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Da conoscere Tommaso Gimignani… in arte Taoma Moon

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Tommaso Gimignani, in arte Taoma Moon, è un musicista, cantante e compositore polistrumentista.

Nato e cresciuto a Roma in una famiglia di artisti, fin da subito è stato abituato all’espressione artistica. A 6 anni iniziò a studiare pianoforte nel doposcuola, strumento che ha portato avanti per il resto della sua vita. A 13 anni ha iniziato la carriera da attore teatrale nei panni del piccolo “Billy” nella produzione di “Sul Lago Dorato”, a fianco di attori come Arnoldo Foa’ ed Erica Blanc, girando in tournée per l’Italia. Negli anni seguenti Tommaso diventa il batterista della band Red Jacks, con la quale si è esibito a locali storici della scena musicale romana come il Piper e il Contestaccio. Stare dietro alla batteria non era proprio il suo mondo, è cosi’ che in quello stesso periodo Tommaso iniziò a studiare canto con Serena Ottaviani.
Nel 2012 Tommaso Inizia la sua carriera da compositore per musica da film.
Oggi all’età di 26 anni Tommaso ha composto le colonne sonore di progetti come la trilogia di “Esuli” e “Womanity”, L’ultimo capolavoro prodotto da Rai Cinema e vincitore dell’ultimo Madrid Italian Film Festival.
Tommaso ha anche prestato la sua voce alla prima pubblicità della birra Peroni in territorio U.S.A. Per la quale ha anche scritto il testo del brano.

La sua musica è stata suonate nel “Foro di Cesare”, uno dei maggiori siti archeologici nella città di Roma.

Nel 2014 Tommaso si trasferisce a Los Angeles per frequentare il Muisician’s Institute, dove fonda la band “Space Lemon”, di cui ne diventa il frontman e con la quale apre la sua carriera di cantante negli U.S.A.
Da li vi furono numerosi altri progetti, che portarono alla realizzazione del suo primo vero progetto solista. È così che Tommaso Gimignani diventa Taoma Moon.
Al giorno d’oggi Taoma è impegnato nella registrazione del suo primo album da solista.

Da Roma a Los Angeles il passo non è certo stato breve. Quando hai maturato la decisione di andare in America e che cosa hai trovato?

Sembra una domanda facile, ma in realtà mi ci vorrà un po’ per dare una risposta soddisfacente, almeno per me.

Sono cresciuto in Italia, circondato dall’eccellenza artistica dei nostri antenati, maestri del passato a cui dobbiamo forse tutta la nostra ricchezza.
Purtroppo però in Italia hanno anche cercato di insegnarmi a vedere questi maestri come dei colossi irraggiungibili, delle montagne invalicabili il cui talento non è che una vetta altissima che proietta la propria immagine su di noi mortali, degni soltanto di esprimere la nostra ammirazione senza mai toccare.
Ecco, Io non ho mai creduto a questa distanza.

Per me Arte e Spirito sono l’aria che respiro, intorno a me e dentro ai polmoni allo stesso tempo.
Non mi sento inferiore nè tantomeno superiore a nessuno, ma crescendo mi sono spesso sentito dire che i miei sogni puzzassero di arroganza. Com’è possibile che sia normale sentirsi in colpa per la dimensione dei propri sogni?
Questa paura per la grandezza non l’ho mai digerita, ancora meno quella per la piccolezza. Sogni troppo grandi, troppo piccoli, troppo complessi, troppo semplici, alla fine sempre smontati da un “giudice”, spesso esterno a noi stessi, talvolta ne indossiamo noi le vesti.

Finito il liceo iniziai a frequentare il corso di antropologia alla Sapienza, ma mi trovai spesso fuori luogo e disorientato. Stavo seguendo il paradigma dello studente infelice che deve però portare a casa una laurea di qualsiasi tipo, perché “È così che si deve fare”.
Io sognavo di fare il cantante fin da bambino, la vecchia facoltà di Lettere e Filosofia, seppur interessantissima, non aveva bisogno di me, nè tantomeno io di lei.
Volevo cantare, suonare, comporre, ma volevo farlo libero dalla mentalità autodistruttiva dalla quale ero stato già fin troppo contaminato, perciò mi lasciai dietro la mia amata Roma e partii per Los Angeles, California.

