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8 marzo – giornata internazionale della donna –

8 marzo – giornata internazionale della donna. Si avvicina questa importante data che, come ogni anno, nel celebrare la ricorrenza vuole tenere alta l’attenzione sull’importanza del rispetto, della parità di diritti, dell’inclusione nell’ambito sociale senza pregiudizi della donna.

Anche il mondo dello spettacolo si mobilita e si coalizza per dare voce e dignità a chi purtroppo ancora non ha voce, a chi subisce violenze; grandi o piccole che siano da parte dell’altro sesso o di iun sistema che ancora non si è evoluto. Lo fa con i propi strumenti; attraverso alcune rappresentazioni significative, con l’obiettivo preciso di sensibilizzare anche con lo spettacolo; purchè serva!. Eccone alcuni significativi:

Grafica Divina

in occasione della Giornata Internazionale della Donna Mariangela D’Abbraccio ne “Lo zoo di vetro” (5-9 marzo 2025) sul palco del Teatro Carcano di MIlano sarà Amanda madre forte e oppressiva che abbandonata dal marito, sola, affronta le difficoltà ed i timori che derivano dal desiderio di assicurare un futuro sereno ai suoi figli adottando un comportamento che oscilla fra il tenero e l’eccessivo specie nei confronti di Laura, la figlia resa claudicante da una malattia e che intrappolata nella sua malattia si limita alla lettura dei libri, all’ascolto di vecchi dischi e soprattutto ad accudire una collezione di animaletti di vetro. 

“Lo zoo di vetro” è  un’ opera in cui prevale una nostalgia devastante con protagoniste anime fragili in cui potrebbero rispecchiarsi molte donne anche ai giorni nostri, nella nostra società.

Francesca Chillemi sarà sul palco del teatro Manzoni di Milano l’8 e il 9 marzo prossimi ne “Il Gioccattolaio”, con Francesco Iaia. Un testo forte, un Thriller che riflette sulle fragilità dell’animo umano; specie quello femminile e sulla violenza di genere.

“Il Giocattolaio” è un thriller psicologico claustrofobico nel quale il protagonista prende di mira le donne, pur decidendo di non ucciderle. Egli le seduce e le lobotomizza con molta destrezza, abbandonandole a un destino atroce: le rende bambole viventi, immobilizzate su una sedia a rotelle e disponibili ad ogni suo desiderio. Lo spettacolo spinge lo spettatore a riflettere sul grande potere del carisma e sul desiderio dell’individuo femminile ormai suggestionato di credere a qualunque verità faccia comodo, a perdonare facilmente per poter ritornare nella sicura e confortevole quotidianità. La vittima è così pronta ad accettare ogni compromesso fino a provare desiderio sessuale nei confronti del carnefice. In considerazione dei recenti e tragici casi di cronaca di violenza contro le donne, è purtroppo uno spettacolo di grande attualità che invita a una riflessione ampia sulle forme di violenza;  come nel caso di fattispecie sulle donne. 

Lo spettacolo si avvale della recitazione fresca e spontanea di Francesca Chillemi amatissima attrice televisiva, cinematografica e teatrale che da vita ad un personaggio complesso e sfaccettato e di Francesco Iaia che offre una performance potente, incarnando il ruolo del manipolatore con maestria e profondità.

Michela Embrìaco sarà al Pacta Salone di Milano  per interpretare “Dalser.La Mussolina” uno spettacolo scritto da Angela Demattè che dal 7 al 12 marzo, in prima milanese,  aprirà la rassegna DonneTeatroDiritti.

Lo spettacolo racconta la storia di Ida Dalser, la prima moglie di Benito Mussolini, che durante il regime fascista fu fatta internare nel manicomio di Pergine Valsugana, dove morì nel 1937.

Ida fu fatta internare da Mussolini e dal regime. “Come mai una donna affermata come lei, – si chiede la drammaturga Angela Dematté – che da Sopramonte arriva ad aprire un importante centro estetico a Milano, vende tutto per amore di Mussolini? Cosa vede in quest’uomo per sacrificare tutto a lui e perché molte donne hanno il desiderio di trovare un uomo in cui annientarsi? Da dove arriva questo desiderio?” Gli stereotipi di genere imposti come stile di vita nel  ventennio, divenuti anche legge, hanno pesantemente condizionato lo stile di vita del novecento ma ancora oggi la radice di quel maschilismo continua a condizionare la nostra vita.

Ecco, tre spettacoli da non perdere. Le loro storie, ci dicono quanto ancora sia in salita la strada da percorrere per ottenere una concreta, reale, parità di genere ed in particolare quanto sia difficile da percorrere per le donne anche nella società moderna; quella della tecnologia, viceversa non se ne parlerebbe ancora!! Quindi l’augurio è che questi lavori teatrali siano oggetto di riflessione per la nostra società affinchè la “Giornata Internazionale della donna” diventi realmente la  “Festa”.

Articolo di: Ugo Negrini

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Collaboratrice di numerosissime testate, tra cui Topolino e Corriere dei Piccoli, è stata direttrice responsabile di piccole testate e autrice di tre biografie (Julio Iglesias, Adriano Celentano e Nazionale Italiana Cantanti); traduttrice dal giapponese delle poesie di Murasaki Shikibu (973/1014) e Izumi Shikibu (976/1033). Ama la moda, l’enogastronomia, lo spettacolo, il design, i viaggi, la medicina e la cultura ebraica.

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