Home Ambiente L’agricoltura che fa bene al clima: Vandana Shiva a Firenze

L’agricoltura che fa bene al clima: Vandana Shiva a Firenze

124
SHARE

L’AGRICOLTURA CHE FA BENE AL CLIMA:

VANDANA SHIVA A FIRENZE

TERRA NUOVA EDIZIONI E NAVDANYA INTERNATIONAL

organizzano

per SABATO 9 NOVEMBRE A FIRENZE

la tavola rotonda dal titolo

“L’agricoltura che fa bene al clima”

con la presenza di Vandana Shiva

presidente di Navdanya International

Sarà anche presentato il suo nuovo libro dal titolo

“Agroecologia e crisi climatica” (Terra Nuova Edizioni)

L’evento si terrà presso

LA BIBLIOTECA DELLE OBLATE

in via dell’Oriuolo 24

alle ore 20.30

Verrà presentato il nuovo rapporto di Navdanya “Il Futuro del cibo – Biodiversità e agroecologia per un’alimentazione sana e sostenibile”.

Oltre a Vandana Shiva, parleranno in qualità di relatori:  Salvatore Ceccarelli, esperto internazionale in agronomia, specialista di genetica agraria e membro del consiglio direttivo di Navdanya International; Nadia El-Hage Scialabba, esperta internazionale di ecologia alimentare con 30 anni di esperienza alla Fao; Bernardo Gozzini, climatologo e direttore del Consorzio Lamma e Maria Grazia Mammuccini presidente di Federbio. Conclusioni a cura di Alberto Bencistà, presidente di Firenze Bio.
Per i saluti saranno presenti rappresentanti della Giunta del Comune di Firenze e della Regione Toscana.

In tutto il mondo, i piccoli agricoltori e orticoltori stanno già attuando un’agricoltura ecologica basata sulla biodiversità. Rigenerando il suolo e conservando e selezionando le proprie sementi, forniscono cibo sano e nutriente alle comunità. Le comunità che scelgono di mettere i beni comuni al centro di sistemi economici locali, solidali e basati sulla cooperazione, continuano a offrire soluzioni creative e innovative, riappropriandosi così dei sistemi alimentari e riuscendo spesso a rendere le grandi multinazionali dell’agrochimica irrilevanti.

Il rapporto

Il rapporto riunisce esperti internazionali, raccoglie testimonianze di resistenza globale contro il sistema agroalimentare industriale, annovera esempi di buone pratiche tra agricoltori, comunità locali e organizzazioni della società civile, come parte della campagna di Navdanya International Per un cibo e un’agricoltura liberi da veleni. Il rapporto offre, in prosecuzione del lavoro della Commissione Internazionale sul Futuro del Cibo e dell’Agricoltura , una prospettiva globale e si pone come continuazione dell’analisi dei sistemi agroalimentari iniziata con la pubblicazione del Manifesto Food for Health – Cibo per la Salute del 2018.

Il libro

Il libro “Agroecologia e crisi climatica”, pubblicato da Terra Nuova Edizioni, dimostra che le pratiche agricole sostenibili sono l’unica soluzione per combattere le ineguaglianze sociali e il cambiamento climatico, e garantire a tutti gli abitanti della Terra il cibo e l’acqua; il volume è solidamente documentato e costituisce un’appassionata chiamata per tutti coloro che non accettano lo stato di cose attuale.

A chi conviene l’agricoltura industriale?
Il valore globale della produzione alimentare a 2.800 miliardi di dollari, i costi ambientali sono stati calcolati a 3.000 miliardi di dollari, a cui ne vanno aggiunti altri 2.800 per costi legati alla perdita di benessere sociale e a conflitti causati dalla perdita di risorse naturali come suolo e acqua.

Le vendite mondiali di prodotti biologici sono triplicate in un decennio, passando da 18 miliardi di dollari nel 2000 a 59 miliardi di dollari nel 2010. Nonostante la crescita esponenziale delle vendite, l’offerta non sta al passo con la domanda, poiché nello stesso periodo i terreni agricoli biologici sono aumentati da 14,9 a soli 35,7 milioni di ettari.

Perchè la biodiversità è importante?
L’agro-biodiversità è importante per la sicurezza alimentare , per aumentare il reddito agricolo e per generare occupazione e ridurre l’esposizione al rischio. Il declino della diversità ha aumentato la vulnerabilità delle colture perché la loro uniformità genetica le rende incapaci di rispondere ai cambiamenti climatici, soprattutto a breve termine. Inoltre, le colture uniformi costituiscono un terreno di coltura ideale per la rapida comparsa di varianti resistenti ai fungicidi. La diversità delle colture, al contrario, ha dimostrato di essere molto utile nel limitare lo sviluppo di malattie.

Le soluzioni locali 
In tutto il mondo, sempre più sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali stanno prendendo misure per proteggere la salute dei loro cittadini e il loro diritto ad un ambiente privo di veleni. Ne sono un esempio, in Italia, i circa 70 comuni  che hanno bandito o limitato l’utilizzo dei pesticidi sulla base del Principio di Precauzione. In Francia, circa 56 piccoli comuni hanno emesso normative contro i pesticidi, facendo pressione sul governo, il quale ha poi lanciato una consultazione pubblica sulle distanze di sicurezza. Lo scorso settembre, anche le aree metropolitane di Parigi, Lille, Nantes, Grenoble e Clermont-Ferrand hanno annunciato il divieto di utilizzo di pesticidi nel loro territorio.

Nel 2017, nelle Filippine, 200 comuni membri della League of Organic Municipalities and Cities (Lega dei comuni e delle città Biologiche nelle Filippine – LOAMCP), hanno firmato un accordo comune per promuovere nuove politiche basate sulla preservazione dell’equilibrio dei suoli, come potente strumento di resilienza climatica, vietando l’utilizzo di prodotti agrochimici tossici e di organismi geneticamente modificati (OGM), oltre a prevedere un sistema di sanzioni e ricompense per gli agricoltori.

Foto: Wikipedia

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.