La danza entra nei percorsi di cura all’ospedale. Si tratta di un progetto pilota promosso dall’Ospedale Isola Tiberina di Roma in collaborazione con il Centro Nazionale/Arteballetto; un progetto di dieci incontri di danza dedicato a pazienti oncologici e dializzati, ma anche ad operatori e professionisti sanitari. Un nuovo percorso di umanizzazione che mette al centro la persona, integrando la dimensione artistica ai processi terapeutici e aprendo nuovi scenari nella relazione tra medicina, corpo e benessere.
Il 29 aprile, nell’ambito della giornata internazionale della danza è stato presentato il laboratorio conclusivo del progetto pilota in cui la danza entra quindi ufficialmente come esperimento nei percorsi di cura!!
In realtà la danza si inserisce in un programma più ampio dedicato alla “bellezza che cura” e nasce all’interno di un accordo triennale tra le due istituzioni, finalizzato alla ricerca e allo sviluppo della danza, appunto, come strumento riabilitativo e parte integrante dei percorsi clinici.
Alla coreografa Laura Guidetti è stata affidata la guida dei laboratori e il compito di illustrare e accompagnare i partecipanti, durante la presentazione del progetto, in un’esperienza condivisa di movimento, ascolto e relazione, dove il gesto diventa possibilità espressiva e spazio di connessione.
Attraverso il linguaggio della danza, i laboratori offrono uno spazio protetto e al tempo stesso aperto, in cui il corpo, spesso segnato dalla malattia e dalle terapie, può ritrovare laddove possibile una dimensione di libertà, dignità e presenza. Il movimento diventa così uno strumento per migliorare la qualità della vita, favorire il benessere psicofisico e rafforzare la relazione tra pazienti e personale sanitario.
Il progetto coinvolge figure chiave dell’ambito medico e organizzativo dell’ospedale, tra cui il professor Vincenzo Valentini, Direttore del Centro di Eccellenza di Oncologia Radioterapica, Medica e Diagnostica per Immagini, il professor Emilio Bria, Direttore della Unità Operativa di Oncologia Medica e il professor Francesco Pesce, Direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia. Tutti loro, insieme alla dottoressa Laura Monti, responsabile della Unità Operativa di Psicologia Clinica contribuiscono a costruire un approccio multidisciplinare che integra competenze sanitarie, psicologiche e culturali.
«Questo progetto rappresenta in modo concreto la direzione che vogliamo dare al nostro Ospedale: una sanità capace di prendersi cura della persona nella sua interezza. Integrare la danza nei percorsi terapeutici – afferma Giovanni Arcuri, Direttore Generale dell’Ospedale Isola Tiberina – significa riconoscere che la cura non è solo intervento clinico, ma anche relazione, ascolto e qualità della vita. L’incontro tra medicina e arte apre prospettive nuove, rendendo i luoghi di cura spazi sempre più umani, in cui il paziente non è definito dalla malattia ma accompagnato in un percorso di dignità e benessere. In questo senso, la collaborazione con il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto rappresenta un esempio virtuoso di innovazione, pienamente in linea con il nostro Piano di rilancio e con la visione di un Ospedale che continua a innovare, rimanendo fedele alla propria storia».
“Un ospedale in fondo non è molto diverso da una sala prove – ha dichiarato la coreografa Laura Guidetti -: si lavora a lungo e duramente per costruire il migliore dei corpi possibili, si sfida il corpo a essere nostro alleato, a sentirsi profondamente e a conoscersi, a guardare verso il buio come verso la luce, con il coraggio della ribalta. Come in teatro, c’è chi è chiamato a indossare una maschera e un ruolo e chi a mettersi completamente nudo: in entrambi i casi si danza attraverso spazio, tempo, relazione e comunicazione. In questo laboratorio ho incontrato danzatori straordinari in grado di muovere la paura così come la speranza. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo danzato il tempo di tutti e ne abbiamo inventato un altro possibile”.
Questa è un’esperienza che non si limita a portare la cultura nei luoghi di cura, ma che riconosce nella cultura stessa e nella danza in particolare una risorsa attiva, capace di generare benessere, relazione e nuove forme di consapevolezza.











