Home Da ascoltare Stona si racconta :)

Stona si racconta :)

Disponibile “Ci faremo bastare i ricordi”, il nuovo album di STONA, che esplora il presente tra crisi sociale, libertà individuale e fragilità umana, raccontando storie di redenzione e rinascita, dalla realtà carceraria alla vicenda di Gaspare Mutolo. Il progetto si distingue per un sound ricercato e intenso, che spazia da ballad intime a riff incisivi, fino a sperimentazioni strumentali di grande originalità. Ecco cosa ci ha raccontato in merito.

1. Nel brano “La resistenza” parli di resistere non solo come lotta, ma come atto di custodia verso ciò che conta davvero. In un mondo che cambia così rapidamente, quali sono le cose che per te vale davvero la pena custodire oggi?

Grafica Divina

Credo che la nostra umanita’ sia la cosa principale da custodire e mantenere viva, in un mondo cosi’ disconnesso e lontano dai valori

2. Hai scelto di raccontare storie forti come quella di Gaspare Mutolo in “Asparinu” o il dramma della realtà carceraria in “Puntine”. Come hai vissuto il processo creativo di trasformare queste realtà dure in musica?

Spesso il “lavoro” di un cantautore è proprio quello di scavare e raccontare le cose che non sono belle, che non piacciono; la storia di Gaspare Mutolo mi ha colpito da subito dopo aver letto parti della sua autobiografia e dopo ave trovato il vestito musicale giusto ho deciso di registrare il pezzo; è un processo lento e coscienzioso in cui devi trovare i meccanismi giusti per approcciarti alla storia che vuoi racocntare

3. “La pioggia che passa dal tetto” affronta la depressione con una sincerità rara. Quanto c’è di autobiografico in questo brano e cosa ti ha spinto a parlarne apertamente in un disco?

Conoscenze, amicizie, familiari; la depressione, il grande male oscuro dei nostri tempi, mi ha sempre sfiorato se non toccato da vicino; quindi con la massima delicatezza ho cercato di avvicinarmi all’argomento immaginando la nostra testa come un tetto con delle crepe da cui filtrano pioggia e cattivi pensieri

4. Il tuo album sembra oscillare tra disincanto e speranza, tra lotta interiore e desiderio di rinascita. Alla fine del viaggio musicale, qual è il messaggio che speri arrivi con più forza a chi ascolta?

Il titolo porta a pensare sicuramente a una forma di resa ma è tutto provocatorio: non possiamo pensare di arrenderci a questa realtà così distruttiva come quella attuale ma anzi deve servire da monito, da manifesto per tirarci su le maniche e riscoprire umanità e valori andati persi

5. “Underdog” è una traccia strumentale che accompagna anche un documentario sul backstage dell’album. Cosa hai voluto mostrare di te e del tuo processo creativo in questo documentario?

Il documentario uscira’ questo inverno ed è un reale resoconto del lavoro che c’è stato dietro al disco, di cosa è cambiato e di quali sono le idee per il futuro; “underdog” vuol dire “sfavorito” che è un po’ il mood in cui mi sono sempre sentito per cui spero che il documentario possa rappresentare al meglio lo spirito racchiuso dentro al disco.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.