L’idea era di frequentare questo corso di musica per 3 mesi, ma presto incontrai quelli che sarebbero stati i membri della mia prima vera band, perciò iniziai a suonare con loro, primi show, primo album e via, ero diventato il frontman di una delle top 100 band underground di L.A! Ma questo fu solo l’inizio. Partecipai in numerosi progetti ma ancora non mi sentivo a mio agio, non suonavo la mia musica e non cantavo le mie canzoni. È così che decisi di diventare cantante solista, e trovando la forza di incamminarmi alla ricerca di me stesso, mi sono trovato!
All’epoca non ero certo di cosa stessi cercando, ma 5 anni dopo posso dire
di essere partito per trovare il coraggio di essere felice con me stesso, senza dovermi paragonare a nessuno,
Di certo non posso dire di aver subito trovato tutto questo in America.
Un paese fondato quasi esclusivamente sulla competizione. Tuttavia è proprio in questo paese che sono riuscito a trovare la forza di credere fermamente nella mia visione e non sentirmi giudicato, senza paura.
È la stessa forza che spinge una montagna ad emergere dalla crosta terrestre, quella che i nostri avi hanno trovato dentro loro stessi al tempo, quella forza che quando viene lasciata scorrere da vita all’impossibile, e ci fa credere nei miracoli, nella magia, nella vita stessa.

Tu sei cantante, compositore e polistrumentista, la tua musica ha una via preferenziale?

Normalmente scrivo brani al pianoforte o alla chitarra, ma in base allo strumento da cui parte una composizione si aprono scenari completamente diversi. Questi due strumenti sono decisamente quelli con i quali mi sento piu’ libero. Il pianoforte e’ un fedele amico che mi porto dietro da quando ho 6 anni, nonostante questo la mia forma di espressione preferita e’ la mia voce.
È cantando che mi dimentico di essere un musicista e mi ricordo di essere uno sciamano, mi trasformo in Taoma Moon!

Nei tuoi progetti parti dalle parole o dalla melodia?

Ogni canzone è diversa. A volte tutto arriva insieme, testo, melodia e accordi. Altre volte invece parte tutto da una parola, o da un singolo accordo, o da una linea vocale. A seconda del luogo d’origine i brani si sviluppano in maniera molto differente, ma tenendo al centro sempre la stessa essenza.

Raccontaci la tua esperienza con la musica da film…

Le colonne sonore mi hanno sempre fatto sognare.
Fin da piccolo giocavo a fare il supereroe con una colonna sonora ben precisa in testa. Anni dopo mi sono avvicinato al lavoro di molti artisti come Danny Elfman, John Williams, Howard Shore, Hans Zimmer. Sono stato così tanto ispirato dalle colonne sonore che un giorno ho scoperto di essere un compositore! Al giorno d’oggi ho composto 4 film per Rai Cinema e diversi altri progetti negli U.S.A.
Chi lo avrebbe mai detto!

A cosa stai lavorando ora?

Al momento sto lavorando a due cose di cui sono molto orgoglioso.

La prima è la colonna sonora del mio quinto film per Rai Cinema, che sarà il mio miglior lavoro mai fatto con questa produzione, già me lo sento!

La seconda è il mio progetto solista, col quale lancerò presto il mio primo singolo (già in produzione) e al quale seguiranno poi nuovi brani che andranno a comporre il mio primo album solista.
Sono così felice di aver finalmente trovato la forza di suonare la mia musica ed essere me stesso.
Ogni giorno muovo nuovi passi verso la scoperta dell’artista che ho sempre saputo di essere, arrendendo la mia mente al mio spirito di guerriero gentile.
Sto lavorando su me stesso, ed è senza dubbio la cosa piu’ importante che abbia mai fatto.
Soltanto da un luogo di accettazione, compassione e amore si possono compiere opere destinate a riecheggiare in eterno. Il resto saranno solo riflessi sulle finestre del tempo.

Intervista di: Elena Torre

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