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Ospite del nostro format musicale Pietro Gandetto

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Quando hai iniziato a fare musica?

La passione per la musica è nata con me. In casa si è sempre respirata aria di musica. I miei genitori sono imprenditori alberghieri e mi ricordo che da bambino facevo il “deejay”, scegliendo la musica da mettere come sottofondo nel ristorante. Stavo delle ore a scegliere i brani e sognavo di cantarli.

A sei anni ho avuto il primo contatto col palcoscenico con il coro delle voci bianche del mio paese. A otto anni ho iniziato a studiare pianoforte, poi Conservatorio da privatista. A sedici anni dei bellissimi concerti in Svezia con il coro del liceo. A diciotto anni ho iniziato a studiare canto e poi un’esperienza dopo l’altra The Voice nel 2018 e ora sono qua.

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

​La mia musica nasce dalle esperienze vissute. C’è spesso qualcosa di autobiografico, che è il punto di partenza, poi cerco di creare un’atmosfera. Anzi, di descrivere un’atmosfera in musica. Le fonti di ispirazione sono la vita, le emozioni che viviamo ogni giorno, i viaggi. Scrivo molto in viaggio.  

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?

Mi piace sperimentare e cerco di dire le cose a modo mio. La contaminazione per me vuol dire fondere le mie esperienze musicali e creare qualcosa nuovo. Non ho un messaggio particolare da dare.

Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?

Non saprei dirti un momento esatto. Sono fortunato perché ho sempre vissuto la musica come una passione coltivata come se fosse un lavoro, più che un lavoro in sé. E questo mi ha consentito di vivere la musica con un minor livello di stress, facendo quello che in ogni momento sentivo che era giusto per me.

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

Spazio dal pop all’indie, ci sono brani che hanno un linguaggio più jazz. Ovviamente c’è un dialogo tra i vari generi. E cerco di fare arrangiamenti che mi stiano bene addosso.

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

Significa fare qualcosa di molto bello, ma anche molto duro. Il web offre infinite possibilità in campo musicale, ma c’è anche molta più concorrenza rispetto al passato.

Progetti?

Sogno Sanremo e lavoro per fare in modo che questo sogno si avveri. Ho dei brani che sarebbero molto “sanremesi”, credo.

Intanto il 1° luglio uscirà il mio secondo inedito, un brano estivo e spensierato che accompagnerà questa estate un po’ particolare. Abbiamo tutti voglia di uscire, di stare al sole e all’aria aperta. E poi spero di poter cantare live il prima possibile.

Nato ad Alessandria, Pietro Gandetto, sin da piccolo, si appassiona alla musica. A otto anni inizia lo studio del pianoforte presso il Conservatorio di Genova e di Cuneo e, successivamente, si dedica allo studio del canto.

Negli anni, collabora con svariati enti teatrali in diverse produzioni e si esibisce regolarmente sia in Italia, che all’estero. Partecipa a diversi concorsi e manifestazioni tra cui il Tour Music Fest, per arrivare al suo debutto televisivo nel 2018 con la partecipazione al programma televisivo di Rai 2 “The Voice of Italy” riscuotendo ottimi giudizi dai coach.

Dal 2018 si dedica al suo progetto da cantautore, iniziando a scrivere i testi delle proprie canzoni e collaborando con alcuni compositori di musica pop e indie. L’anima del suo progetto cantautorale consiste nella fusione di sonorità e generi musicali diversi, in una costante ricerca di un’identità musicale nuova.

Sempre nel 2018, come autore, pubblica la sua prima raccolta di poesie, “Nuvole sgangherate” (Booksprint Edizioni). Parallelamente, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Genova e consegue il titolo di avvocato, professione di che esercita a Milano, città dove oggi vive.

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