I giapponesi da sempre praticano l’autocontrollo dei sentimenti e ciò permette loro di essere molto in sintonia con le arti marziali. Un episodio su tutti è quello relativo ad un incidente aereo accaduto anni or sono in cui dalla scatola nera uscivano frasi pacate, voci tranquille, non rotte dall’emozione e dal terrore di una morte imminente ed ineluttabile.
Dai rottami contorti spuntarono fogli contenenti testamenti spirituali scritti con grafia tremante. Questa fu la tragica documentazione degli ultimi istanti di vita delle cinquecentoquaranta vittime del Boeing 747 della JAL schiantatosi contro il Monte Ogure in un caldo e umido pomeriggio d’agosto.
I telespettatori di tutto il mondo, nell’osservare le immagini alla televisione, rimasero stupiti di fronte a tale comportamento, ma soprattutto da così tanto stoicismo, chiedendosi nel contempo come ciò si sia potuto verificare in una simile circostanza.
Forse la risposta si può avere analizzando, sia pur brevemente, il concetto che il popolo nipponico ha del pudore. Per i Giapponesi mostrarsi nudi o fare il bagno insieme ad altri, mangiare, bere e digerire anche rumorosamente, addormentarsi in pubblico assumendo pose scomposte o russare: non sono azioni biasimevoli in quanto del tutto naturali. Secondo l’etica giapponese, infatti, non bisogna vergognarsi del proprio corpo, simile nelle funzioni fisiologiche a quello di chi osserva.
Gioire per un successo, dichiarare il proprio amore, commuoversi nell’ascoltare una poesia, piangere, piangere la morte di qualcuno: ecco ciò che non bisogna fare davanti agli altri perché il pudore vieta di mettere a nudo i sentimenti che sono la vera ed unica parte intima della persona. Quindi per non manifestare, ma non solo a parole, anche con uno sguardo o un atteggiamento, con un sorriso o addirittura con la contrazione del viso un qualsiasi sentimento bisogna senz’altro possedere autocontrollo.
Questo autocontrollo si raggiunga innanzitutto attraverso il rapporto con la propria madre. Con lei il bambino mangia, dorme e fa il bagno. Con lei passeggia legato sulla schiena, ma da lei non riceverà mai un bacio, una carezza, una coccola: il gesto tenero è decisamente disdicevole “anche per una donna”!
Sintomatico è il fatto che nella lingua giapponese la parola bacio vien detta “kissu”, cioè una manifestazione estranea ai Figli del Sol Levante! In un secondo tempo il ragazzo o la ragazza imparano a reprimere le proprie pulsioni attraverso complicati esercizi respiratori: infatti secondo alcune filosofie orientali il respiro giustamente incanalato aiuta a dominare gli istinti.
Ma non è stato solo il ritegno di mostrarsi pavidi di fronte alla morte: anche la tradizione ha spinto l’equipaggio e i passeggeri del jumbo a un comportamento oltremodo coraggioso! E la tradizione così importante per ogni giapponese si identifica con lo Shintoismo.
Lo Shintoismo è tra le pochissime religioni animiste a carattere nazionale ancora vive nel mondo moderno. Ad esso i nipponici sono grandemente legati anche se con il dualismo che li caratterizza possono appartenere ad un’altra confessione. Attualmente lo Stato non lo considera più un culto, ma conferisce ad esso, mediante la celebrazione solenne delle feste, un valore patriottico e nazionale altissimo. Dallo shintoismo hanno avuto origine gli aspetti più tipici della civiltà giapponese. Le isole, i fiumi, gli alberi e le montagne essendo delle divinità sono oggetto di venerazione, di amore; del famoso amore per la natura.
Chi taglia la pelle, viva o morta che sia, commette un grave peccato e perde la purezza che per lo Shintoismo ha un’importanza fondamentale. Per questo motivo i macellai ed i calzolai sono considerati dei cittadini di serie B e sino a poco tempo fa vivevano in villaggi separati: non potevano contrarre matrimonio se non fra loro e non potevano accedere all’Università.
Infine, ed è ciò che ulteriormente spiega la finezza nell’affrontare il trapasso, è la credenza che morendo da eroi si diventi Kami, cioè divinità (nel senso pagano beninteso). Insomma lo spirito del samurai (il guerriero di nobile stirpe che andava incontro alla fine senza batter ciglio) non è morto!
Articolo di Marinella Chiorino











