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Hugomorales ospite del nostro Format

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Hugomorales è Emiliano Angelelli (ex Elio Petri). “Oceano” è il suo secondo disco, in uscita il 15 giugno 2020 per Tazzina Dischi, a quasi cinque anni di distanza dal primo omonimo “Hugomorales”.

“Oceano” è un disco di nove brani ideato, registrato e mixato in solitaria da Emiliano Angelelli nel suo studio casalingo durante la quarantena.

Quando hai iniziato a fare musica?

Nel 1999, con un progetto musicale che si chiamava “La Porta d’avorio” e che non è mai uscito dal piccolo studio di registrazione nel quale abbiamo registrato una ventina di pezzi. Eravamo in due: io (Emiliano Angelelli) e Marco Biagetti. Casualmente (o forse no) in questo mio ultimo disco Marco ha registrato i bassi e le batterie.

Con quali artisti sei cresciuto?

I Beatles, Battisti, le sigle dei Cartoni Animati, Claudio Cecchetto, CCCP, Sonic Youth, Flaming Lips.

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Molta gente va dallo psicanalista per risolvere, o tentare di farlo, i propri problemi. Io scrivo musica. Da sempre. E la cosa mi fa stare bene. Non credo ci sia un altro motivo.

Le mie fonti d’ispirazione musicale sono principalmente i Flaming Lips, Franco Battiato e i suoni della Natura. Questo disco che ho appena scritto (“Oceano” NDR), vive anche di diverse suggestioni letterarie. La principale è quella che proviene dalla fantascienza di Stanislaw Lem.

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

Parla di pesci. Pesci che conquistano la Terra. Che vincono sugli umani. Che poi contraggono un virus mortale e decidono di partire alla conquista dello spazio. E ci riescono. Trovano un nuovo pianeta abitabile nella Nebulosa di Orione. Qui ballano e si riproducono. Dando vita a una nuova genia di pesci.

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

“Oceano” è un disco pop. Pop inteso alla maniera degli anglosassoni. Dentro c’è molta elettronica, molto “weirdness” e molta fantasia.

Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Non credo sia necessario discutere di qualcosa che è ormai evidentemente l’unico mezzo possibile per veicolare tutto, non solo la musica.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete? 

La magia. Quella cosa incredibile che ti fa bollire la pancia e aprire il cervello.

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