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Ospiti del nostro format musicale Mirco Salerni dei Kom

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Conosciamo meglio i Kom Ospiti del nostro format musicale Mirco Salerni leader deL gruppo

Etichetta: Music Force

Quando hai iniziato a fare musica?

Ricordo già dai tempi dell’asilo volevo essere sempre il protagonista delle recite e mi battevo a suon di lacrime isteriche infinite per aggiudicarmi il ruolo che comportasse lutilizzo del microfono e non c’era verso di farmi demordere per nessun motivo. Poi inesorabilmente arriva nel 1994 il giorno della mia prima esibizione da professionistae da lì non sono mai più sceso dal palco

Con quali artisti sei cresciuto?

Avevo le mie passioni da ragazzino e seguivo molto la discografia fresca ma è durato decisamente poco, quando mi si sono presentati monumenti come U2, QUEEN, STING ecc., ho dovuto cedere alla musica fatta bene. Vasco è arrivato come un pugno nello stomaco probabilmente nell’esigenza di avere qualcuno che mi rendesse chiara la vita. Ma da lì a poco non è mancato l’arrivo di artisti come Gaetano Curreri, Dalla, Battisti, De Gregori ecc.

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Spesso non mi rendo conto, cerco il più possibile di essere me stesso e di scrivere ciò che mi piace comunicare e cerco di farlo il più possibile a mio modo, ma succede sempre che qualcuno mi faccia notare che nelle mie canzoni traspare l’amore incondizionato verso U2, Vasco e Curreri che effettivamente sono stati i miei più grandi maestri

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

Cerco di essere abbastanza largo e spaziare su vari argomenti, l’amore in primo luogo perché mi ritengo un autore molto Italiano e noi italiani siamo eternamente innamorati come nessun altro al mondo ma questo lavoro discografico, seppure io abbia ancora tanto da dire, sicuramente parla di me e di quello strano artista amato e stimato nonostante la mia carriera, fino ad oggi, mi etichettasse come tributeman. Parla di un uomo vissuto nell’ ombra di un monumento come Vasco per tanti anni, parla di un artista che aveva tanta voglia di essere se stesso

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?

Mi piacerebbe ripulire un po la musica italiana dalle volgarità che oggi, spesso, siamo costretti a subire nei testi di coloro che, purtroppo, diventano idoli delle nuove generazioni. Penso che come sia successo a me di crescere con la musica di Vasco ed esserne condizionato in tutto ciò che faccio, la stessa cosa potrebbe succedere ai ragazzi di oggi che crescono con questa cultura del malcontento che ormai si radicalizza nella musica moderna. Credo infine che si possa comunicare ancora gioia e buon Rock.

Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?

Nulla di specifico se non le emozioni di vita quotidiana al di fuori delle problematiche che comunque ci accomunano. È inutile insistere con testi che ci ricordano che viviamo in una società malata, ne siamo ben consapevoli, sarebbe bello, invece, raccontare alle persone che esiste una cura al malcontento, ascoltare musica che risvegli le emozioni, quelle più semplici.

Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?

Non ho mai avuto dubbi, non lo hanno avuto mai neanche le persone a me più vicine come i miei genitori. La mia vita musicale è soltanto cresciuta in me mettendo radici e dando i frutti di una passione sconfinata e morbosa.

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

Il Rock la fa da padrona, l’anima è quella e non c’è nulla da fare, anche le bellissime ballad presenti nel cd sono di estrazione rock. Si può andare controvento ma non contro natura.

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

La musica è un impegno grande come quello che si ha quando decidi di formare una famiglia, è come se avessi un partner, il rapporto è molto simile, ti ci arrabbi, a volte rimani deluso, a volte vorresti mollarla, poi torni da lei e ti torna il sorriso, ci stai bene, ci stai male, poi la coccoli e ci fai l’amore. La musica non è un amore astratto, proprio per niente, anzi.

Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Credo che sia una buona cosa anche se poi il rischio è quello di entrare dentro un calderone di tante informazioni e di perderti nel minestrone. Sono sempre stato a favore della libertà di espressione, ma credo che sul web si esageri con la banalità nell’ eccesso del significato stesso. Bisogna sapere come fare a distinguersi dal resto delle cose e purtroppo non è facile.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

Il messaggio…. la musica ha un potere d comunicazione che va oltre il più geniale e contorto messaggio subliminale studiato a tavolino. Qualsiasi artista deve capire che, nella più sfortunata delle ipotesi, ciò che scrive viene ascoltato almeno da una persona e il messaggio è importante così come lo è la responsabilità di ciò che quella persona diventerà dopo averlo assorbito. 

Cosa pensi dei talent show? Hai mai pensato di parteciparvi?

Rispondo a questa domanda sempre mal volentieri. Penso che poteva essere una buona idea e un grande diversivo televisivo se non fosse subentrata la prepotenza d’intenzione, quella che poi ha portato ad una etichetta comune, boia della libera espressione e della buona musica. Una sconfitta per l’intelligenza e la cultura se pur abbia comunque sfornato dei buoni artisti. Ovviamente non vive in me la volontà di alimentare questo virus mortale.  

Dicci dieci cose che ti piacciono e dieci che ti fanno arrabbiare.

Sono molto passionale e per questo, spesso, mi faccio sopraffare dalla rabbia a discapito delle cose belle che mi circondano. Amo la tavola che per me rimane il momento più bello della giornata ma sono un estimatore delle cose comuni e semplici come la neve, il temporale, stare con mia figlia, mi piace la sincerità anche se spesso crea distacco e malcontento, mi piace il silenzio, i momenti di solitudine guadagnati, amo la mia terra e la natura in generale, mi piace osservare in silenzio. Mi fa arrabbiare l’ipocrisia soprattutto quella di convenienza, mi arrabbio quando mi danno torto e so di avere ragione, è una cosa che mi provoca un’insofferenza incontrollata a tal punto da assumere sembianze paranormali, la superficialità nel lavoro è una cosa che non accetto, davanti ad un pedofilo potrei commettere atti estremi senza alcun dubbio, odio i giornalisti che usano l’informazione per esternare il parere personale, odio la ricchezza che offende la povertà e la dignità umana, il palco è il mio posto di lavoro e mi manda in bestia il fatto che spesso non lo si percepisca come tale, mi danno fastidio le persone che, quando non gradiscono un brano te lo fanno notare, potresti tacere e avere pazienza che il brano finisca o semplicemente uscire fuori e non dare fastidio, non sopporto la maleducazione e la violenza.

Prossimi appuntamenti dal vivo?

La presentazione del nostro cd il 15 Febbraio alla discoteca Megà di Pescara insieme a Claudio Golinelli “IL GALLO” bassista di Vasco è sicuramente l’appuntamento più importante di questo periodo, ma stiamo preparando altre sorprese e ovviamente il tour estivo che ci vedrà impegnati in tutto il territorio nazionale

Progetti?

L’impegno di far conoscere il nostro lavoro discografico è sicuramente l’attenuante a continuare con la musica e se tutto va bene uscire anche con il secondo album appena avrà un’anima. Questo sicuramente è il nostro progetto principale, da cosa nasce cosa.

Contatti:

http://www.musicforce.it/catalogo-produzioni/1880-kom-grazie-vasco-album

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