostro esordio musicale nel 2004 con L’albero dei Bradipi?\r\nParecchio, senza mai dimenticare il punto dal quale siamo partiti e la coerenza del nostro stile. Con “L’Albero dei Bradipi” la voglia di mostrare al pubblico i nostri piccoli tesori era superiore ad ogni altra velleità di forma esteriore. “L’Albero” è un disco pieno di energie, nato sulla pura spontaneità. Il percorso ci ha visto poi maturare con diverse colonne sonore, altri due dischi, fino ad arrivare al quarto con “La porta dietro la Cascata”, un disco in cui sono intervenute una produzione molto attenta e preziosa – quella di Fausto Dasé (Dasè Sound Lab) e Timur Semprini (Accademia del Suono) – e una maturità esecutiva e di idee di gruppo che hanno portato a un disco più concettuale e maturo.\r\n\r\nDove nascono i titoli delle vostre canzoni?\r\nNascono dall’osservazione della poeticità di ciò che ci circonda, dalle sfumature, dalle storie raccontate e ascoltate.\r\n\r\nCome riuscite a trasportare odori e colori nelle vostre canzoni?\r\nPartendo dal considerare la musica come linguaggio universale e cercando di compenetrarlo nel testo della canzone: ogni musicista, ogni strumento ha un timbro, un carattere e una propria capacità espressiva tale da stimolare l’umore e la sensazione uditiva dell’ascoltatore, che riesce per questo a “vivere” il brano. I colori sono la conseguenza delle immagini che ognuno in base al proprio vissuto riesce a visualizzare, familiarizzando con melodie e timbriche che vengono da strumenti di tutto il mondo.\r\n\r\nQuanto l’Irlanda influenza la vostra musica?\r\nL’Irlanda ci ha influenzato molto nei primi lavori, non tanto a livello musicale quanto a livello umano. In Irlanda abbiamo incontrato persone affascinanti, innamorate della musica. Gli Irlandesi, come li abbiamo conosciuti noi, sono un popolo curioso e ospitale che sa (o sapeva) vivere nella semplicità. Siamo andati li tanti anni fa, prima del boom economico, sarebbe interessante andarci adesso e vedere cosa è cambiato, forse potremmo rimanere delusi, ma sono sicuro che esistono ancora verdi isole felici.\r\n\r\nAvete già progetti futuri?\r\nSi. Due documentari del quale cureremo la colonna sonora, inoltre stiamo lavorando anche su canzoni per un nuovo album del quale non riusciamo a prevederne con precisione l’uscita, visto che al momento siamo in pieno tour (www.sursumcorda.it).\r\n\r\nIntervista di: Sara Missorini

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