Tazenda: parte il Campo Unificato Tour. Prima tappa il 6 aprile alle 17:00 a Segariu.
La musica come la fisica e la fisica come la musica. Si intitola Campo Unificato il nuovo spettacolo main dei Tazenda che dà il titolo anche al tour per le grandi piazze. Prima tappa il 6 aprile, il giorno di Pasquetta, alle 18.00 a Segariu. Un titolo che prende ispirazione dalla fisica teorica e diventa una metafora della musica e della performance stessa: un luogo di connessione totale dove artisti, pubblico, effetti grafici e vibrazioni sonore si fondono in un’unica coscienza.
Sul palco, i Tazenda nella loro nuova formazione: Gigi Camedda (voce e pianoforte), Gino Marielli (chitarra e voce) e Serena Carta Mantilla (voce e tastiere), nuova voce ufficiale del gruppo: interprete sensibile, intensa, capace di coniugare delicatezza e potenza, che sa proiettare il progetto verso nuove traiettorie. La sua presenza segna una nuova fase del percorso artistico del gruppo, in continuità con la loro storia e aperta al futuro. Con i suoi colori vocali sta permettendo ai Tazenda di tornare a certe sonorità quasi sopranili che erano di Parodi.
Ad accompagnarli l’inseparabile e ormai storico Massimo Cossu (chitarre), Massimo Canu (basso) e due new entry: Federico Canu alla batteria e Andrea C. Pinna al violino e tastiere.
In questo Campo Unificato Tour il palco diventa un’agorà moderna dove tra le canzoni aleggia la spiritualità e la meccanica quantistica. Riflessioni in cui la fisica quantistica, ben lontano da essere materia accademica, diventa chiave poetica per interpretare la spiritualità e le connessioni umane — un campo non manifesto dove risiedono possibilità infinite, l’origine di tutta la creatività e dell’intelligenza. Parallelamente, i visual del tour, realizzati come già per gli anni precedenti da Gaetano Garau, attingeranno agli studi di Einstein, Heisenberg e Schrödinger, rendendo l’immagine – come tradizione per gli spettacoli dei Tazenda – parte integrante della partitura musicale: scenografie immersive, ledwall ad alta definizione, dove contenuti video originali traducono visivamente i concetti di energia e particella. Nuovi meccanismi scenografici meccanici creeranno movimenti di scena sul palco, consentendo al tempo stesso spettacoli a ridotto impatto ambientale. Alle spalle il lavoro di un consolidato gruppo di manager, musicisti, disegnatori di luci, laser e giovani creativi videomaker.
Il repertorio
Questt’anno, i Tazenda getteranno il proprio sguardo sui grandi temi a loro ben cari, camminando in mezzo alla paura delle faide fratricide tra le stupidità della vanagloria (Mamoiada); tra i diseredati che cercano cibo negli immondezzai (Disamparados); nello sguardo della luna che indica una fioca luce nella tenebra di certa umanità (Spunta la luna dal Monte); nelle denunce dei poeti di tutti i paesi del mondo (Bonas noas).
“Ci ricorderemo — raccontano — che ci piacevano gli U2, che ci nutrivamo di musicassette della tradizione sarda, che Sanremo può fare il miracolo anche a degli outsider come noi e che le chitarre elettriche distorte stanno molto bene con le launeddas e con l’atavico canto a Tenores. Ribadiremo quanto è efficace un sintetizzatore che imita il galoppo del cavallo e che un po’ di reggae fa sempre bene all’anima.”
Oltre ai brani citati, il repertorio musicale ripercorrerà ovviamente la maggior parte dei grandi successi della band: Carrasecare, Madre Terra, Preghiera semplice, Astrolicamus, No la giamedas Maria, Cuore e vento, Domo mia, Pitzinnos in sa gherra e Nanneddu meu. Verranno inseriti due medley: il primo raccoglierà alcuni tra i loro brani più intimi; il secondo segnerà un finale a cardiopalma con i loro successi più rock. Non potrà mancare il saluto al loro amico Andrea Parodi con l’immarcescibile No poto reposare. La scaletta prevede anche quest’anno – l’anno scorso fu la volta di Shaking the tree di Peter Gabriel – una cover a sorpresa dal repertorio di un grande cantautore di area anglosassone. Ma soprattutto, sempre a sorpresa, in scaletta ci sarà un inedito offerto per la prima volta al pubblico dei fan.











