Paola Minaccioni è Elena, la matta. Grande ritorno a teatro quello di Paola Minaccioni dopo tanto cinema!
Paola Minaccioni torna con una grande prova d’attrice, vestendo i panni di un’antieroina del Novecento: Elena Di Porto, la “matta” del ghetto ebraico di Roma.
Lo spettacolo andrà in scena presso il Teatro Carcano di Milano dal 27 Febbraio al 2 Marzo prossimi, con il patrocinio della Fondazione Museo della Shoah.
È una storia vera tutta al femminile coinvolgente e di grande impatto emotivo. Una storia di libertà, di femminismo ante litteram, di ribellione alle ingiustizie, un’eco di quanto accade ancora oggi nei regimi.
Lo spettacolo è un emozionante viaggio nell’Italia del Fascismo, delle leggi razziali, della paura, ma anche della speranza e della solidarietà. La storia vera di Elena Di Porto trae spunto dal libro Elena, La Matta di Piazza Giudia di Gaetano Petraglia, ma anche dalle memorie di Settimia Spizzichino, unica sopravvissuta al rastrellamento del Ghetto, dai racconti dello storico David Kertzer e dalle testimonianze di Giacomo De Benedetti.
Poverissima, stracciarola, dichiarata pazza dal regime, ma non lo era affatto. Nata nel 1912 da un’umile famiglia ebraica, Elena era una donna dal carattere singolare forte e ribelle, profondamente anticonformista. Separata dal marito, indipendente, antifascista convinta e temeraria, poco disposta ad accettare passivamente ogni forma di sopruso, soprattutto nei confronti degli altri. Una donna complessa che ha continue crisi di rabbia quando vede un’ingiustizia e che per questo viene rinchiusa a Santa Maria della Pietà.
Elena in realtà combatte le angherie del regime e per questo si ritrova anche al confino in Basilicata. Poi il ritorno a Roma e il tentativo vano di resistenza durante l’occupazione nazista della Capitale fino al rastrellamento dell’ottobre del 1943.
Questo è il racconto della protagonista fatto in “romanesco”; il racconto di quei suoi scatti d’ira nei momenti in cui le angherie divengono insopportabili; di quegli scatti che poi finivano per procurarle guai seri.
“Ho voluto raccontare questa storia per dar vita di nuovo a Elena perché la sento dentro di me come fosse una sorella –spiega Paola Minaccioni– Elena è una donna alla quale ispirarsi ogni giorno, una storia di libertà che spero commuova il pubblico come ha commosso me”.
Elena è una donna decisa, forte, fuori dagli schemi e provata dalle angherie del regime. Una matta non matta la cui storia rispecchia quanto sta accadendo attualmente nei paesi dominati dai regimi dove le donne che si ribellano vengono dichiarate ancora oggi pazze.
È una storia che merita di non essere dimenticata!!
Articolo di Ugo Negrini











