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Puttana femminista da oggi in libreria per Tlon

Puttana. Una parola che pesa, offende, marchia, ferisce.
Un epiteto usato trasversalmente da uomini e donne.
Georgina Orellano, attivista, femminista e sex worker argentina, sceglie di rivendicarla quella parola, trasformandola in uno strumento di lotta e consapevolezza.
Puttana femminista non è un titolo provocatorio: è una dichiarazione politica, un atto di resistenza contro lo stigma che grava sui corpi delle donne che scelgono liberamente il lavoro sessuale.

In un’epoca in cui il femminismo fatica ancora a includere concretamente tutte le voci, questo è un libro che rappresenta una frattura e una possibilità. Orellano racconta la sua esperienza personale con lucidità e determinazione, ma la sua è una storia individuale che si intreccia fin dal principio a quella collettiva di migliaia di donne che, come lei, chiedono diritti, sicurezza, riconoscimento per il proprio lavoro e per le proprie scelte.

Grafica Divina

Un racconto che si muove tra il vissuto e l’analisi sociale: la realtà della prostituzione in Argentina, la storia del sindacato delle sex worker, Asociación de Mujeres Meretrices de Argentina (AMMAR), la violenza istituzionale, la corruzione della polizia, l’ipocrisia di chi condanna moralmente le lavoratrici del sesso (spesso usufruendo anche dei loro servizi) ma resta in silenzio davanti allo sfruttamento di altri corpi, nei cantieri, nei campi, in seno alle famiglie.

Orellano non chiede di essere salvata. Chiede ascolto, spazio, rispetto.
Rivendica la possibilità di autodeterminazione pur all’interno di un sistema che opprime e seleziona chi può permettersi davvero di scegliere in base a classe e possibilità economiche. Lo fa senza negare le contraddizioni, senza semplificare una realtà che resta senza dubbio complessa.

Un testo che mette in discussione i pregiudizi più radicati, anche in chi si crede aperta e progressista: Puttana femminista costringe a guardare in faccia il proprio sguardo, a interrogarsi su dove nascano convinzioni e pregiudizi e quanto siano intrecciate con una cultura che ha sempre giudicato il corpo femminile, un corpo da controllare, punire, redimere.

Pagine dure, crude a tratti, ma nelle quali c’è spazio per la tenerezza, la forza collettiva, la condivisione e il prendersi cura di chi sceglie la strada come luogo di lavoro.
Il sostegno tra sex worker, la solidarietà concreta che si costruisce nel quotidiano, l’orgoglio di appartenere a una categoria che resiste, si organizza e non accetta più di essere rappresentata da chi non la conosce e non ha alcuna intenzione di farlo.

Con una scrittura diretta e potente Georgina Orellano ci regala una possibilità di lettura che è insieme autobiografia, manifesto politico e strumento di presa di coscienza, anche e soprattutto per quella parte del femminismo che si volta dall’altra parte quando si tratta di includere le donne che per libera scelta “si scopano il patriarcato, ma almeno si fanno pagare”.

Un libro che non offre risposte facili ma apre domande urgenti: per chi ha a cuore un femminismo che sia davvero inclusivo questo testo è un passaggio obbligato.

Puttana femminista

– Storie di una sex worker –

Georgina Orellano

Traduzione di Nunzia De Palma

Edizioni Tlon 2025

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