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Da conoscere Cecilia Lattari e le sue Erbette dell’Appennino

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Quando hai capito che le piante avrebbero fatto parte della tua vita?

Le piante sono sempre state un’attrattiva molto forte per me: a partire dalle estati che trascorrevo in montagna, nella casa dove abito adesso, fino alle erbe e alle spezie che la mia nonna paterna ha sempre usato in cucina, e che mi chiedeva di andare a raccogliere. “Mi vai a raccogliere un po’ di nepitella?”, mi chiedeva, e io bambina mi perdevo in quel profumo inebriante, che ancora oggi è uno dei miei preferiti. Il momento chiaro in cui ho capito che le erbe dovevano entrare prepotentemente nella mia vita è stato, me lo ricordo benissimo, in un viaggio da Parma a Bologna insieme ad una mia amica attrice: eravamo coinvolte in uno spettacolo – perché sono anche un’attrice e conduco gruppi teatrali – e io le dissi “Francesca, io mi voglio iscrivere a Tecniche Erboristiche.” Dopo anni che non riprendevo un libro in mano, e dopo aver fatto il liceo Classico e quindi non essere proprio predisposta alla materia scientifica, ho sentito forte e chiara la voce delle erbe, il desiderio di avere una piccola erboristeria tutta mia, ma soprattutto, la necessità di imparare una cura che fa parte della nostra tradizione di esseri umani, soprattutto di noi donne, che da sempre siamo guaritrici, streghe, erboriste.

Ti definisci un’alchimista contemporanea cosa intendi?

La parola alchimista l’ho scelta perché nel mio percorso di ricerca e di restituzione mescolo molti ingredienti, così come facevano gli alchimisti, per ottenere una formula unica, molto personale. Mi definisco multipotenziale, perché il mio lavoro è davvero sfaccettato e multiplo: sono erborista e conduco gruppi di avvicinamento alle erbe spontanee curative e alla cosmesi naturale; sono floriterapeuta e svolgo la mia attività consigliando alle persone la giusta miscela di Fiori di Bach; conduco gruppi teatrali, con predilezione per le persone disabili o con varie abilità; infine, mi sto formando per diventare Gestalt Counselor presso l’istituto IGL di Lucca. Una vera a propria alchimia!

La parola contemporanea è importante, perché la mia visione si discosta da quella segreta e antica degli alchimisti del passato: voglio che il mio messaggio arrivi forte e chiaro, a tutte le persone che oggi hanno bisogno di tornare in contatto con la loro parte più autentica. Il mio è dunque un linguaggio contemporaneo che si avvale, anche, di strumenti del passato. Nelle mie consulenze utilizzo anche i Tarocchi, che possiedono un alone di mistero che vorrei “svecchiare”, per far sperimentare alle persone la loro potenza come strumento di indagine interiore ed intuitiva.

Cosa possiamo imparare dalle piante?

A farsi piccoli, a vivere lentamente. A riconnetterci con i cicli naturali, ad attendere, a fiorire al giusto tempo. Possiamo imparare la generosità, la tolleranza, il rispetto. A vedere quanto sia preziosa Madre Terra e che noi essere umani siamo, né iù né meno, una delle sue creature.

Da poco in Libreria Erbette dell’Appennino uscito per Editoriale Programma come nasce questo libro e cosa possiamo trovarci?

Il libro nasce dall’esigenza di approfondire qualche pianta spontanea che fa aprte del mio paesaggio, sia interiore che esterno: volevo dare forma a tutti gli appunti che ho studiato negli anni e poterli condividere con chi è  interessato al mondo vegetale. Dentro ci sono molte piante spontanee che puoi trovare sugli Appennini, con schede riassuntive che spiegano le proprietà delle piante, quando raccoglierle, cenni storici e tante ricettine, sia erboristiche che culinarie.

Quale secondo te la pianta di cui nessuno dovrebbe fare a meno?

Ce ne sono moltissime, ti dico una delle mie preferite: Achillea, dal prfumo meraviglioso, forte e dolce e selvaggia, la pianta dei guerrieri.

Tanti i modi che proponi per avvicinare le persone al mondo delle piante, newsletter, un blog, corsi e adesso un libro… cos’è per te la comunicazione?

E’ importante comunicare, uscire dal nostro mondo e sconfinare in mondi sconosciuti e selvaggi. Uscire fuori: di casa, per raccogliere le piante, uscire dai nostri confini e accogliere l’altro, incuriosirci, seguire quello che risveglia in noi lo spirito indomito. Internet è un mezzo incredibile, che ci permette di entrare in contatto quasi telepaticamente con le persone, di inviare pensieri, immagini, sensazioni: se lo usiamo bene davvero è come una bacchetta magica. Senza dimenticarci di staccare dal PC e di uscire fuori, ad infilare le mani nella terra.

www.cecilialattari.com

instagram: @alchimistacontemporanea

Cecilia Lattari (Pistoia, 1979) lavora nell’ambito della relazione, stimolando il contatto delle persone con la propria parte più autentica attraverso la pratica teatrale e l’esperienza sensoriale compiuta con il mondo vegetale.

E’ attrice professionista,  erborista laureata all’Università di Bologna, floriterapeuta BFRP e attualmente è in formazione per diventare Gestalt Counselor. Con le piante ed i fiori di Bach aiuta le persone a riscoprire i loro poteri nascosti attraverso consulenze e laboratori sensoriali. E’ la presidentessa dell’associazione culturale OrzoLuna, con la quale promuove eventi volti a creare comunità attraverso la relazione tra arte e natura.

Si è diplomata alla Scuola di Teatro di Bologna: in ambito teatrale guida gruppi di adulti, bambini e ragazzi con varie abilità, perché attraverso il teatro è possibile imparare un nuovo modo di comunicare al di là delle barriere. Il metodo che utilizza è quello di Jacques Lecoq, che porta l’attenzione sul gesto e sul movimento teatrale.

Vive nell’Appennino Toscano, con il suo compagno, due cani, due gatti e moltissime piante che crescono libere nei boschi vicino alla sua casa. Parla con le piante, e a volte le rispondono.

Intervista di: Elena Torre

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