Home Arte Ho fame di Paolo Canevali al Museo Novecento OFF

Ho fame di Paolo Canevali al Museo Novecento OFF

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Paolo Canevari – sottolinea Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento – ci ha abituati a passare dall’arte alla realtà senza fatica, senza impantanarsi in una traduzione banale e senza spessore del linguaggio socio-politico e di quello della cronaca. Le sue sono opere che sanno d’acchito di arte. Se le potessimo mangiare avrebbero l’inconfondibile sapore dell’arte.

Come tutti i realisti, Canevari non molla mai la presa sul mondo e sulla realtà, prende di petto le grandi questioni geopolitiche, sociali, religiose ed ecologiche del nostro tempo, si scontra con le grammatiche del potere, con la retorica maschilista, con la violenza, con il razzismo, con la povertà e con l’ingiustizia. 

Ho fame è un’immagine deflagrante tanto più in un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui la crisi attuale livella tutte le classi sociali, nel segno di un dramma finanziario che travolge tutti. Le opere di Canevari, però, hanno più piani di lettura, nello scontro violento tra l’ostentazione del lusso e quella della povertà assoluta, possiamo leggervi anche una dose di amaro sarcasmo. 

Il dramma della sopravvivenza – sembra volerci dire Canevari – riguarda anche ‘i paesi ricchi’, l’intero sistema capitalistico, la vita privilegiata dei pochi super ricchi. Amaramente, Canevari sposta lo sguardo sul contrasto tra la insostenibile disparità di stili di vita e condizione umana tra chi molto possiede e chi vive di stenti, tra l’elevato benessere dei pochi e la misera vita degli ultimi. 

C’è inoltre un ulteriore significato di ordine geopolitico: una possibile lettura legata alla relazione tra industria automobilistica, risorse petrolifere, crisi ambientale e conflitti armati.  L’artista comunque aggiunge sempre qualcosa di poetico alla semplice denuncia. Pervase da un senso di bellezza e gradevolezza le sue opere ci aiutano a comprendere e interagire concettualmente o emotivamente con la sostanza della realtà.”

“Mi considero fortunato a vivere in questo periodo storico e ad essere consapevole dell’importanza dell’arte come opportunità politica di porre interrogativi.” Dichiara Paolo Canevari. “La vita e la morte fanno parte della nostra condizione di esseri umani e sarebbe miope non considerare questo un dato di fatto. Diverso è essere coscienti di questo.

Ogni artista viene messo alla prova dal proprio senso di responsabilità nei confronti della società e di se stesso. Per me lo stimolo è rappresentato dal duplice senso che un’opera d’arte è in grado di offrire, quello apparente e quello più profondo. Non perdere di vista questa responsabilità nell’ambito di una visione più generale… questo è il mio obiettivo. Come artista, voglio confrontarmi con il declino e la decadenza della società occidentale, perché ne sono parte e non posso fingere di essere innocente.”

Ho Fame sarà visibile fino al 13 luglio 2020.

Paolo Canevari (Roma, 1963) è un artista italiano che vive e lavora tra Roma e New York.

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