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Intervista a Marco Testoni

Quando una canzone racconta un film: scopriamo con Marco Testoni dove si studia e come si diventa music supervisor

Chi è il Music supervisor? Da qualche tempo sentiamo parlare sempre più spesso di una figura professionale, ormai divenuta una presenza fissa nel cast tecnico di film e serie tv, del quale però si conosce ben poco se non che si occupa della scelta delle canzoni da affiancare alle musiche originali.

Grafica Divina

Ne abbiamo parlato con Marco Testoni, compositore e music supervisor di lungo corso con una filmografia che include tantissimi titoli cinematografici e televisivi (da Perfetti sconosciuti all’ultima stagione di prossima uscita de I Cesaroni passando per Il primo re, Fai bei sogni, Benvenuti al Sud, Lo chiamavano Jeeg Robot e tante altre produzioni). Ha anche pubblicato tre libri sulla musica applicata alle immagini (Musica e visual media, Musica e multimedia ed il recente Come si ascolta un film?) e da anni alterna la sua attività artistica e professionale con quella di insegnante di supervisione musicale per cinema e tv, sia con corsi specializzati presso accademie e scuole di cinema che con master e seminari presso Conservatori e Università. Dunque a chi meglio di lui chiedere lumi e informazioni circa questo lavoro.

In ambito cinematografico e televisivo in cosa consiste esattamente il lavoro del music supervisor?

Siamo conosciuti come coloro che selezionano le canzoni di un film ma in realtà facciamo molto di più. È innegabile che la figura del Music supervisor è legata indissolubilmente alle canzoni e infatti il suo debutto storico si fa risalire alla fine degli anni ‘60 con Easy Rider, un film che non aveva un compositore delle musiche originali ma solo canzoni rock già pubblicate e conosciute dal pubblico giovanile di allora. Dennis Hopper il regista, così facendo, pensò di risparmiare sul costo del compositore ma in realtà spese molto di più per acquisire le licenze di tutte le canzoni presenti nel film. A dipanare questa matassa fu chiamato un giovane discografico, Joel Sill, che divenne quindi il primo music supervisor accreditato della storia del cinema. Questo per spiegare che la supervisione musicale si occupa sia di scelte artistiche che di trattative commerciali, il cosiddetto licensing. Oggi poi, in particolare nelle serie televisive, è divenuto la figura di riferimento della produzione di una colonna sonora soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione, l’assistenza in post produzione e la consulenza musicale.

Quali sono le caratteristiche principali di un music supervisor e che tipo di formazione musicale deve avere? È indispensabile essere musicisti?

Il music supervisor deve avere cultura e sensibilità musicale ma non necessariamente essere un musicista. Personalmente nasco come percussionista e compositore ma conosco ottimi colleghi che arrivano dal mondo dell’industria discografica o dall’editoria musicale, altri ancora che vengono dalla radio o, magari, come Mary Ramos (una delle più grandi professioniste del settore, stretta collaboratrice di Quentin Tarantino) che viene addirittura da studi di recitazione e regia cinematografica. In definitiva, ciò che è veramente importante è avere una conoscenza molto vasta del repertorio musicale nel senso più ampio del termine (dalla classica alla trap), una profonda capacità di comprendere e comunicare idee e mood musicali, un talento nel sapersi relazionare con figure molto diverse (dal regista al montatore, dal discografico all’editore fino ovviamente ai musicisti) e, infine, essere open mind e avere sempre una sana dose di creatività e curiosità verso tutta la musica ma in particolare alle colonne sonore.

Sei stato il primo ad iniziare a insegnare supervisione musicale per cinema e tv in Italia, com’è iniziato questo tuo percorso da didatta?

Nel 2014 ho iniziato a insegnare la teoria e la pratica di questa specifica materia con un corso professionale patrocinato dalla Regione Lazio. Da allora, grazie anche alla pubblicazione dei miei libri, ho ampliato e perfezionato questo insegnamento. Come avrai capito la supervisione musicale comporta un coinvolgimento in ogni fase della realizzazione di una colonna sonora – dalla pre produzione alla post produzione – e di conseguenza implica conoscenze generali, artistiche e tecniche, sia nel campo della musica applicata che in settori particolari come il licensing, l’editing audiovideo o la produzione musicale in studio di registrazione. Quindi, dopo aver collaborato con Accademie, Conservatori e Università, sia in Italia che all’estero, nel 2020 ho fondato Cineartemusica una scuola online dedicata allo studio delle arti cinemusicali in senso contemporaneo e con materie che attengono a quelle nuove professioni dell’audiovisivo spesso trascurate in ambito accademico. Uno dei corsi webinar più frequentati è proprio quello di Music supervisor che è strutturato didatticamente su due livelli. Negli anni molti giovani music supervisor oggi operativi professionalmente si sono formati proprio da noi e questo per me è motivo di grande soddisfazione: penso ad esempio a Claudia Fabbi, Marco Pesci ed Eugenia De Pascale della FM Records di Alessandro Pinnelli.

Attualmente che tipo di opportunità professionali offre il mercato del lavoro riguardo la figura del music supervisor?

C’era un tempo in cui le produzioni internazionali che venivano in Italia chiedevano ai nostri produttori esecutivi di assegnare i vari ruoli del cast tecnico tra i quali anche il music supervisor ma, purtroppo, molti di loro non sapevano neanche chi era e quale mansione svolgesse questa figura. Oggi fortunatamente c’è un’attenzione decisamente più marcata e le offerte di lavoro sono sempre più diffuse soprattutto perché esistono tanti campi d’applicazione della supervisione musicale: non solo le produzioni cine-televisive ma, ad esempio, anche i Game studio per le musiche dei videogiochi, le agenzie di production music, le label specializzate in sync music e, addirittura, gli stessi compositori che sempre più spesso vengono coinvolti nella produzione esecutiva delle proprie colonne sonore. Il mio consiglio però è sempre lo stesso: il music supervisor è un bellissimo mestiere ma prima di affrontare questo mercato lavorativo conosci e “ascolta” quanti più film e musica possibile e cura la tua formazione.

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