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Ospiti del nostro format musicale Simone Piva e I Viola Vellut (SP&iVV)

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 Quando avete iniziato a fare musica?

Abbiamo iniziato tutti molti anni fa, ma SP&iVV sono nati nel 2008 ed eravamo un trio, per poi allargarci ed arrivare a un massimo di 6 elementi, tra cui Contrabbasso, Trombe, Percussioni/Batteria, Tastiera e due chitarre.

Con quali artisti siete cresciuti?

Ci sono moltissimi artisti che ci hanno influenzato, sicuramente più’ di tutti il Grunge di Seattle e il cantautorato Italiano arrivando al maestro Ennio Morricone.

Come nasce la vostra musica? Quali sono le vostre fonti d’ispirazione?

Io (Simone Piva) scrivo tutti i testi e le musiche, per poi svilupparle con la band in sala prove, le fonti di ispirazione più’ grandi sono le musiche di Ennio Morricone, i film di Sergio Leone arrivando a Tarantino e Robert Rodriguez.

Di cosa parla la vostra nuova avventura musicale “Fabbriche, polvere e un campanile nel mezzo”?

Il Nuovo Album Parla di polvere d’una terra all’estremo Nordest d’Italia, il sudore della sua gente, il vino e il ghigno come ripari dagli ecomostri, la sua chitarra rock e la voce di chi è partito ragazzino e oggi è uomo senza essere mai, mai, mai sceso dall’altalena della musica, cioè della vita.

Da dove viene un cane sciolto? 
Dal quel paese lì, di polvere, e soldi, e sudore, e economisti, e sere di vino, e cuori come il vento, e periferie tossiche, e si perde ogni speranza ma senza lasciarsi andare, mai. 
Cos’è un uomo, se non uno che resiste? 

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?

L’unico messaggio che voglio mandare è di resistere in questi anni bui, ma con il sorriso….

Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?

Mi è sempre piaciuta la musica, e fin da adolescente sentivo che avevo voglia di comunicare, quando mio padre portò a casa una chitarra, in quel momento prendendola in mano, ho capito che non l’avrei più lasciata.

Quali sono i generi in cui spaziate nella vostra produzione?

I generi sono vari dal rock, al cantautorato, al reggae al Jazz…unico filo conduttore è il mio immaginario western.

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

Significa come per tutti gli altri mestieri, troppa superficialità poca competenza e la sola voglia di essere qualcuno… invece bisognerebbe sentirsi liberi di esprimersi e l’unico obiettivo da raggiungere dovrebbe essere la soddisfazione personale, di aver fatto un buon lavoro.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete? 

Probabilmente il ritornello.

Progetti e contatti

I progetti futuri sono continuare a suonare in lungo e largo per lo Stivale per promuovere l’album.

Ci potete trovare su tutti i social network, cercando ” Simone Piva & i Viola Velluto “, il disco è disponibile dappertutto fisicamente e digitalmente e tante ulteriori info si trovano sul sito http://www.musicforce.it/catalogo-produzioni/2027-simone-piva-e-i-viola-velluto-fabbriche-polvere-e-un-campanile-nel-mezzo

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